Total War Warhammer 40000 – Anteprima Gamescom 2026
Ho provato Total War Warhammer 40000 alla Gamescom 2026, sono entrato con zero aspettative, e ne sono uscito profondamente in hype.
Durante questa Gamescom 2026 mi è stata data la possibilità di provare il nuovo capitolo della saga di Total War Warhammer 40000, questa volta ambientato nell’universo di appunto Warhammer 40,000 un ritorno alle armi per Creative Assembly, lo studio dietro l’intera serie strategica oltre che mente di Alien: Isolation, e che qui posso anticiparvi sta lavorando in modo davvero egregio.
La novità più sostanziosa è sotto il cofano: il titolo gira su Warcore, un motore interno costruito da zero per reggere la scala di questi scontri, tra eserciti sterminati, mezzi corazzati e scenari distruttibili.
Nella sessione ho potuto mettere le mani su un tutorial introduttivo, una missione di campagna e una sfida avanzata, abbastanza per farmi un’idea di dove voglia andare a parare il progetto.
E l’ambizione, per stessa ammissione di uno degli sviluppatori, è dichiarata: puntare a essere il miglior gioco di strategia mai realizzato sulla serie di Warhammer.
Da quello che ho provato, vi posso dire che la strada sembra proprio quella giusta.
Non mi intricava così tanto uno strategico da Starcraft 2
Una delle sensazioni che mi ha accompagnato dall’inizio alla fine di questo hands-on è stata quella di avere tra le mani uno strategico curato fin nel minimo dettaglio, come lo erano le vecchie glorie targate Blizzard.
Nelle battaglie in tempo reale, in particolare, ho avuto la prorompente impressione di stare giocando praticamente uno StarCraft 3, e chi mi conosce sa bene quanto io ami la serie strategica di Blizzard.
Il modo in cui vengono gestiti il posizionamento delle unità, la lettura del campo di battaglia e l’asimmetria tra le fazioni sembra prendere a piene mani da quella scuola, ma per costruirci sopra qualcosa di unico e di completamente nuovo, complice un’ambientazione che di suo stravolge le regole del gioco.
I richiami a StarCraft, sia chiaro, non vanno assolutamente letti come pigrizia da parte degli sviluppatori, quanto piuttosto come l’adattamento intelligente di alcune tra le migliori meccaniche mai concepite in un RTS, riportate in un contesto che le fa funzionare in modo tutto suo.

Total War Warhammer 40000 punta sulla personalizzazione
Uno dei focus che ho potuto notare maggiormente, sia giocando che dal briefing tenuto dagli sviluppatori prima di mettere le mani sul pad, è quanto il titolo punti in modo massiccio sulla personalizzazione.
Praticamente tutto quello che potete immaginare qui è personalizzabile: si parte dall’aspetto delle truppe, passando per i loghi e le insegne delle vostre forze, fino a scendere a un livello di dettaglio che nel corso della prova ho potuto solo intuire.
Ed è proprio questo il punto: quella che abbiamo provato, ci è stato detto chiaramente, è solo una porzione infinitesimale del sistema completo, una vetrina pensata per dare un’idea della direzione più che per mostrare l’intera profondità della cosa.
Considerando che il titolo è ancora lontano dal lancio, una data ufficiale non è stata comunicata, e le stime più insistenti (di cui ho una chicca che tireremo fuori alla fine) parlano del prossimo anno, c’è tutto il tempo perché questo sistema venga ampliato ulteriormente, e sono davvero curioso di vedere fin dove arriverà una volta scoperte tutte le carte.

Un titolo perfetto per iniziare
La ciliegina sulla torta, secondo me, è stata proprio il tutorial e voi mi direte, come fa a esserlo?
Per un motivo molto semplice: gli RTS hanno una barriera d’ingresso mastodontica, e se non sei un veterano che ci gioca praticamente da quando era in culla, difficilmente riuscirai a trovarti a tuo agio con la mole di meccaniche che questi titoli si portano dietro.
Un problema che qui pesa ancora di più, considerando che parliamo del primo Total War pensato anche per console, e quindi di un pubblico potenzialmente digiuno del genere.
Questo titolo, però, ovvia benissimo alla cosa: il tutorial è fatto talmente bene da insegnarti tutto quello di cui hai bisogno in pochissimo tempo, abbassando di parecchio quella barriera d’ingresso senza mai risultare pedante o dispersivo.
L’unica cosa che effettivamente mancava era una spiegazione su come alzare la telecamera un dettaglio banale, ma che in un RTS fa tutta la differenza del mondo nel leggere il campo di battaglia.
L’ho fatto notare a uno degli sviluppatori presenti, e mi ha assicurato che provvederanno senz’altro a inserire un tutorial anche per quello.

Uno degli RTS più interessanti della scena
Questo hands-on è stato senza dubbio uno di quelli che mi ha stupito di più di questa Gamescom.
Ci sono arrivato con aspettative sostanzialmente inesistenti, visto che non avevo mai toccato un Warhammer 40,000 in vita mia e non è mai stata una serie videoludica che mi ha attirato particolarmente, e ne sono uscito estremamente soddisfatto.
Mi sono ritrovato davanti uno dei prodotti più curati e meglio confezionati dell’intera fiera, capace di conquistarmi pur partendo da un immaginario che sulla carta non mi apparteneva e questo, per un titolo del genere, è forse il complimento più grande che possa fargli.
Vi posso dire che le mani di Creative Assembly, ultimamente, stanno sfornando un giocone dietro l’altro.
Infine, un dettaglio non da poco emerso durante la prova: uno degli sviluppatori presenti ci ha anticipato che il gioco arriverà nel corso del 2027 una finestra che al momento non è ancora stata comunicata ufficialmente, ma che, se confermata, significa che non ci sarà poi molto da aspettare.
Detto questo vi lascio il link alla pagina steam del titolo, e la nostra anteprima su Alien Isolation 2 per rimanere in tema Creative Assembly.