Back in Time – The House of the Dead: Overkill

The House of the Dead incontra Grindhouse!

“Sono mutanti, non zombie! Non usare neanche la parola con la Z! Ed ora andiamo ad uccidere quel maledetto mostro a tre teste e rincorrere quel pezzo di m***a di Papa Caesar! C***o!”. Avete appena letto una classica frase di The House of the Dead: Overkill, un gioco dove le parolacce, il sangue, la violenza e gli stereotipi non sono solo presenti, ma fanno da padrone, collante, stile e trama di un particolare shooter su rotaie.

Il gioco uscì undici anni fa su Wii e due anni dopo su PlayStation 3 in versione Extended Cut, con qualche nuovo livello, il supporto a PS Move (è supportato anche il DualShock 3, ma vi vorreste del male a utilizzarlo, ndr) e una nuova patina grafica.

Di The House of The Dead originale rimangono solo le meccaniche e il nome, visto che il resto potrebbe benissimo chiamarsi “Grindhouse il gioco”, un concentrato di idiozia e cattive maniere, ma anche una buona dose di divertimento, fortunatamente.

Overkill uno shooter su binari dall’animo piuttosto semplice dal punto di vista del gameplay: si gioca con PS Move/Wiimote  e si cerca di fare fuori più mutanti possibile, sparando come se il vostro controller fosse una pistola come succedeva in sala giochi. Tutto il movimento è gestito dal gioco, rendendo inutile il supporto a Sharpshooter; a noi il compito unico di prendere la mira, sparare, ricaricare e sopravvivere nella manciata di livelli della modalità storia. Non dovremo però solo guardarci intorno cercando i nostri nemici, dato che ogni stage sarà disseminato di oggetti come dischi, fumetti, statuette e poster, i quali, una volta colpiti con un proiettile, sbloccheranno determinati collectible, tra cui tracce audio, modelli 3D e bozzetti, visibili poi nella bacheca dei Cimeli.

Overkill

Fin qui tutto nella norma, un classico di produzioni del genere, ma la peculiarità di Overkill sta nel setting, nei personaggi, nella trama e nei dialoghi completamente fuori dall’ordinario. La follia di Overkill non è semplice da descrivere. Se volessimo metterla su canoni normali di trama, il giocatore impersona due eroi: il nero Isaac Washington, dalla parolaccia facile, e il novellino Agente G (che non vuole rivelare per cosa sta quella “dannata” G), in cerca di una soluzione all’invasione di esseri umani mutati che sta attanagliando la città di Bayou. Il nostro antagonista si rivelerà dopo il primo livello: Papa Caesar, elegante ma perfido uomo che pare essere dietro a tutto questo; ad aiutarci nel nostro cammino arriveranno poi due donne molto formose e molto aggressive: Varla Guns, avvenente sorella di un povero scienziato handicappato sfruttato da Caesar e Candi Stryper, bionda fidanzata del fratello di Varla, personaggio creato ex novo per la versione PS3.

La quantità di parolacce presenti nel gioco è incredibile, basti pensare che Headstrong Games e SEGA sono addirittura riuscite a vincere un premio per il titolo più offensivo della storia! Le brutte parole non sono messe però lì a caso, fanno tutte parte dello stile del gioco, ripugnante, molto B-movie, che vive di citazioni di altre opere del genere e che fa dello spargimento di sangue e della presa in giro al limite del malsano il suo punto forte. Anche se a volte sembra esagerare, per la maggior parte del tempo vi divertirete e vi godrete le cutscene macabre, i dialoghi al limite dell’assurdo e non farete più caso al “Figlio di P*****a” di turno.

Overkill

In Extended Cut è presente una buona dose di novità e aggiunte, che la rendono la versione migliore. In primis, dal punto di vista tecnico, la cura HD ha sortito buoni effetti, rendendo il pacchetto visivo “presentabile” su PlayStation 3. Certo, sulla mensola di fianco ci potrebbe essere Uncharted 3 che guarda schifato, ma in fondo basta che il tutto sia giocabile e fluido, e almeno qui il compito è svolto per bene. Oltre al restyling grafico, è stato aggiunto anche il supporto al 3D, anche in versione anaglifa (quella degli occhiali di plastica con lenti rosse e verdi, utilizzabile sia su carta sia su TV, NdR). Il risultato è anche apprezzabile (i colori però perdono quel poco di vivacità che avevano), pur se chiaramente non a livello delle altre tecnologie. Comunque divertente da provare almeno una volta.

Per quanto riguarda i contenuti, oltre ai due livelli aggiuntivi Naked Terror & Creeping Flesh, dove è protagonista Candi in team con Varla, nasce una nuova modalità, chiamata Hardcore, dove i mutanti si potranno uccidere solamente colpendoli in testa. In più ritornano tutti i minigiochi e le modalità dell’originale, inclusa la Director’s Cut, dove si potranno rigiocare i livelli della storia in versione integrale (ossia più lunghi, articolati e con nemici più resistenti) e i minigiochi, particolarmente adatti al multiplayer.

Overkill


The House of the Dead: Overkill è un gioco divertente e adatto ai nostalgici arcade, desiderosi di battere i propri record inanellando combo e finire in alto sulle leaderboard. In multiplayer, poi, è un’esperienza esilarante spappolare teste e arti qui e là, ma il gioco non è esente da difetti: innanzitutto, lo stile può non piacere a tutti e sembrare quasi forzato a tratti, di cattivo gusto, poi la longevità nuda e cruda è scarsa (tre ore per finire tutti i cortometraggi della Storia), nonostante ci siano spunti per il replay. Senza dubbio un po’ di varietà in più non avrebbe guastato, anche se le diverse armi in questo senso aiutano. Un altro punto non troppo felice sta nella eccessiva facilità, almeno in modalità classica: utilizzando i modificatori o giocando hardcore, anche il fan di più vecchia data potrebbe trovare pane per i suoi denti.

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