Assassin’s Creed Valhalla – Recensione

Recensito su PlayStation 4

La ricerca di uno scopo, di un senso da dare alla propria vita, è qualcosa che accomuna tutti gli uomini. Sin dall’antichità, il genere umano si è posto questo interrogativo senza riuscire mai a dare una risposta universale: ognuno trova la sua ragion d’essere, ognuno trova la sua strada e decide come proseguirla. Molti uomini si sono lasciati guidare dalla propria ambizione per raggiungere quindi il proprio fine. Per i vichinghi, in special modo per il semi-leggendario re Ragnar Lothbrok, l’ambizione è stata un fattore chiave che li ha spinti a scoprire nuovi metodi di navigazione, nuove vie di commercio e di conseguenza nuove terre. A dispetto del predecessore Odyssey, Assassin’s Creed Valhalla non ci mette nei panni della discendenza di un leggendario re ma in quelle di un personaggio che ne condivide però gran parte delle caratteristiche, ambizione compresa: Eivor Morso di Lupo.

Assassin's Creed Valhalla

Nelle sale di Odino ci attende la gloria

Assassin’s Creed Valhalla ci dà il benvenuto con un grande classico vichingo: un banchetto dove, fra gozzoviglie e balli, i vichinghi celebrano una nuova alleanza, di cui un Eivor ancora giovanissimo/a si fa simbolicamente portatore, guidato dal padre Varin. La festa però è destinata a durare poco perché Kjotve, il leader di un clan nemico, attacca il villaggio, compiendo un massacro. Eivor si salva e cresce, diventando l’uomo più fidato di Sigurd, suo fratello adottivo ed erede al trono di Rygjafylke, continuando a covare vendetta nei confronti di Kjotve. In un turbinio di eventi, fra razzie, guerriglie e nuove alleanze, sia Sigurd che Eivor dedicono di abbandonare la loro casa per avventurarsi in Inghilterra, seguendo le orme della Grande Armata guidata da Ragnar Lothbrok, per dare vita ad un nuovo posto da poter chiamare casa. Con loro partono anche due membri dell’ordine degli Occulti, guidati da valide motivazioni per seguire i due fratelli e i loro amici. Pur non convertendo Eivor, i due Occulti avranno comunque una certa influenza sul norvegese. Anche col supporto degli Occulti, i membri del Clan del Corvo, una volta giunti nel loro personale “nuovo mondo”, dovranno comunque rimboccarsi le maniche e partire da zero, procurandosi tutte le risorse di cui hanno bisogno, insieme alle alleanze, vero fulcro degli archi narrativi di Valhalla.

Assassin's Creed Valhalla

La trama del nuovo titolo di Ubisoft gira molto su questo concetto: Eivor infatti avrà il compito di girare per tutti e quattro i regni che compongono l’Inghilterra e far sì che questi siano amici del proprio clan e alleati di Sigurd. Il cammino, seppur inizialmente sembri non troppo impervio, nasconde grandi dubbi e pericoli che scoprirete solo giocando. L’impianto narrativo di Assassin’s Creed Valhalla è molto ben strutturato: si articola alternando dei veri e propri archi narrativi – uno per ogni alleanza da stipulare – e gli avvenimenti di Ravensthorpe, ossia la nuova dimora del Clan del Corvo. Viene anche dato un minimo di libertà di scelta sull’ordine in cui le alleanze verranno portate a termine e i dialoghi si adatteranno anche in base agli avvenimenti: alcuni personaggi infatti ci riconosceranno per le gesta compiute negli altri reami d’Inghilterra o meno, a seconda di come avremo portato avanti la nostra avventura. Il ritmo narrativo non è sempre ai massimi livelli ma non scende mai sotto le aspettative: Valhalla riuscirà comunque a tenervi incollati allo schermo, affascinandovi sia per il suo intreccio che per le attività secondarie, che in questo capitolo assumono un’importanza rilevante.

Assassin's Creed Valhalla

Play..Like a viking!

Pad alla mano, Assassin’s Creed Valhalla si distingue dai suoi predecessori, carpendo tutto quello che c’era di buono dai titoli passati lasciandosi nel contempo alle spalle i lati negativi. Il sistema di combattimento è più fluido rispetto ad Origins e Odyssey, ma al tempo stesso anche più articolato. È stata introdotta la barra del vigore, la quale si consumerà ogni qualvolta eseguiremo una schivata, una parata, un colpo pesante o mancheremo il bersaglio con un attacco leggero. Nel caso in cui questa barra si esaurisca non potremo più schivare o sferrare colpi potenti, trovandoci costretti a stare sulla difensiva fino a che non si ricaricherà almeno un minimo. Anche i nemici saranno dotati di vigore, che potremo sottrargli colpendoli con attacchi corpo a corpo, eseguendo i parry con il nostro fidato scudo o sferrando frecce nei punti deboli evidenziati: una volta che la barra nemica si scaricherà del tutto potremo eseguire delle mosse speciali, arrecando ingenti danni. Queste novità ben si sposano con le “Razzie” che vanno a sostituire le Battaglie Campali di Odyssey, risultando in questo modo molto più realistiche e ben sceneggiate.

In Odyssey, pur essendo circondati dagli avversari, spesso e volentieri soltanto uno di loro si scagliava su di noi: questo invece non accade in Valhalla, dove i nemici non avranno nessun tipo di remore ad attaccarci in gruppo, dandoci del filo da torcere, soprattutto giocando ai livelli di difficoltà più alti. Saranno proprio le Razzie in primis a fornirci le risorse utili per dar forma a Ravensthorpe e farla crescere, costruendo nuove strutture che ci forniranno via via servizi che ci frutteranno argento o altri vantaggi. Sarà anche sviluppando Ravensthorpe che progrediremo nella narrazione, segno del fatto che il borgo vichingo assume un ruolo centrale sotto tutti gli aspetti. A prescindere da ciò sarà comunque molto soddisfacente vedere il nostro accampamento ingrandirsi e diventare via via più ricco e vivace. Le risorse saranno importanti anche per l’equipaggiamento, in quanto utili a potenziarne sia il level cap che l’aumento parametrico vero e proprio.

Assassin’s Creed Valhalla

A proposito di potenziamenti, uno degli elementi che più ci ha colpito è il sistema di crescita di Eivor, che progredirà su due diversi aspetti: la crescita parametrica (legata ai punti talento) e l’apprendimento delle abilità. Entrambi questi aspetti vanno a braccetto con una caratteristica imprescindibile per ogni capitolo di Assassin’s Creed, ossia l’esplorazione, che finalmente non è più relegata a un semplice girovagare per raccattare i collezionabili. Se vorremmo fare di Eivor un vero e proprio condottiero vichingo dovremo per forza esplorare, oltre che combattere, e questo cambia radicalmente la prospettiva di Assassin’s Creed Valhalla, rendendo grazia a una delle attività più belle di sempre della saga.

Andiamo nel dettaglio: per quanto riguarda la crescita dei parametri di Eivor tutto starà nello spendere i punti talento in una sorta di rete dove ogni nodo rappresenta un aumento parametrico o una soft skill (come il poter uccidere con attacchi stealth nemici di alto livello con un QTE), molto simile alla sferografia di Final Fantasy X. La novità sta nel fatto che i punti talento non si conquisteranno solo salendo di livello ma anche portando a termine determinate attività o missioni secondarie, di cui la mappa è molto ricca. Al tempo stesso, esplorando, dovremo ricercare anche dei manuali antichi, grazie ai quali apprenderemo nuove tecniche di battaglia, ossia le abilità vere e proprie, utilizzabili tramite i tasti dorsali, proprio come in Odyssey. Lo stesso varrà per gli equipaggiamenti: ogni pezzo andrà conquistato esplorando, quelli che ci verranno dati in dono si contano sulle dita di una mano.

La novità relative all’esplorazione non si fermano qui. Synin, il corvo di Eivor, non andrà più a evidenziare ogni singolo nemico sulla mappa o obiettivo, rendendo tutto troppo semplice. Ci darà comunque delle indicazioni importanti riguardo, riducendo le zone di ricerca, ma toccherà comunque a noi, tornando nei panni di Eivor, andare a “sporcarci le mani”. A proposito di ciò, da non dimenticare è l’ormai classica caccia ai membri dell’Ordine degli Antichi, sempre bella da portare a termine. Anche in questo caso gli indizi dei vari membri della sezione inglese dell’ordine, prosperata in seguito alla mancanza degli Occulti, futuri Assassini, dovremmo procurarceli con le nostre mani, seguendo delle indicazioni sui documenti che troveremo durante le varie cacce. Fra le altre attività secondarie a cui dedicarsi, quanto saremo in pausa dalla nostra furia berserkr, vi sono anche le gare di bevute e di flyting, gradevoli passatempi utili per rifornirci d’argento. Vincendo le gare di flyting potremo aumentare il nostro livello di carisma e sbloccare nuove opzioni di dialogo che potrebbero tornarci utili in determinate circostanze. Grazie alla sua varietà e per i molti altri motivi di cui vi abbiamo parlato, il volersi perdere nella mappa di Valhalla è naturale e nel caso non si fosse ancora capito, ci è piaciuto fin troppo!

Assassin's Creed Valhalla

Fra corni di guerra e sangue

Il connubio fra le musiche di Assassin’s Creed Valhalla e la ricostruzione magnifica del setting dei quattro regni inglesi è praticamente perfetto. L’OST contribuisce in modo sensibile nell’immedesimazione, nel far scendere il giocatore nel mondo di gioco: forse vista l’ambientazione è facile farlo, visti i ritmi caratteristici e accattivanti a cui Vikings ha abitutato gli spettatori. In molti potrebbero pensare che Assassin’s Creed Valhalla ha tratto ispirazione proprio dalla celebre serie di Michael Hirst e così è, inutile negarlo. Assassin’s Creed Valhalla lo fa però in modo intelligente prendendone solo le atmosfere, i ritmi, a volte la regia, ma rimanendo pure sempre originale, avendo una sua identità. Ubisoft si è comportata in modo ragionato e sapiente, preservando la qualità del suo titolo, con una sceneggiatura e una regia di latissimo livello. Anche i personaggi sono ben studiati e caratterizzati (preparatevi all’incontro con Ívarr). Il neo, sotto il punto di vista della messa in scena, sono le cutscenes in gioco che a volte non rendono quanto dovrebbero: ci è capitato, un paio di volte, di vedere perdersi il sync fra l’audio del doppiaggio e quello che accadeva sullo schermo. Chiuso un occhio su questo dettaglio, per quanto riguarda il doppiaggio non c’è nulla da eccepire: abbiamo testato sia l’audio inglese che quello italiano i quali, a parer nostro ,sono egualmente validi.

Assassin's Creed Valhalla

Graficamente il titolo ha subito un miglioramento in confronto alle dimostrazioni di qualche mese fa: tutto sembra essere più definito, più fluido, gli effetti di luce più realistici. I modelli poligonali dei personaggi sono dettagliati e ben curati. Gli fps sono stabili e non ci è mai capitato di vedere un singolo drop, riuscendo a tenere in ogni sessione di gioco. Una sola volta, durante la nostra run ci è capitato che il titolo crashasse, chiudendosi improvvisamente, ma senza farci perdere i nostri progressi. Oltre a questo abbiamo riscontrato anche qualche bug disseminato qua e là, come png che avrebbero dovuto seguirci ma che rimanevano fissi come paletti o compagni che non si presentavano sul posto quando avrebbero dovuto: piccoli dettagli ma ugualmente fastidiosi, anche se non si tratta di niente che comunque non è detto che non si risolva con una patch, magari anche al day one.

Assassin's Creed Valhalla

Assassin’s Creed Valhalla è, senza ombra di dubbio, il miglior titolo dell’ideale nuova trilogia di Ubisoft. La casa francese ha imparato dal passato, assimilando il buono di Origins ed Odyssey per infonderlo in Valhalla, eliminando il superfluo e imparando dai propri errori. Giocando con Eivor si finisce per rimanere affascinati dal mondo di Assassin’s Creed Valhalla, soprattutto se si è già attirati dalla cultura vichinga prima ancora di aver messo le mani sul titolo. L’esplorazione è stata valorizzata a dovere, venendo legata a doppio filo con la crescita di Eivor, il che porta a perdersi in sessioni di gioco lunghe ma divertenti, senza neanche rendersi conto del tempo che passa. I bug, seppur fastidiosi, non bastano a minare la validità di quest’ultimo capitolo della saga, che finisce per piazzarsi in classifica, a mani basse, al di sopra dei suoi recenti predecessori. Non lasciatevelo sfuggire!

9

Pro

  • Combat system fluido
  • Sistema di crescita ben studiato
  • L'Inghilterra come non l'avete mai vista
  • Personaggi ben definiti

Contro

  • Bug sparsi, a volte fastidiosi
  • Cutscene da rivedere
  • Animazioni dei nemici a volte legnose
Vai alla scheda di Assassin’s Creed Valhalla
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