Crusaders: Thy Kingdom Come – Recensione Le Crociate

FX Interactive è un publisher nostrano specializzato nel riproporre titoli già affermati all’estero a prezzi contenuti e completamente tradotti e doppiati in italiano. Lo strategico che ci apprestiamo a illustrarvi, dal titolo Le Crociate, altro non è che l’originale Crusaders: Thy Kingdom Come, pubblicato un paio d’anni or sono.


Venga il loro regno

Secolo undicesimo: inizio delle Crociate, le Guerre Sante della cristianità contro il dominio islamico in Terra Santa. Le Crociate è ambientato proprio in tale epoca, e si tratta di un rts la cui indubbia fonte di ispirazione è la serie Total War.
Avviata una nuova campagna e scelta la difficoltà, dovremo scegliere un condottiero europeo, ognuno caratterizzato dai propri bonus e malus, con il quale iniziare la nostra campagna di liberazione. E prima che ve lo chiediate: no, non è possibile prendere la parte dei musulmani – eccetto in alcune delle poche partite personalizzate presenti. La campagna non permette bivii, a prescindere dal condottiero scelto combatteremo sempre le stesse battaglie, ognuna delle quali si divide in due fasi, una preparatoria e una di combattimento vero e proprio.
La fase preparatoria ci permetterà di organizzare le nostre truppe, reclutarne nuove, acquistare potenziamenti, distribuire punti abilità alle unità (ottenendo così abilità attive e passive da usare in battaglia), assegnare reliquie all’eroe (le quali forniscono bonus che si moltiplicano per i punti fede posseduti), nonché scegliere per quale regno combattere e le missioni secondarie da svolgere. È necessario spendere alcune parole in più sugli ultimi due punti: la scelta del regno da rappresentare in battaglia e delle missioni è determinante per le relazioni che avremo con essi, in quanto ognuno di essi garantisce vantaggi diversi a seconda di quanta fama godiamo nei loro confronti, e scegliere certe missioni secondarie potrebbe aumentare il rispetto di un regno a dispetto di un altro.


La schermata di reclutamento

 
Veniamo alla battaglia: le truppe vengono piazzate in luoghi prestabiliti e ci viene illustrato brevemente la posizione degli obbiettivi sul campo. Come in Total War, ogni unità è costituita da un certo numero di soldati, e ognuna di esse ha vantaggi e svantaggi a seconda del tipo, della formazione e della posizione sul campo – ad esempio, un’unità di cavalleria in formazione cuneo contro uno sparuto gruppo di arcieri in campo aperto non avrà difficoltà a sterminarli, ma al contempo la medesima unità di cavalieri incorrerebbe in seri problemi se venisse attaccata da dei lancieri all’interno di una foresta.

 

Gli obbiettivi delle missioni essenzialmente variano dalla cattura e dalla difesa di determinate posizioni all’eliminazione di leader nemici, al salvataggio di alleati o alla loro scorta, e così via. Niente di nuovo sotto il sole, ciononostante l’esperienza è sufficientemente gradevole e varia, e soprattutto accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di giochi; la longevità della campagna e la difficoltà crescente delle missioni basta a tenere impegnati per un bel po’.


Turchi e crociati che se le danno di santa ragione


Panorami medio-orientali

Passiamo all’aspetto tecnico di Le Crociate. In generale, la grafica risulta gradevole e sebbene un pò retrograda rimane comunque ben oltre il limite dell’accettabile, ma non è esente da difetti di varia natura. Noterete presto come ogni unità è identica all’altra, così da dare l’impressione di comandare battaglioni di cloni, inoltre sono carenti di animazioni e capita fin troppo spesso di osservare unità che si scontrano stando ferme le une di fronte le altre. Ciò che però storge il naso è il peso eccessivo del motore grafico, che spesso risulta rallentato anche sui sistemi più odierni in maniera assolutamente ingiustificata. Ad ogni modo, si tratta di un sistema estremamente scalabile e personalizzabile, adatto a coloro che non sopportano un framerate altalenante.
Per quanto riguarda l’audio: l’atmosfera da guerra medioevale in Terra Santa è efficaciemente trasmessa, ma lascia a desiderare la quantità di brani presenti nella colonna sonora e di effetti, soprattutto per quanto riguarda le unità, che paiono colte da un mutismo collettivo.


Truppe in formazione

Fine dei giochi

In sostanza, Le Crociate si rivela un titolo che si lascia giocare, accessibile e al contempo sufficientemente impegnativo da non risultare banale. Si sarebbe però potuto osare di più e sfruttare ulteriormente le analogie con la saga Total War, che rimane preferibile per gli amanti del genere. Non un gioco che rimarrà nella storia dunque, ma un discreto passatempo e una possibilità di ampliare i propri orizzonti per coloro che non si sono mai avvicinati a questo filone di strategici.

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