Combolands – Recensione PC
Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.
Combolands, titolo sviluppato dallo studio indie Crux Games, viene presentato dai suoi stessi creatori come un “mini city-builder roguelike”, una definizione che, per certi versi, potrebbe però trarre in inganno il videogiocatore. Stiamo infatti parlando di un roguelike duro e puro, con tutti gli elementi che hanno reso celebre questo segmento di videogiochi tanto apprezzato negli ultimi anni.
Nulla di più distante dai vari SimCity e prodotti limitrofi, spesso incentrati su un gameplay rilassante. Questo possibile malinteso, abbinato a una curva d’apprendimento inizialmente non tra le più orizzontali, potrebbe scoraggiare i meno avvezzi al genere.
Come vedremo in seguito, certe dinamiche e meccanismi che Combolands propone, portano questo prodotto molto vicino a uno dei roguelike di maggior successo degli ultimi anni come Balatro.
Così come il gioco di LocalThunk, anche questo titolo fa leva sulle combinazioni di carte per spingere alla ricerca della “strategia definitiva” con quel senso di soddisfazione conseguente al graduale sblocco di elementi che permettono di aumentare i punteggi.
Combolands è un Balatro “vestito” da city builder
All’inizio di ogni singola sessione, il gioco crea una mappa procedurale, con le varie risorse (pietra, legname, bacche) distribuite sul territorio. A seconda della stessa, dei gusti personali dell’utente o degli obiettivi da raggiungere, è possibile selezionare due gilde diverse su sette complessive, sbloccabili gradualmente. Queste risultano essere i classici mazzi dei card game e, la doppia scelta, permette di creare un mix di carte (dunque di costruzioni) unico, con conseguenti diverse strategie attuabili.

Inizialmente saranno disponibili Frontier, con struttura più improntata sulla natura selvaggia, e Agricoltural, avendo a disposizione campi e simili. Con il susseguirsi delle partite, per il giocatore non sarà difficile raggiungere le restanti cinque, a partire da Martial (incentrata su fortini ed edifici bellici costruibili solo sulle spiagge), fino alla gilda Industrial, con le sue fabbriche e segherie.
Una partita a Combolands è suddivisa in milestone (pietra miliare) ognuna costituita da weeks (settimane). Ogni settimana equivale a una carta-costruzione piazzata dal giocatore, che deve sceglierla tra le tre che ha ottenuto casualmente rispetto alle due gilde che ha selezionato. Gli edifici collocati sulla mappa vanno a generare cittadini, dunque punti, in vari modi: alcuni al momento in cui vengono posizionati, altri in modo costante ogni numero predeterminato di settimane.

Esistono poi costruzioni (come campane, falò o lampioni) che influenzano a loro volta il comportamento di ciò che li circonda in vario modo. Queste variabili, condizionate da strategia e da un pizzico di fortuna, rendono le partite avvincenti. Dopo il raggiungimento di determinate pietre miliari, si ottengono delle mini-missioni che, se completate, si tramutano in voti dai membri del consiglio, con conseguenti ulteriori bonus extra rispetto alle costruzioni presenti sulla mappa.
Per sbloccare la milestone successiva è necessario raggiungere un totale complessivo di punti generati. In caso di mancato raggiungimento, il gioco offre tre settimane extra, prima dell’inevitabile game over. Raggiunta l’ultima pietra miliare, ovvero quella della metropoli, la partita finisce con una vittoria.

Nelle fasi avanzate di gioco, la mappa può diventare un po’ caotica, con la pixel grafica che non aiuta a distinguere bene i singoli edifici. Va però detto che, al netto della Endless mode (di cui parleremo in seguito), Combolands ha il merito di fornire partite leggere, della durata di circa mezz’ora: nel contesto di un roguelike, questa meccanica rende il gioco fluido e snello, evitando sessioni estenuanti. Il problema vero è una sorta di dipendenza che sorge dopo ogni partita: c’è sempre un nuovo edificio o una nuova combinazione di costruzioni da testare.
Shop, Heirlroom e altre meccaniche
Al termine di ogni milestone è possibile scegliere tra un bonus casuale o accedere allo shop. Questo viene sbloccato la prima volta tramite gold ottenuto in una partita e offre oggetti di vario tipo, tra cui pozioni (con effetto temporaneo su un singolo edificio) o Heirlroom, item passivi che hanno le più svariate funzioni.

Volendo è possibile anche acquistare punti speciali, che permettono di rimuovere una costruzione, di ottenere una nuova mano di carte/edifici o di bandire una determinata struttura dal pool per tutta la partita. Proprio la rimozione di costruzioni rappresenta un elemento fondamentale: con il proseguire delle pietre miliari, infatti, sarà possibile affinare le strategie, eliminando edifici non più utili e, dunque, aumentando la possibilità di pescarne altri altri più adatti alla strategia intrapresa.
Con combo e sinergie i punteggi iniziano a salire, creando non solo soddisfazione ma anche un pizzico di assuefazione. Forse serve qualche partita per capire realmente cosa succede sulla mappa ma, una volta che i meccanismi vengono assimilati, Combolands riesce a offrire il meglio di sé.
Al termine di ogni sessione, il titolo assegna alcuni punti esperienza “neutrali” e altri specifici per le due gilde utilizzate: a ogni livello, vengono sbloccate ulteriori costruzioni, cimeli, consumabili e tanto altro, persino una modalità di gioco, ovvero la già citata Endless. Questa, riporta i gold del giocatore a zero mantenendo quanto fatto sulla mappa offrendo una partita che va oltre le milestone standard, con una sfida che si protrae verso l’infinito, con una meccanica già proposta da altri esponenti di questo genere.

Conclusioni
Per gli appassionati di roguelike, il rischio concreto è di entrare in un loop interminabile di “ancora una e poi smetto”. Forse non uno scenario ideale per la vita sociale, ma evidente segnale che Combolands fa centro.
Il titolo convince, con dinamiche che rispecchiano gli elementi di successo del genere. Anche le sconfitte, quando arrivano, non sono mai frustranti: vi è sempre il desiderio di ricominciare per fare la partita “perfetta”, provando quella nuova combo che promette così tanto bene…
Forse non si tratta di un prodotto destinato ad aprire un nuovo filone ma, di fatto, restituisce le sensazioni che vuole chi è alla scoperta di un roguelike solido e impegnativo, a patto di essere appassionati di questa nicchia e di concedere un paio di partite di tempo per assimilare meccaniche abbastanza complesse in tutte le sue sfumature.
In ogni caso, è possibile testare Combolands direttamente da Steam, dove è disponibile, oltre al gioco completo, anche una demo.
Combolands è un roguelike “vestito” da city builder che, dopo qualche partita per apprendere le sue meccaniche, si rivela una chicca che tende a creare assuefazione.
Pro
- Partite brevi ma avvincenti
- Crea dipendenza come i migliori roguelike
- Rigiocabilità elevata
Contro
- Curva di apprendimento inizialmente ripida