STALKER 2 Il Prezzo della Speranza – Recensione PC
Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.
Sono passati quasi due anni dal lancio di STALKER 2, accolto tra luci e ombre. L’inizio risulta molto lineare, banale e noioso, con pochi sprazzi di ciò che rendeva la trilogia precedente memorabile, se non l’ottimo shooting e l’alta difficoltà. Tuttavia, l’esperienza va sempre più migliorando e gli sviluppatori tornano a fare ciò che ha sempre contraddistinto al meglio la serie.
L’impressione che ho avuto ai tempi, è che il gioco puntasse sia a rimanere “sé stesso” sia ad allargarsi ad un pubblico più mainstream, con risultati scarsi nel secondo obiettivo. STALKER 2 Il Prezzo della Speranza è un nuovo tentativo di integrare dei livelli più “classici” nel sistema STALKER, stavolta però, penso che gli sviluppatori siano sulla strada giusta.
STALKER 2 Il Prezzo della Speranza Recensione
La grande attrattiva di STALKER 2 Il Prezzo della Speranza sta nelle due nuove zone esplorabili: la Foresta di Ferro e la Centrale Nucleare di Čornobyl’, o come è più comunemente chiamata in italiano, Chernobyl. Considerando come i principali pregi del gioco base sorgano durante le fasi open world, più che nelle missioni principali pseudo-lineari, mi son approcciato all’espansione con tutte le speranze dirette verso la mappa aperta.
Inoltre, l’espansione promette anche di riportare due fazioni nella Zona: i Duty e i Freedom. Esattamente come il gioco base si sviluppa sul conflitto tra Ward e Spark, con i Monolith come terza minaccia (e due finali spuri che esimono da vere e proprie fazioni), Il Prezzo della Speranza è incentrato sul rapporto tra Duty e Freedom, con i Banditi come minaccia comune, usati per farti conoscere entrambe le fazioni e prepararti all’inevitabile scelta su quale delle due filosofie preferisci.
Sia la storia, sia le nuove zone, mi sono piaciute molto. Tuttavia, Il Prezzo della Speranza è riuscito a sorprendermi trovando successo anche nel tallone d’Achille del titolo vanilla: le missioni principali più lineari.
Temere la tecnologia o sfruttarla per un futuro migliore?
La storia vera e propria di STALKER 2 Il Prezzo della Speranza è separata in due atti. Il primo si sblocca non appena si lascia il Cumulo di Rifiuti, quindi nel momento in cui il terribile prologo finisce lasciando spazio al “vero” STALKER, il secondo molto più avanti, verso l’ultimo terzo della campagna principale.
Skif riceve una chiamata che lo porta alla Foresta di Ferro, la zona adiacente alla Centrale Nucleare, dove delle strane interferenze stanno facendo impazzire i mutanti, obbligando le fazioni Freedom e Duty a collaborare per scoprirne la causa.
Nel suo sviluppo, si arriva al vero e proprio tema di questa espansione: davanti ad una tecnologia in grado sia di salvare che di distruggere il mondo, cosa faresti? Già dal nome, potete capire dove si schierano Duty e Freedom al riguardo, ma il dilemma in sé è molto azzeccato.
Dopotutto parliamo di un gioco ambientato nella Zona di Alienazione, esempio vivente di come una tecnologia dal potenziale infinito come il nucleare possa creare danni immensi al mondo. Ci sono pochi scenari tanto adatti quanto questo per affrontare l’argomento e l’approccio del Prezzo della Speranza è ottimo.

Come di consueto, le fazioni sono complesse, con tante sfumature d’opinione diverse, ma per semplificarsi la vita, gli scrittori ci fanno incontrare due principali rappresentanti: Zulu dei Duty e Mavka dei Freedom. Il rapporto tra Skif e loro, come il rapporto tra loro due, è molto affascinante.
Non si tratta del classico, banalissimo, caso del protagonista silente che aiuta due fazioni inconciliabili. Piuttosto sembrano tre amici, in grado di ragionare e trovare compromessi, i quali pian piano vengono trascinati in una situazione nella quale le differenze dei loro ideali diventano impossibili da ignorare.
Sia Zulu che Mavka son carismatici, ci passi abbastanza tempo assieme da affezionartici e ti aiutano concretamente a portare a termine le missioni (perlomeno a livello di scrittura). Aiuta il fatto che entrambi siano a conoscenza dei lati negativi delle loro fazioni e non lo nascondano, cercando anzi di migliorarle dall’interno.
L’approccio di Zulu è più ligio al dovere, con un grande rispetto per il capitano della fazione e una consapevolezza di come, a volte, serva sporcarsi le mani per mantenere l’ordine nella Zona. Mavka invece è uno spirito più idealista, consapevole della corruzione e dell’ipocrisia causata dal concetto di totale libertà, ma comunque legata alla speranza che può fiorire da questa.

Si nota come entrambi abbiano qualità e difetti, il che rende la scelta tra Duty e Freedom più una questione di ideali piuttosto che di simpatie. Questo è a mio parere il risultato migliore ottenibile con l’approccio alla scelta presente in STALKER 2. Riesce a metterti nei panni di Skif e a creare una tua versione dello Stalker, piuttosto che essere semplicemente una scelta telefonata da degli sviluppatori palesemente schierati.
Nel mio caso, mi sono schierato con i Freedom e purtroppo non ho avuto tempo di giocare il finale dei Duty, considerando la considerevole durata dell’espansione (sulla quale ho passato quindici ore). Quindi prendete le mie opinioni positive sulla scrittura nel contesto della route dei Freedom, tuttavia Zulu è scritto abbastanza bene da rendermi molto ottimista anche riguardo all’altro percorso.
Un horror cosmico nell’open world, un FPS vario nella campagna.
Come ho già accennato, non ho apprezzato molto la campagna di STALKER 2, in particolare nella sua prima metà. Trovo molto più forte la sua anima open world, l’esperienza di esplorare un luogo in cui tutto può ucciderti, di sopravvivere a viaggi che in altri FPS open world sarebbero solo un modo di allungare il brodo.
Nell’open world brilla anche l’anima horror del gioco, con eventi semi-casuali inspiegabili che possono metterti all’angolo e contro cui cautela e improvvisazione sono le tue uniche armi. Di contro, gli obiettivi principali della campagna si limitano spesso ad essere varianti del “raggiungi un accampamento e uccidi tutti i nemici”.
Lo shooting di STALKER 2 rende anche queste sezioni interessanti e man mano che l’open world migliora, anche le parti di viaggio verso gli accampamenti diventano più memorabili, però si tratta del lato più debole dell’esperienza, spesso molto ripetitiva.
Tutto questo preambolo serve a dirvi che STALKER 2 Il Prezzo della Speranza fa dei passi avanti immensi nella struttura delle missioni principali, ora tanto memorabili quanto l’esplorazione della Zona, a mio parere. Ogni livello è complesso e ben strutturato, con un’evoluzione del level design che mai mi sarei aspettato da un’espansione.

Ci sono ancora momenti in cui sei in un accampamento e devi uccidere tutti, certo, forse sono ancora un po’ troppi per i miei gusti, ma persino questi sono tendenzialmente più solidi rispetto a quanto visto nel gioco base. Spesso la mappa è integrata molto meglio negli obiettivi, permette approcci stealth meno legnosi o persino di scappare dalle sparatorie inosservato.
Dove Il Prezzo della Speranza brilla di più però è nei suoi livelli lineari di campagna. Quelle classiche missioni dove il level design si restringe per qualche ora, prima di ributtarti nell’open world. Ci sono livelli molto vari, specie a livello di atmosfera e obiettivo dell’esperienza.
Un livello consiste in una sequenza da horror cosmico lunghissima, ben integrata con la lore della Zona, nel quale Skif dovrà esplorare diversi appartamenti d’architettura brutalista in un modo che mi ha ricordato i momenti più brillanti (a livello di atmosfera perlomeno) di Cronos The New Dawn.
Un altro è una missione stealth molto ben realizzata, nella quale eliminare più nemici durante la prima parte semplifica la fuga nella seconda. Un’altra ancora si incentra sul recuperare un reperto per affrontare una nuova pericolosissima anomalia, con delle sezioni puzzle molto semplici ma decisamente gradevoli.
Non ve le elencherò tutte ovviamente (anche perché non ho potuto provarle tutte, avendo a disposizione il tempo di fare una sola route) ma spero sia palese l’enorme varietà di queste sezioni. Unite al fatto che la campagna del Prezzo della Speranza è ambientata o nelle due aree nuove o nelle migliori aree del vanilla, creano un’esperienza eccezionale, probabilmente il mio FPS preferito da Bioshock.

Qualche anomalia
Separo le mie critiche principali dal resto perché tendenzialmente han poco a che fare con i lati positivi di STALKER 2 Il Prezzo della Speranza. Tuttavia, qualcosa di migliorabile per il futuro c’è. Tralasciando la possibilità che alcuni fan di vecchia data di STALKER potrebbero non apprezzare quanto tempo si passa nei livelli della campagna, cosa che non trovo un difetto perchè personalmente l’ho apprezzata, il gioco presenta alcune lacune tipiche dei titoli tripla A a cui si è ispirato nel tentativo di allargare il bacino dei giocatori.
C’è un distacco enorme riguardo la resistenza di tutti i personaggi tra il giocato e i video. L’esempio più grave è quando Skif cade da decine di metri d’altezza e si rialza per una bossfight, come se non fosse successo niente. In un gioco dalla trama crudele quanto STALKER 2, questo tipo di scelte volte più allo spettacolo che altro stridono molto.
In generale, se parte un video è sicuro che i personaggi al suo interno siano immortali fintanto che il video è in corso. Non importa se si beccano dei proiettili e vengono lasciati senza cure per un’ora all’interno di un posto che emette radiazioni costanti, se è successo in video, non ha vera importanza.
Rimangono poi i vecchi amici di STALKER 2, i problemi tecnici. Io ho giocato con una build decente, una 4060ti, Ryzen 5700X3D, 16GB di RAM, non un top di gamma, ma una buona macchina. Tendenzialmente, il gioco tiene i 90 FPS senza troppi problemi ma ha dei cali drastici durante alcuni cambi zona, o quando appaiono le tempeste.
C’è anche qualche bug nell’IA nemica, spesso ineccepibile, ma occasionalmente molto stupida e incapace di sentire un colpo di fucile a pompa sparato nella stessa stanza. La situazione è molto migliore rispetto al periodo di lancio, specie considerando che la versione 2.0 ha reso la Zona molto più dinamica, tuttavia qualche problemino rimane.
STALKER 2 Il Prezzo della Speranza è una fantastica espansione per STALKER 2. Ne migliora enormemente il level design della campagna e contemporaneamente costruisce sul già ottimo open world. La storia è avvincente, pur essendo raccontata in modo piuttosto semplice, come di consueto per il franchise. In generale, un’espansione ottima a tutto tondo che non posso non consigliare ai fan di STALKER 2.
Peccato il team di sviluppo non sia riuscito ad arrivare ad una campagna di questa qualità già dalla 1.0: a mio avviso questo avrebbe permesso di rendere STALKER un franchise più rilevante per le masse, riuscendo anche a non snaturarlo.
STALKER 2 Il Prezzo della Speranza è un'espansione veramente ottima a tutto tondo.
Pro
- Campagna molto varia
- Nuove regioni ben integrate
- La Zona è ancora più letale dalla 2.0
- Storia molto gradevole
Contro
- Cutscene da migliorare
- Ancora qualche problema tecnico
- Bisogna superare il lento prologo del gioco base