Death Stranding Director’s Cut – Recensione

Recensito su PlayStation 5
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Il novembre 2019 fu il mese in cui tutti quanti noi potemmo mettere le mani sul nuovo titolo scritto e diretto da Hideo Kojima: Death Stranding. Il gioco segnante il ritorno nell’industria di uno degli autori più amati dell’intero medium, ricevette una campagna pubblicitaria a dir poco importante. Spot TV, trailer, interviste, approfondimenti; Sony ci teneva particolarmente a questo titolo e lo fece capire in ogni modo. Una volta uscito il gioco, il consenso di critica e pubblico si spaccò in due, senza trovare mezze misure: Death Stranding si amava o si odiava. Dal nostro punto di vista, un aspetto delle opere d’arte è quello di riuscire a provocare, a dare qualcosa di nuovo al medium e soprattutto a innescare sentimenti nel pubblico: in tal senso, Death Stranding si è dimostrato essere un’opera d’arte. Il gusto rimane soggettivo ovviamente ma la validità dell’opera in questione è a dir poco incontestabile. Oggi Kojima Productions e Sony riportano quell’esperienza del 2019 in una versione rivisitata per PlayStation 5 e noi siamo qui per dirvi cosa ne pensiamo.

Preparate i vostri pacchi cari corrieri perché si parte per la recensione di Death Stranding Director’s Cut.

Death Stranding: Director's Cut

Comparto Tecnico

Essendo questa una riedizione di un gioco già pubblicato e recensito non ci occuperemo in questa sede di analizzare trama, impatto sul mercato e, in generale, le meccaniche invariate del sistema di gioco. Sarà dunque una recensione focalizzata principalmente sulle novità introdotte per la Director’s Cut; se siete curiosi, invece, di sapere cosa abbiamo scritto nel 2019 riguardo Death Stranding, vi consigliamo di recuperare la nostra recensione di allora. Partiamo dunque dal comparto tecnico di questa Director’s Cut.

Il titolo è stato adattato e migliorato per le caratteristiche di PlayStation 5. Ciò che salta immediatamente all’occhio è infatti l’upscale della grafica a una risoluzione 4K con 60 frame al secondo. Le terre solcate dal nostro Sam riusciranno ancora una volta a stupirvi per la loro bellezza e peculiarità; in tal senso, il mondo creato da Kojima per Death Stranding è uno dei più originali della scena videoludica attuale e porta il post-apocalittico verso terreni e colori più vicini all’Islanda che al classico deserto di film come Mad Max.

Death Stranding

Anche i 60 FPS fanno sicuramente la loro parte e vedere Sam muoversi in modo fluido mentre si destreggia tra le rocce o le montagne innevate, rende l’esperienza più piacevole alla vista e meno frustrante, oltre che più precisa. I 60 FPS aiutano infatti ad avere la sensazione di avere un totale controllo del nostro avatar e, da questo punto di vista, Death Stranding Director’s Cut fa egregiamente il suo lavoro.

Assolutamente promosso inoltre il feedback aptico del DualSense. Death Stranding Director’s Cut è uno dei titoli che maggiormente sfrutta il nuovo joypad di casa Sony e la sensibilità tattile che proverete col DualSense alla mano, vi permetterà di immedesimarvi ancora di più nei panni di Sam. Sentire letteralmente i passi, o i trigger che diventano più resistenti quando dovrete caricare e trasportare un pacco, sono caratteristiche che abbiamo assolutamente apprezzato e che rendono ancora più preziosa quest’esperienza di gioco.

Death Stranding

Audio 3D e tempi di caricamento

Come la quasi totalità dei giochi usciti in esclusiva su PlayStation 5, anche Death Stranding Director’s Cut supporta l’audio 3D. Giocare con cuffie che supportano questa tecnologia è qualcosa di altamente consigliato se avete intenzione di acquistare questo gioco. Il montaggio sonoro e la colonna sonora – così come gli effetti audio ambientali – costituiscono alcuni degli aspetti migliori del titolo. Se già nella versione del 2019, il gioco era assolutamente magistrale sotto questo punto di vista, adesso diventa un’esperienza quasi imprescindibile.

Camminare per le terre con un sistema audio direzionale vi farà immergere al 100% all’interno del titolo e vi aiuterà a respirare l’atmosfera che Kojima ha voluto trasmettere con quest’opera. Oltre alla bellezza intrinseca di quest’aspetto, c’è un ulteriore vantaggio che il giocatore può trarre da questa tecnologia. Nei momenti di gameplay in cui vi ritroverete in luoghi infestati da CA e in cui dovrete seguire le indicazioni date dal vostro BB, l’audio 3D vi verrà ancora più in soccorso, in quanto sentirete letteralmente da dove verrà il vostro nemico.

Death Stranding

Anche i tempi di caricamento sono stati ridotti quasi all’osso. Giocare un titolo open world con mappe di gioco molto grandi significava anche, per la scorsa generazione videoludica, dovere attendere tempi di caricamento piuttosto lunghi prima di iniziare a giocare. Grazie alle nuove tecnologie delle ultime console, i nuovi giochi riescono ad avere tempi di caricamento pressoché nulli e, in tal senso, Death Stranding Director’s Cut non fa eccezione. Vi basterà premere “avvia partita” per ritrovarvi in pochissimi secondi nei panni di Sam.

Nuove meccaniche di gioco

Nonostante il gameplay sia rimasto praticamente identico a quello della versione originale del 2019, la Director’s Cut ha aggiunto alcune caratteristiche che diversificano questa nuova edizione dalla precedente. Di base il gioco rimane lo stesso e la sfida sarà sempre quella di portare uno o più pacchi da un punto A a un punto B e riuscire a superare gli ostacoli naturali (o sovrannaturali) che si frappongono tra voi e il vostro obiettivo. Una delle cose che aveva spaccato maggiormente il pubblico era stata proprio questa: il viaggio. O meglio, la modalità del viaggio. Il non avere apparentemente nulla da fare mentre si trasportano pacchi aveva tediato non pochi giocatori. Se a questo poi si aggiungeva che le lande solcate da Sam, con fiumi da attraversare e montagne da scalare, erano anguste, l’esperienza poteva risultare frustrante. Tuttavia, a nostro parere, era proprio questa l’intenzione di Kojima. Sentirvi esattamente come un essere umano, non come un eroe invincibile. Anche attraversare un fiume può essere qualcosa di estremamente complicato e la bellezza e la sfida nel titolo era proprio quella di riuscire a superare quell’ostacolo tramite il proprio ingegno.

death stranding director's cut

Proprio per le ragioni di cui sopra, non abbiamo apprezzato moltissimo alcune aggiunte che sono state fatte per semplificare i viaggi del nostro Sam. Il Buddy Bot, i nuovi esoscheletri e la catapulta con cui poter lanciare un pacco e farlo arrivare quasi esattamente dove si desidera, rendono l’esperienza di gioco molto più semplice e vanno, a nostro parere, a variare quella che era una delle caratteristiche fondamentali di Death Stranding: la soddisfazione nell’essere riusciti, nonostante i terreni e gli ostacoli difficili da superare, a portare un pacco a destinazione nella miglior condizione possibile.

Sicuramente, tale scelta è stata dettata dalle tante critiche che ai tempi furono mosse al gioco. Tuttavia, continuiamo a pensare che la difficoltà nel sapere affrontare l’ambiente di gioco era una delle cose migliori di Death Stranding e queste aggiunte vanno invece a semplificare non di poco i nostri viaggi.

Death Stranding

Piacevole, ma non necessaria, risulta invece la possibilità di effettuare delle vere e proprie corse lungo l’autostrada nazionale. Momenti di questo tipo smorzano assolutamente la drammaticità della trama di gioco, ma allo stesso tempo servono a donare quei momenti di relax e pura spensieratezza che mancavano all’esperienza originale. Inoltre, abbiamo apprezzato molto l’idea di poter riaffrontare le boss fight di gioco con delle sorte di “sfide a tempo”. A schermo vedrete infatti quanto tempo impiegherete nell’affrontare una determinata boss fight e, conseguentemente, confrontare il vostro risultato con quello degli altri giocatori. Anche questa, un’aggiunta non necessaria ma piacevole.

Missioni Aggiuntive

Siamo sicuri che moltissimi videogiocatori che leggeranno le recensioni di Death Stranding Director’s Cut vorranno trovare risposta principalmente a una domanda: ma quindi come sono le missioni aggiuntive? Aggiungono dettagli importanti alla trama? Ovviamente, in questa recensione non troverete spoiler di alcun tipo. Ciò che possiamo dirvi è che Death Stranding Director’s Cut offre sì, degli spunti di trama nuovi che approfondiscono il rapporto tra gli esseri umani e i BB e, di conseguenza, il rapporto tra la vita e la morte; allo stesso tempo, però, non aspettatevi qualcosa che andrà a stravolgere totalmente quanto avrete appreso durante l’esperienza di gioco originale. Se però ci tenete particolarmente ad avere idee ancora più chiare riguardo il mondo di gioco di Death Stranding, allora affrontare queste nuove missioni sarà qualcosa di assolutamente necessario e che siamo sicuri saprà stupire e rendere ancora più fascinoso l’universo creato da Kojima. E dato che siamo sicuri arriverà anche qualche domanda di questo tipo: sì, ci saranno delle strizzate d’occhio a chi negli anni ha amato e seguito la saga di Metal Gear (sempre dello stesso Kojima).

https://www.youtube.com/watch?v=B6Yoozt03sc


Death Stranding Director’s Cut è la nuova versione del gioco che ha segnato il ritorno di Hideo Kojima nell’industria videoludica dopo Metal Gear Solid V. Nonostante il titolo rimane nei contenuti molto simile al gioco originale, Death Stranding Director’s Cut riesce a migliorare l’esperienza sfruttando al meglio tutte le caratteristiche tecnologiche di PlayStation 5. Da questo punto di vista, Death Stranding Director’s Cut rimane un titolo prezioso da scoprire (o riscoprire) per tutti i videogiocatori che vogliono conoscere la poetica di uno degli autori più importanti e influenti del mondo videoludico: Hideo Kojima.

8.8

Pro

  • Comparto grafico eccezionale.
  • Audio 3D e sfruttamento del DualSense promossi a pieni voti.
  • Tempi di caricamento quasi nulli.
  • Missioni aggiuntive che approfondiscono la lore di gioco.

Contro

  • Nuovi strumenti per Sam che semplificano troppo l'esperienza di gioco.
  • Modalità corsa piacevole, ma assolutamente non necessaria.
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