FORECLOSED – Recensione

Recensito su PlayStation 5

FORECLOSED, di Antab Studio e Merge Games, è il frutto della fatica di due game developer italiani, Lara Gianotti e Andrea Tabacco, e noi di Gamesource, sempre felici di dare spazio anche alle realtà italiane del gaming, abbiamo potuto testarlo per portarvi questa recensione.

Ma, come sempre, partiamo dall’inizio.

Il punto di partenza creativo di FORECLOSED è la voglia di prendere gli ingredienti standard di una graphic novel e localizzarli nella parentesi narrativa cyberpunk che ci sta regalando veri gioielli, ultimamente, ed è proprio questa l’identità che più si ritrova a inseguire e abbracciare il titolo di Antab. Certo, ci saranno azione, suspense e innesti cibernetici, ma molto, se non tutto, in FORECLOSED, è al servizio del pretesto e contesto narrativo.

FORECLOSED

Appena avviato il gioco ci ritroveremo in media res, e vestiremo da subito i panni di Evan Kapnos, che, una volta risvegliatosi, si dovrà scontrare con una realtà tanto assurda quanto titanica nelle sue conseguenze: la sua identità è stata da confiscata, ha perso il lavoro e l’accesso a praticamente tutti i servizi della città, e non gli rimane che la fuga, prima che i suoi impianti e tutto ciò che “è” siano venduti all’asta.

FORECLOSED

L’impatto visivo iniziale è molto positivo e inaspettato; se titoli come The Ascent e Cloudpunk ci hanno infatti abituato a quanto in parte aveva già affermato, a livello visivo, Blade Runner, ossia che il “vero” cyberpunk debba essere forzatamente costituito da grattacieli mastodontici, neon e pioggia, FORECLOSED bypassa questo standard e ci regala colori caldi e pastello, ottimo contrasto alla pur digitale brutalità di ciò che accade.

FORECLOSED

La volontà di unire il videogioco all’eleganza del fumetto si nota da subito e restituisce fortissimi rimandi mentali a XIII, gioco del 2003 di Ubisoft e Feral Interactive. Un secondo senso flashback di media intensità si avvia alle prime inquadrature doppie, con tagli registici che non possono non richiamare Republique (2013, di Camouflaj) e le telecamere fisse di alcuni vecchi survival horror: sembriamo quasi sadici voyeur della fuga di Evan, abbandonati a quello Schadenfreude che è talmente radicato in noi da non dover nemmeno essere più giustificato.

Questa brevissima introduttiva sezione di free-roaming ci fornisce il primo vero scoglio del titolo: come abbiamo già detto in FORECLOSED tutto è al servizio dell’esperienza fumetto, dogma che già sul nascere si scontra idealmente con l’idea di navigazione libera, ma che, ad esempio, vede perfetto utilizzo nella decisione di rendere ogni volto, a parte quello del main character, illeggibile e irriconoscibile, ma che nel contesto esplorativo porta a una modesta sgradevolezza dopo l’eccessiva area che ci viene brutalmente preclusa da delle barriere rosse digitali che ci si manifestano davanti, se “non andiamo dove la storia vuole che noi si vada”. Capiamo perfettamente l’idea che ci sta dietro, la realizzazione purtroppo ci fa smorzare, seppur di poco, l’entusiasmo.

FORECLOSED

Dopo i primi momenti di spaesamento e fuga, approcceremo finalmente le prime abilità di hacking che, con brevissime sequenze di tasti, ci daranno la possibilità di interagire con botole, porte e altri dispositivi. Queste serie di comandi, sorta di combo semplificate, sono un giusto punto di incontro fra immediatezza e credibilità, non risultando mai sgradevoli. Allo sblocco della nostra prima abilità offensiva, potremo anche affrontare i nemici dai quali fino a poco prima ci potevamo solo nascondere: il range di questo attacco cibernetico base ci è sembrato un po’ più a corto raggio di quanto speravamo, ma comunque accettabile.

È al ritrovamento della nostra pistola, però, che FORECLOSED cambia inaspettatamente marcia, con tutte le conseguenze del caso: le sezioni di shooting, per quanto un piacevole cambio di tono rispetto a quanto vissuto e giocato fino a poco prima, si dimostrano imprecise nei comandi ma poco permissive in quello che viene richiesto al giocatore; anche dopo l’attivazione di qualche potenziamento (i colpi esclusivi e le raffiche a mitraglia sono solo due esempi) per Evan e per l’arma, i nemici sembrano assorbire fin troppi proiettili, e il quasi inesistente sistema di coperture sicuramente non aiuta a superare le moltissime sezioni da TPS. Le occasioni per liquidare chi ci spara addosso senza sparagli a nostra volta sono poche, un vero peccato visto quanto è divertente quando la cosa ci viene offerta.

FORECLOSED

Con lo sblocco della telecinesi FORECLOSED ritrova un po’ d’equilibrio, dato che potremo scagliare non solo oggetti contro i nemici, ma anche i nemici stessi, ma permane l’impressione che sia comunque troppo tendente al TPS, in accoppiata alla netta sensazione che gran parte di questi scontri a fuoco, troppo frequenti e troppo carichi di nemici, potessero tranquillamente essere trasformati in QTE, tanto disprezzati ma forse un rischio calcolato nel contesto graphic novel che FORECLOSED promette e si promette.

La durata di FORECLOSED è sicuramente un elemento positivo, dato che in circa 3-4 ore potrete vedere come si concludono le vicende di Evan, epilogo di una manciata di missioni che, non senza guizzi interessanti, rimescolano leggermente le carte in tavola, anche solo dal punto di vista estetico. La percezione complessiva è quella di un titolo che poteva pigiare molto più l’acceleratore sulla narrazione, eliminando le poche istanze di “free-roaming” e lasciando magari più spazio proprio a quel canovaccio narrativo che, pur inizialmente interessante, non trova piena giustizia nelle risorse dedicategli.

FORECLOSED


Partiamo da una cosa che va detta: FORECLOSED merita assolutamente l’acquisto, anche solo per lo sforzo, da parte di Antab Studio, di unire gli stilemi del fumetto a una struttura più prevalentemente videoludica. Lo stile estetico è originale, come l’incipit narrativo; le sezioni di TPS purtroppo ne smorzano un po’ il valore, tra comandi troppo imprecisi e nemici troppo numerosi. In toto, le fatiche di Antab Studio vanno premiate perchè, pur se nel contesto di un prodotto non del tutto riuscito, non si può non riconoscere il fatto che l’obiettivo del team è sempre stato chiaro e siamo sicuri che il prossimo titolo potrà rendere ancora più giustizia al loro talento.

7

Pro

  • Estetica d'impatto e inaspettata
  • Tutto è al servizio degli stilemi del mondo graphic novel
  • La telecinesi è sempre divertente

Contro

  • La storia si perde un po'
  • Le sezioni TPS sono troppe e troppo piene di nemici
  • Il free-roaming poteva essere tranquillamente sacrificato
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