Guilty Gear -STRIVE- Recensione

Recensito su PlayStation 5

Ci siamo. Dopo rinvii e parecchie beta in cui abbiamo avuto il piacere di saggiarne le diverse build,  Guilty Gear -STRIVE- ruggisce finalmente sui nostri schermi. Il Team Red di Arc System Works ci propone una nuova visione dei suoi iconici guerrieri, che infuocano i nostri schermi sin dall’ormai giurassico 1998, andando a sconvolgere la sua iconica serie alle basi.

Sol Badguy, Ky Kiske e comprimari possono finalmente beneficiare del miracoloso “finto 2D” già testato sull’apprezzatissimo Dragon Ball FighterZ, con un utilizzo dell’Unreal Engine 4 a dir poco miracoloso e migliorato per l’occasione. Oltre a questa nuova strepitosa veste grafica, c’è davvero parecchia carne sul fuoco.

Le vicende narrate su schermo, proposte dall’immancabile modalità storia, proseguono la trama della saga lì dove l’avevamo lasciata, fornendo una esaustiva cronologia degli eventi per aggiornare i giocatori rimasti digiuni dell’epopea del Gear Maker e dei folli complotti mondiali orchestrati e contrastati dai Gear. Nonostante ciò, il neofita della saga rimarrà in ogni caso estraneo, almeno per le prime ore, alle vicende dei personaggi che si daranno battaglia su schermo.

Guilty Gear -STRIVE- Recensione

La storia è divisa in 20 capitoli, animati in un perfetto stile anime che di sovente mostra il fianco durante le animazioni dei personaggi secondari e nella relazione tra i personaggi e alcuni fondali. 20 lunghissimi capitoli, che avrebbero fatto la gioia di una intera serie Netflix, perché da giocare non c’è nulla. Proprio nulla. Ci saremmo aspettati la classica alternanza tra cutscene e combattimenti à la Injustice o Mortal Kombat 11 e invece…

Più che di capitoli stiamo parlando di veri e propri episodi di un anime, che proseguono magistralmente le vicende di una trama intricatissima, e di relazioni tra comprimari compassate e vissute nei secoli. Proporre un riassunto sarebbe davvero impossibile, vi basti immaginare un mondo futuristico, animato da una magia tecnologica avanzatissima, dove nulla è impossibile ed esseri secolari tessono le loro trame, tra gargantueschi scontri e crisi geopolitiche globali.

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A rinforzare l’esperienza Single Player giunge in nostro soccorso l’immancabile modalità Arcade, molto scarna, che ci propone i classici incontri sequenziali per culminare nello scontro con l’immancabile Boss di turno. Il tutto in meno di una decina di combattimenti, che ci fanno presagire che quella che stiamo giocando in questi questi giorni sia solo l’assaggio di qualcosa di più corposo che verrà aggiunto più in là.

Tool fondamentale per il giocatore che vuole padroneggiare agilmente le stringhe più avanzate è la modalità allenamento. In Guilty Gear -STRIVE- si mostra in forma smagliante, con avversario programmabile a piacimento per inscenare le situazioni più disparate e prepararsi al meglio per gli scontri reali che lo attendono. Importantissimo assente del Dojo è la Frame List, che si mostra assolutamente priva dei valori numerici delle singole mosse.

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Assenza che ci ha fatto corrugare la fronte, in un panorama picchiaduro dove ormai è buona consuetudine l’inserimento della sopracitata al fine di comprendere al meglio i vari match up tra personaggi e indovinare punizioni e risposte senza dover premere tasti “veloci” senza alcuna cognizioni de causa. La mancanza di una Frame List complicherà notevolmente la comprensione profonda del kit dei vari personaggi, anche qui incrociamo le dita per un inserimento futuro.

Se in Guilty Gear -STRIVE- l’esperienza single player è decisamente atipica, sembra chiaro fin dalle prime battute che il focus del titolo ruoti attorno allo scontro con avversari reali in locale e naturalmente online. Le lobby tanto criticate in fase di Beta sono rimaste quasi invariate, ma i relativi bug durante la nostra esperienza di gioco non si sono mai manifestati. Si potrà dunque competere in apposite stanze create dai giocatori singoli, al fine di allenarsi in compagnia, e in una modalità classificata che ci vedrà scalare i piani di una torre al fine di raggiungerne la vetta.

Il tutto impersonando un avatar virtuale, in uno scenario in pixel art in palese contrasto con le tinte del titolo. Il nostro alter ego pixelloso sarà personalizzabile, tra una serie di scelte che andranno ad aumentare spendendo la valuta di gioco per ottenere nuovi elementi. Scelta simpatica, ma decisamente dimenticabile, nell’economia di un titolo che punta verso altri contenuti.

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La vera rivoluzione inscenata nel panorama competitivo da Guilty Gear -STRIVE-, riguarda il suo peculiarissimo netcode, perfezionato in fase di beta e ora proposto in forma smagliante. Se fino ad oggi la necessità delle competizioni di picchiaduro richiedesse obbligatoriamente un’esperienza offline, viste le tecncologie insufficienti a garantire una stabilità frame by frame dello scontro, possiamo asserire di aver fatto un importantissimo passo verso il futuro.

Strive utilizza un Netcode Rollback, che soppianta il classico Netcode basato sul Delay, andando in parole povere, a predire i nostri input e simulando le nostre decisioni future durante il round, per tornare indietro una volta che eseguiremo un imput tra quelli possibili nel momento dell’azione. L’effetto è decisamente magico e garantisce una stabilità straordinaria, andando a definire quello che necessariamente sarà lo standard del genere per il futuro.

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Tutto ciò apre a nuove possibilità di eventi e carriere eSport, che finalmente potranno vedere un loro sviluppo anche online, senza naturalmente depauperare l’esperienza in locale, foriera di un sano confronto sportivo e umano. Ma andiamo ad esplorare il gameplay vero e proprio di Guilty Gear -STRIVE-.

Se siete dei vecchi amanti della saga, un primo approccio con STRIVE potrà apparire decisamente alienante. La maggior parte dei personaggi sono stati impoveriti nei relativi Kit ed alcuni assolutamente snaturati (stiamo parlando di te, Ramlethal Valentine!), tanto da far inizialmente storcere il naso e pensare che la grande necessità di rendersi accessibile ad un pubblico neofita abbia in qualche modo intaccato le complessità di una saga notoriamente ultra-tecnica.

Anche dal versante combo, le stringhe sono state brutalmente accorciate, limitandosi a sequenze di 4 o 5 colpi dai danni elevatissimi. Non stiamo parlando naturalmente dell’assoluta letalità dei combattimenti di Samurai Showdown, ma la strada è quella. Personaggi impoveriti e snaturati, danni elevati e combo brevissime ci hanno inizialmente fatto presagire il peggio, ma ci stavamo sbagliando.

Guilty Gear -STRIVE- è un titolo facilissimo da imparare ma estremamente arduo da padroneggiare, perché le meccaniche avanzate (protagonista indiscusso della categoria il Roman Cancel in tutte le sue forme e sfaccettature) ci sono, rappresentando un muro ripido da scalare per essere implementate nel nostro arsenale, ma sono decisamente game changing. Più di ogni altra cosa, sono stimolanti, soddisfacenti nell’applicazione pratica e in quella strategica, ed è questo che garantirà una buona longevità al titolo, regalando ore e ore di divertimento al giocatore più accanito.

Guilty Gear -STRIVE- Recensione

Per il resto, siamo di fronte ad una formula superficialmente piuttosto classica di picchiaduro anime, dove le sequenze di “normal” (Pugno, Calcio, Slash, Heavy Slash e Dust) andranno a culminare in una special più frequentemente, oppure in una delle iconiche Super investendo barra. Ad impreziosire la proposta, abbiamo il Wall Break, particolare meccanica che inscena la possibilità di rompere il corner (addio pressione), infliggendo ulteriori danni all’avversario, ma resettando il gioco neutrale al centro dello stage.

Non reputiamo opportuno andare ad approfondire le possibilità di Okizeme, DP i mind games o le meccaniche avanzate in sede di recensione, ci sarebbe davvero troppo da scrivere, vi basti sapere che questo titolo vive di un approccio basilare, affrontabile da giocatori di qualsiasi livello di abilità, per incantare i giocatori più hardcore grazie alle sue complessità e alle molteplici proposte d’approccio.

Dal versante personaggi, è stato compiuto un encomiabile lavoro nel distinguere i vari combattenti, proponendo nella maggior parte dei casi approcci sempre unici e stimolanti, tanto da spingere il giocatore a sperimentarli tutti, prima di focalizzarsi sull’immancabile “Main”. Purtroppo al lancio saranno disponibili solo 15 personaggi, tra vecchie glorie e 2 fantastiche new entry (stiamo parlando dell’aggressiva Giovanna e del diabolico Nagoriyuki). I personaggi iconici del brand lasciati fuori dal roster iniziale sono davvero parecchi, tra i quali spicca l’assenza di Sin, Slayer e Johnny, ma un primo Season Pass è già annunciato e nuovi combattenti inizieranno ad aggiungersi alla rosa dei selezionabili a partire da Luglio.

In ultimo, ma decisamente non meno importante, spicca su tutta la produzione la colonna sonora. Siamo ai vertici assoluti della produzione di una OST all’interno del medium videoludico. Non siete interessati a Strive? Andante in ogni caso seduta stante ad ascoltare la tracklist. Spaziamo dal Rock al Metal, fino ad approdare a pezzi decisamente fuori di testa, di qualità e fattura strabiliante. È la giusta carica di cui ogni match avrebbe bisogno, con testi splendidamente cuciti addosso alle vicende e ai personaggi, che elevano di parecchi punti la qualità dell’opera dei ragazzi di Arc System Works.

Guilty Gear -STRIVE- Recensione

Guilty Gear -STRIVE- è finalmente sui nostri schermi, rappresenta un taglio col passato della serie, ma parte col piede giusto per definire un nuovo standard di picchiaduro anime che non ha niente da temere dalle glorie del passato. Il Rollback Netcode è esattamente quello di cui gli appassionati avevano bisogno per portare il gioco online allo step successivo. La colonna sonora unica e graffiante confeziona un titolo che urla tutta la sua personalità in faccia al giocatore e visivamente è strabiliante. Non possiamo tuttavia tenere in considerazione esclusivamente l’esperienza multigiocatore e il target di appassionati del genere, in un titolo che sfiora il capolavoro, mostrando il fianco nella sua offerta single player, che forte di decisioni bislacche come uno story mode assolutamente passivo, rischia di esaurirsi in fretta nelle mani di un giocatori non interessato al competetive. Per tutti gli altri: We already know the smell of the game!

8.9

Pro

  • Rollback Netcode
  • Colonna Sonora iconica
  • Easy to play, hard to master
  • Visivamente meraviglioso

Contro

  • Story Mode non giocabile
  • Contenuti Single Player scarni
  • Assenza del Frame Data
Vai alla scheda di Guilty Gear: Strive
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