Jack Holmes Master of Puppets RECENSIONE | Divertimento legnoso

Recensito su PlayStation 5

Quando un gioco come Jack Holmes Master of Puppets è fatto da una sola persona mi viene sempre difficile valutare la sua qualità. Una parte di me ammira troppo il lavoro che sta dietro al creare un videogioco da zero, senza aiuto e senza alcuna influenza corporativa ad influenzare la visione di un solo creatore.

Tuttavia ho spesso detto, recensendo titoli indie in particolare, che una parte importantissima del processo creativo sta nel capire come meglio sfruttare il proprio potenziale. Un progetto troppo “grosso” non può splendere in un contesto nel quale i mezzi a disposizione siano limitati.

Jack Holmes Master of Puppets, lo metto in chiaro subito, è un titolo che penso sia emblematico del “voler far troppo” e ne paga le conseguenze. Eppure, mi son divertito giocandolo. Non è un gioco che giova dalle proprie circostanze ma la chiara passione che ci sta dietro riesce a donare un’esperienza sorprendentemente intrattenente, per quanto poco curata.

Jack Holmes Master of Puppets RECENSIONE | Una grezzissima compilation di trope horror

Il primo impatto col titolo di TonyDevGame non è positivo. Alla struttura del titolo manca un HUD chiaro e gradevole all’occhio, non è facile capire cosa fare, dove andare o quali oggetti siano interagibili. Nella versione Playstation da me provata non è nemmeno presente un vero e proprio tutorial.

Grezzo è un termine a cui penserete molto giocando questo survival horror. Non mi sorprenderei se decideste di abbandonarlo prima ancora di entrare nella prima vera zona, la casa di Frederick. I difetti sono tutti in bella vista immediatamente, dal game design amatoriale alla grafica ballerina sino ai comandi legnosi.

Il “buono” di tutto ciò è che, una volta superato il primo scoglio, il resto dell’esperienza è sorprendentemente valido. I problemi menzionati prima non scompaiono, anzi il game design amatoriale è il principale motivo per cui son stato tentato di dare un taglio negativo alla recensione, eppure ho sempre avuto voglia di andare oltre per continuare l’avventura.

Questo perché dietro alla legnosità si nasconde un horror con dei momenti genuinamente interessanti ed un utilizzo dell’illuminazione che ho trovato molto intelligente. Lo sviluppatore riesce a creare delle immagini memorabili pur nei limiti della grafica a lui possibile e l’esplorazione diventa molto più interessante superato il prologo.

Ci prova sempre, anche quando riesce poco.

C’è una voglia di proporre tutti i cliché dell’horror videoludico proponendo però una certa varietà nella progressione. Se l’inizio è essenzialmente “Resident Evil 7 a casa”, il secondo livello diventa una fuga lineare da nemici che è meglio evitare, con ostacoli da rimuovere nel mentre si è costantemente in pericolo. 

Poi il titolo si apre in un parco giochi con delle zone che fanno da pseudo-hub dalle quali accedere a varie attrazioni, alcune obbligatorie, altre opzionali. Tutte queste danno qualcosa di diverso e che rimane impresso, pur essendo, come tutto il resto del gioco, molto grezze.

Non sto qua ad elencare tutto ciò che Jack Holmes: Master of Puppets propone nei suoi vari livelli, o la recensione diventerebbe un pessimo walkthrough, ma vi assicuro che c’è tanto impegno per dare carattere all’avventura e questo, unico alla breve durata del gioco, fan si che sia difficile annoiarsi.

I grossi asterisci

Tutto sommato, considerato anche il prezzo di lancio di 15 euro, Jack Holmes è un gioco che mi verrebbe da consigliare a fan sfegatati del genere che siano anche aperti ad accettare la legnosità di un titolo “MOLTO Indie”.

Tuttavia ci sono un paio di grossi asterischi a questa raccomandazione, cose che ho già accennato ma che voglio ripetere per esplorare quanto siano gravi. Innanzitutto i valori produttivi molto bassi sono aggirati abbastanza bene in alcune sezioni, molto male in altre.

Il feeling dello sparo è terribile, funziona quando l’atmosfera ti coinvolge abbastanza da non farci caso ma la varietà di Jack Holmes porta con sé delle zone con un focus sull’azione e persino delle bossfight. In entrambe queste circostanze, il gioco funziona piuttosto male.

C’è poi il vero, grosso, asterisco. Il già citato game design amatoriale. Il gioco non ti prende per mano e apprezzo la cosa…tuttavia ci sono delle circostanze in cui non ho veramente capito cosa dovessi fare e mi son trovato a girare per ore, solo per poi capire che dovevo interagire con un oggetto indicato male dall’HUD.

In una specifica circostanza ho azzeccato una password per procedere…senza aver capito come avrei dovuto capirla. Sapevo solo alcuni dei numeri, non avevo indizi su dove trovare i rimanenti e ho sparato a caso qualche volta, indovinandolo al terzo tentativo.

Se l’occasionale frustrazione vi rovina l’esperienza di gioco, cosa giustissima, allora dovreste evitare Jack Holmes Master of Puppets. Se invece pensate di poterci passare sopra, penso che potreste divertirvi con questo survival horror.

Jack Holmes Master of Puppets è un survival horror grezzo, legnoso e dal game design amatoriale…eppure è anche un titolo molto divertente. Se siete dei fan del genere e potete passare sopra alle sue legnosità, vi consiglio di dargli una chance.

6
Legnoso ma tutto sommato divertente

Pro

  • Vario
  • Sempre divertente

Contro

  • Grezzo sotto ogni punto di vista
  • Game design amatoriale può dare grosse frustrazioni
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