MLB The Show 20 – Recensione

Recensito su PlayStation 4

Nel mercato videoludico c’è una software house che, nonostante abbia raggiunto vette altissime di fotorealismo, continua a migliorare costantemente alla ricerca del perfezionamento del gameplay. Sony San Diego Studio, autore dei videogiochi con licenza ufficiale della Major League Baseball, riesce edizione dopo edizione a migliorare quello che è il titolo più completo nel mondo degli sportivi videoludici.

MLB The Show 20, la nuova iterazione esclusiva di Sony, sorprende ancora una volta data l’enorme mole di contenuti e dettagli. Scoprite le novità in questa recensione.

MLB The Show 20

A livello di modalità, MLB The Show 20 non si discosta molto da MLB The Show 19, così come vengono rifiniti alcuni dettagli di MLB The Show 18 e di MLB The Show 17, rendendo questo il capitolo per eccellenza, sinonimo di una passione e di un’abnegazione tali da renderlo, in assoluto, il migliore titolo sportivo di The Show.

Iniziamo dalla modalità principale: Road to the Show, ovvero la cosiddetta Carriera. Ulteriormente perfezionata dall’aggiunta di alcuni elementi di stampo ruolistico, che aumentano la profondità delle interazioni del giocatore, Road to the Show segue la scalata dell’alter ego dalla Minor League alle World Series. L’editor di gioco, profondo e ricco di dettagli per la creazione del personaggio, consente di scegliere ogni aspetto dell’archetipo del giocatore che si decide di creare, dal classico ruolo, fino alla personalità e allo stile di gioco.

MLB The Show 20

Nuovi dettagli anche per le altre modalità del titolo. Franchise, consente di scegliere una squadra e di farla crescere durante più campionati, gestendo vari aspetti quali l’acquisto e la cessione di giocatori. In questo capitolo, Sony ha aggiunto la possibilità di personalizzare alcuni aspetti del team e introdotto la nuova regola del “three-batter-minimum”, ogni lanciatore deve difendersi da almeno tre battitori o chiudere l’inning prima di venire sostituito. Leggere modifiche che però fanno capire la volontà della software house di aggiungere ulteriormente nuovi dettagli. In March to October, che consente di giocare lungo l’arco di un’intera stagione i momenti topici e di fare gestire alla CPU il resto delle partite, Sony ha migliorato l’esperienza aggiungendo alcune sfide più diversificate oltre ad abilitare la compravendita di giocatori. Diamond Dynasty introduce invece la sotto modalità Showdown, sfide specifiche da affrontare con una squadra precostruita e diversa da quella utilizzata. A differenza di altri titoli sportivi in cui è quasi necessario effettuare micro transazioni per rendere competitiva la propria squadra nella partite giocate online, le carte sbustate e non utili possono venire vendute, aumentando quindi l’ammontare della moneta in game, con cui acquistare nuove carte più utili alla creazione della franchigia utilizzata.

Fanno ritorno in questa edizione le Online Custom Leagues, le leghe online personalizzate, che consentono di giocare con gli amici e di sfruttare il roster costruito in Diamond Dynasty. Si tratta sicuramente di un’aggiunta utile che consente di aumentare ulteriormente la già vasta scelta di modalità che offre questo titolo.

MLB The Show 20

Se l’offerta delle modalità riceve solo qualche piccolo e comunque deciso dettaglio aggiuntivo, nel gameplay è dove MLB The Show 20 fa un grande balzo in avanti. Innanzitutto, l’aggiunta della Minor League, che introduce le squadra di Triple-A e Double-A, aumentando considerevolmente il numero di squadre e di giocatori reali, che possono venire acquistati nelle modalità suddette. Scendendo nel lato più tecnico del gameplay, una volta entrati nel diamante verde si notano subito la miriade di nuove movenze introdotte, sia offensive che difensive. Soprattutto per quanto riguarda l’aspetto difensivo, il lavoro della software house è stato veramente pregevole e atto a migliorare alcune leggere lacune nel posizionamento dei difensori sul lato esterno e sul lancio alle basi.

L’introduzione della nuova meccanica del “First Step” consente agli outfielder di leggere l’azione e di effettuare il primo movimento in anticipo, lanciandosi con più decisione su alcune palline lanciate ai bordi del campo o sulle “Fly Ball”. Ogni difensore legge il movimento della pallina differentemente in base agli attributi difensivi che dispone, quindi ogni tanto si notano dei banali errori e delle lisciate che lasciano il campo libero ai battitori. La nuova intelligenza artificiale della fase difensiva va, quindi, a modificare anche il modo in cui si attaccano le basi e, allo stesso tempo, il modo in cui si bloccano le palle in volo e si eseguono i lanci dall’esterno all’interno del campo.

MLB The Show 20

In fase di attacco, si nota l’inserimento del nuovo parametro “Perfect-Perfect”, che va a perfezionare ulteriormente la fase di battuta. Riuscendo a colpire la pallina con il “perfect timing”, questa verrà più facilmente gettata fuori dal campo e raggiungerà più frequentemente i lati del diamante verde lasciando in grossa difficoltà gli outfielder difensivi, che dovranno affidarsi al citato “First Step” per cercare di guadagnare una posizione difensiva. In fase di battuta, inoltre, è ora più facile capire il movimento del pitcher e intuire, quindi, la direzione di lancio.

Come di consueto, lanciare e colpire la pallina si può effettuare tramite una più approfondita simulazione e l’utilizzo degli analogici, o una più arcade che si effettua tramite gli appositi tasti.

MLB The Show 20

Sul lato grafico, MLB The Show 20 conferma il grandissimo lavoro di Sony San Diego Studio, le animazioni dei giocatori, così come di tutto quello che è a corredo di una partita, raggiungono vette di fotorealismo quasi a livelli estremi. Fluidissima è l’azione di gioco e non si notano cali di framerate neppure a basi piene. In questo, Sony ha effettuato un lavoro di ottimizzazione davvero esemplare, sfruttando al massimo e senza alcune sbavature la potenza di PlayStation 4 e di PlayStation 4 Pro.

Resta invariata la squadra di commento tecnico composta da Dan Plesac, Mark Derosa e Matt Vasgersian, con Heidi Watney per le interviste e le azioni da bordo campo. Un accenno al sonoro, oltre alla citata telecronaca, i suoni ambientali sono realizzati con minuzia e il rumore della mazza che colpisce la pallina, quanto piuttosto il suono della pallina sul guantone, sono resi in maniera davvero impeccabile.


MLB The Show 20 segna un nuovo standard per i titoli di baseball e in generale per gli sportivi videoludici. Oltre alla completa licenza della Major League Baseball, l’aggiunta della Minor League non può che farci sottolineare il lavoro gigantesco svolto dalla software house, per rifinire e migliorare ulteriormente un videogioco che rasenta la perfezione tecnica. Le nuove animazioni, unite al miglioramento dell’intelligenza artificiale sia in fase difensiva che in fase offensiva, consentono al giocatore di apprezzare ogni dettaglio di una partita di MLB. Un videogioco adatto sia ai neofiti che vogliono calcare il diamante verde, quanto agli appassionati di questo sport, che troveranno in questo nuovo capitolo quanto di meglio offre il baseball.

9.4

Pro

  • Nuovi dettagli nelle modalità di gioco
  • Fasi difensive e offensive ulteriormente perfezionate
  • Nuovi elementi GDR aggiunti alla carriera
  • Graficamente raggiunge nuovi standard di fotorealismo

Contro

  • Evitatelo solo se odiate il baseball
Vai alla scheda di MLB The Show 20
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