Pragmata – Recensione
Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.
Il 17 aprile 2025, in contemporanea su Xbox Series X/S, PS5 e PC, esce Pragmata, ultima fatica di casa Capcom che unisce dinamiche da TPS e da puzzle game in adrenalinici scontri a fuoco, il tutto condito da un’ambientazione futuristica e da uno stile narrativo e grafico che ricorda molto le IP di Hideo Kojima.
Il gioco si concentra fortemente sulla storia in single player e attualmente non esiste, né è prevista, una componente multiplayer, facendo immedesimare il giocatore nell’astronauta Hugh Williams, inviato in missione in una base scientifica lunare per risolvere il malfunzionamento dell’IA della struttura, IDUS, insieme alla sua squadra.
La trama, per l’appunto, ruota attorno alla missione di Hugh Williams che, dopo una serie di imprevisti, incontrerà Diana, un androide di tipo Pragmata dotato di capacità di hackeraggio fanno da motore per il gameplay del gioco e che, insieme al protagonista, dovrà cercare di ricontattare la Terra e scoprire cosa non va nell’IA che gestisce la base scientifica lunare.
Proprio questi due elementi, Diana e IDUS, sono ciò che danno significato all’avventura del giocatore, esplorando il legame padre-figlia. Vedremo infatti Hugh preoccuparsi per lei come se fosse sua figlia, o comunque viene tratta più come un essere umano che come un androide, una dinamica che negli ultimi anni è stata proposta sotto diverse forme e che, da un lato, non riesce a offrire nulla di realmente nuovo, risultando piuttosto già vista. L’altra tematica che il gioco porta avanti è quella del rapporto tra IA ed essere umano, in una chiave più ampia, mostrando cosa accade quando l’uomo si affida completamente all’intelligenza artificiale, relegando a sé solo compiti marginali, con dinamiche che richiamano il capitalismo della sorveglianza con un controllo rigido su ogni dipendente della base scientifica in ogni momento della permanenza nella stazione.

Pragmata – l’arte della tecnica perfetta.
Pragmata – il connubio perfetto tra gameplay e narrazione
La narrazione di Pragmata è intrecciata in modo indissolubile con il gameplay innovativo del gioco, riuscendo a spiegare e integrare perfettamente le abilità di hackeraggio di Diana con il combat system. Il titolo unisce dinamiche da TPS a quelle dei puzzle game, con un leggero richiamo ai souls-like, elemento che commercialmente risulta spesso apprezzato nelle produzioni giapponesi.
Capcom è riuscita a fondere queste due anime, creando un sistema di combattimento frenetico e divertente, in grado di mettere in difficoltà anche i giocatori più esperti e di bilanciare le differenze tra player e IA. Quest’ultima, pur non essendo eccelsa e senza rendere il gioco particolarmente difficile, riuscendo comunque a mettere pressione al giocatore. Un altro aspetto positivo è la possibilità di sviluppare il combattimento anche in verticale, sebbene questa opzione sia limitata dagli spazi chiusi e stretti di alcune aree della mappa, aggiungendo comunque un ulteriore livello di difficoltà tattica che l’IA riesce a sfruttare a proprio vantaggio.
Il gioco non è un vero e proprio RPG, ma presenta comunque un sistema di potenziamento delle abilità attive che sfrutta la “Fibra Lunica”, uno dei materiali testati nella base, insieme ai pezzi di potenziamento che è possibile trovare esplorando. Questi elementi permettono di migliorare le abilità passive del personaggio, rendendo l’esplorazione fondamentale per potenziare l’equipaggiamento di Hugh e le capacità di hacking di Diana; Nota negativa è la ripetitività di alcune sezioni, nelle quali viene richiesto più volte di sbloccare determinati reattori per proseguire. Si tratta di una scelta che durante il gameplay risulta poco varia e che avrebbe beneficiato di una maggiore diversificazione.
Tutto ciò è condito da un leggero tocco da souls-like che piace tanto agli sviluppatori nipponici: durante l’avventura, infatti, se si muore il giocatore respawnerà direttamente nella propria base. I progressi ottenuti non vengono cancellati, ma per tornare al punto in cui si era sarà necessario rifare l’intero percorso oppure utilizzare le uscite d’emergenza sparse nelle mappe, così da raggiungere più rapidamente la zona della morte. Questa dinamica mette l’accento sull’importanza dei potenziamenti e sulla necessità di sfruttare al meglio le abilità offerte dal gioco, visto che durante le missioni non sarà possibile salvare.

Pragmata – conclusione
Pragmata è uno dei titoli più interessanti di quest’anno e uno dei più validi per le sue dinamiche e per il suo gameplay. A livello narrativo si presenta come un’esperienza più che interessante e degna di essere giocata, mentre sul lato tecnico Capcom ha realizzato un prodotto curato nei minimi dettagli, senza lasciare nulla al caso.
Insomma, un gioco capace di far venire voglia di essere giocato e di tenere il giocatore incollato allo schermo per tutta la durata dell’esperienza, mentre esplora nel dettaglio un mondo di gioco che, pur essendo fantascientifico, riesce a mantenere un realismo che non passa inosservato.
Pragmata non è solo un’esperienza da giocare, ma un viaggio da vivere, capace di lasciare il segno ben oltre i titoli di coda che vi farà mettere in dubbio cosa vuol dire "essere umano"
Pro
- - Gameplay innovativo che unisce dinamiche da TPS e da Puzzle Game
- - Grafica curata e livello di dettagli elevato
- - Trama principale coinvolgente con alcune tematiche interessanti
- - Hacking divertente da usare e ben integrato dentro il gameplay del gioco
Contro
- - Alcune tematiche ripetitive che riguardano la narrazione, in particolare il rapporto Padre e figlia tra i due protagonisti
- - eccessiva ripetitività in alcuni punti
