Resident Evil 7: La Fine di Zoe
Il gioco Resident Evil VII PC, PlayStation 4, Xbox OneUscito il 24 Gen 2017 7,2

Una motosega, arti mozzati, la parola “evil” nel titolo: l’ultimo, terrificante, capitolo di Resident Evil (il settimo della serie) ha tantissimo in comune con il cult “Evil Dead” di Sam Raimi. Non è nemmeno una casualità che in terra nostrana il film sia stato localizzato come “La Casa”: quella dell’ultimo Resident Evil è decisamente più vasta e lussuosa rispetto al cottage nel bosco in cui l’Ash Williams di Bruce Campbell faceva a pezzi i propri cari a mano a mano che venivano posseduti dal male, ma siamo pronti a scommettere che ogni fan dell’horror vecchio stile ha pianto lacrime di gioia assistendo a come il reboot di Resident Evil abbia cancellato i passi falsi degli ultimi anni riportando il brand sulla strada dell’orrore vero.

È quindi un vero piacere ritornare a girovagare nelle paludi attorno alla casa dei Baker e reimmergersi – con o senza Playstation VR – nel terrificante universo di RE con il DLC Resident Evil 7: La Fine di Zoe.

Resident Evil 7: La Fine di Zoe

La narrazione di questo contenuto aggiuntivo – scaricabile al prezzo di 15 € o contenuto gratuitamente nelle versioni Deluxe e Gold di Resident Evil 7: Biohazard – inizia nell’esatto momento in cui Ethan e Mia abbandonano Zoe al molo, per addentrarsi con il gommone nelle paludi circostanti la casa. Iniziamo quindi con il consigliarvi vivamente di giocare a questo contenuto soltanto dopo aver concluso l’avventura principale: soltanto così potrete evitare fastidiosi spoiler e apprezzare appieno la caratterizzazione della sfortunata Zoe, unico componente mentalmente sano (perlomeno, rispetto agli altri) della squilibrata famiglia Baker.

Zoe – non aggiungiamo troppi dettagli per chi eventualmente non avesse ancora giocato a RE 7 – dopo aver aiutato Mia si ritrova malata e impossibilitata a muoversi. Il giocatore veste i panni di Joe Baker, fratello del temibile Jack e, nelle due ore abbondanti necessarie a terminare il DLC, è chiamato ad aggirarsi nell’area attorno alla casa principale per sconfiggere i nemici e trovare gli ingredienti necessari a sintetizzare una medicina che riporti Zoe in salute. Non è una trama memorabile ma, dato il gameplay di cui parleremo tra poco, sicuramente il focus di questa espansione non è il voler raccontare una storia importante, quanto piuttosto semplicemente colmare un piccolo buco lasciato nella trama e regalare ai giocatori un po’ di potere per vendicarsi dei mostri che tanto li hanno fatti penare nei panni di Ethan.

Resident Evil 7: La Fine di Zoe

Non troviamo un modo migliore per dirlo: Joe, tanto nei modi quanto nell’aspetto, è una sorta di Wolverine. Combatte contro i nemici a suon di pugni in faccia e, credeteci, i suoi ganci sono efficaci tanto quanto un colpo di fucile alla testa. Aggiungete che è addirittura possibile potenziare la forza dirompente di Joe con degli oggetti raccolti durante la breve avventura e capirete la nostra difficoltà nel giudicare quella che è la caratteristica più innovativa e snaturante di Resident Evil 7: La Fine di Zoe. Se da una parte il DLC riesce perfettamente nell’intendo di rinfrescare il gameplay offrendo un approccio totalmente differente rispetto a quanto visto nei panni degli altri personaggi dell’avventura principale, ritrovarsi con la forza fisica del miglior Bud Spencer allontana quella sensazione di terrore e impotenza che nei panni di Ethan faceva trasalire il giocatore al minimo rumore, soprattutto quanto i proiettili e le erbe mediche scarseggiavano.

Un minimo di componente survival comunque è ancora presente, per l’occasione riveduta e corretta per adattarsi ai rudi espedienti di sopravvivenza di un uomo simil-Logan come Joe: se ferito (con i mostri più forti succede anche a lui) quest’ultimo potrà recuperare le forze mangiando piccoli animali e disgustosi vermi di palude invece che le classiche erbe mediche. Aggiungiamo un lieve accenno di crafting, necessario a fabbricare delle lance per sconfiggere gli alligatori (tra i pochissimi nemici non riciclati dal gioco principale) e avrete il quadro completo di quanto offre questo contenuto.

Resident Evil 7: La Fine di Zoe

Il comparto tecnico è il medesimo – e ottimo – già visto in Resident Evil 7: Biohazard. Scendendo a leggeri compromessi per permettere la fruibilità del gioco sia in VR che in modalità “classica”, il RE Engine offre una buona fluidità e un’ottima gestione delle luci, che negli ambienti umidi della palude ricordano a tratti lo stile grafico della Rapture di Bioshock, cosa che sicuramente aiuta a riportare in auge un po’ del mistero e della paura che la forza spropositata di Joe non trasmette al giocatore.

Anche il comparto audio è curato come nel resto dell’avventura, con una colonna sonora minimale ma intensa al punto giusto, e un doppiaggio tutto sommato ben fatto, anche se non particolarmente memorabile.

Resident Evil 7: La Fine di Zoe


Resident Evil 7: La Fine di Zoe è un contenuto aggiuntivo per tutti quelli che hanno amato Resident Evil 7 e che vogliono tornare nella casa dei Baker, stavolta a far danni: dimenticatevi l’orrore e l’impotenza di Ethan, perchè nei panni di Joe potrete finalmente vendicarvi dei mostri del gioco prendendoli letteralmente a schiaffoni. La nuova prospettiva offre certamente un diverso approccio e rinfresca in parte il gameplay, anche se così facendo viene a mancare la componente di terrore che questo Resident Evil aveva faticosamente riportato in auge. A voi valutare l’acquisto in base a quanto qui scritto, fermo restando che se siete acquirenti della Gold Edition non avete scuse per farvi scappare queste due ore in compagnia di Joe Baker.

7,2Buono
Il voto di GameSource
Pro
  • Finalmente colmato il buco nella trama di Zoe
  • Nuovo personaggio e nuovo approccio al gioco
Contro
  • La forza spropositata di Joe toglie la sensazione di paura
  • Longevità di poco superiore alle due ore
Recensito su PlayStation 4 Scheda di Resident Evil VII →
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L'autore

Svezzato da Intellevision e ZX Spectrum, viene consacrato definitivamente al mondo dei videogames con SNES, Sega Saturn e PsOne e, da allora, non abbandona più questo fantastico mondo. Perchè se il videogioco sia o meno una forma d'arte non è un argomento di disquisizione... è una certezza.

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