Blue Dragon Plus – Recensione Blue Dragon Plus

Il ritorno del drago

Figlio del capitolo precedente, uscito per Xbox 360 e volto a colmare il vuoto di giochi favorevoli al pubblico giapponese per la console Microsoft, l’originale Blue Dragon si può considerare un buon successo di mercato, grazie anche alle riuscite operazioni di marketing crossmediale lanciate con l’anime e il manga (entrambi disponibili in futuro anche in Italia). Date queste premesse, non sorprende che la saga non si sia fermata lì, visto il buon bacino d’utenza che si era venuto a creare. Su Nintendo DS sbarca dunque Blue Dragon Plus, che, però, utilizza un battle system real time, a differenza del predecessore, e introduce alcune differenze nel gameplay.
Il capitolo parte esattamente dopo gli eventi di Blue Dragon, e ritroveremo fin da subito alcuni dei personaggi che abbiamo già potuto apprezzare: la scoperta di una malvagia ombra aprirà gli eventi del gioco.
 



Il capitolo a due schermi

Come già anticipato, la saga di Blue Dragon non si discosta minimamente dagli RPG giapponesi più classici: giovani eroi più o meno caratterizzati e dotati di un character design abbastanza classico, avranno a disposizione diversi tipi di abilità e si ritroveranno alle prese con un cattivo di turno. Sicuramente più interessanti sono in compenso i riferimenti alle mitologie giapponesi, con i draghi a fare da padrone in questa serie.  La trama di questo capitolo riparte un anno dopo gli eventi di Blue Dragon ed è spesso intervallata da ottime cut-scenes, peraltro abbastanza frequenti. Immediatamente ci imbatteremo in una nuova forza oscura, il cui rapporto con Nene non è inizialmente chiaro. Un buon lavoro è stato profuso nel reinserire i personaggi del capitolo presente e renderne molti giocabili, oltre che parte della trama. Proseguendo nel gioco i personaggi verranno parzialmente divisi, nel senso che avremo a che fare con diversi party  e la libertà di interscambio dei personaggi non sarà totale.
Per quanto riguarda il battle system, come già anticipato, ci troviamo di fronte ad una scelta real time:  totalmente tramite touch screen comanderemo i nostri personaggi all’interno delle mappe di gioco, e sceglieremo dove direzionarli o  che mosse fare. Nonostante le buone premesse, però, i difetti si fanno sentire: le battaglie appaiono un po’ lente e macchinose, nonostante la scelta del real time. La causa di questo è una fastidiosa lentezza nel movimento dei personaggi e un migliorabile sistema di spostamento: non è raro che un personaggio si "incastri" o non riesca a passare, anche se va riconosciuto il miglioramento in questo senso, soprattutto rispetto a Heroes of Mana. Anche per quanto riguarda gli attacchi, non è chiara la scelta di design: cliccando su un personaggio con il pennino e successivamente su un mostro il nostro eroe si muoverà automaticamente verso di esso e, una volta raggiunto, resterà fermo ad attaccarlo fino a nuovi ordini. Una scelta forse funzionale ma non particolarmente entusiasmante e, soprattutto, poco strategica. La mancanza di strategie particolarmente complesse, soprattutto nelle prime fasi di gioco, è un altro vincolo che potrebbe far avvertire un po’ la ripetitività delle battaglie. Curare gli altri personaggi con chi lo può fare sarà ovviamente fondamentale, ma per il resto probabilmente preferirete averli tutti in un’area ristretta e, se possibile, attaccare in massa. Sicuramente i personaggi sono ben caratterizzati e hanno funzioni e ruoli diversi, ma una volta colti i potenziali probabilmente non apporterete mai stravolgimenti alle vostre meccaniche. Se aggiungiamo che le potenzialità e le strategie vengono immediatamente suggerite dal gioco appena ci imbatteremo in nuovi eroi,  non restano molte alternative. Il paragone con Heroes of Mana e parzialmente con Final Fantasy XII per DS risulta scontato: Blue Dragon Plus si porta però dietro alcuni difetti del primo di questi due titoli.
 



Visivamente godibile

L’aspetto tecnico del gioco è probabilmente uno dei punti forti del titolo: graficamente ci troviamo davanti a un prodotto ben realizzato: il character design del nutrito cast è classico ma apprezzabile, e c’è tutto quello che di buono si era visto nel capitolo Xbox 360. I personaggi sono in 2D, mentre le ambientazioni e i mostri fanno un uso più o meno parziale del 3D. Ottime sono anche le animazioni delle tecniche dei personaggi: esplosioni ed effetti contribuiscono alla resa epica ed avvincente delle battaglie in modo non indifferente. Le cut-scenes, inoltre, sono sicuramente il piatto forte del gioco, veramente di ottima fattura e abbastanza frequenti non mancheranno di appassionarvi. Le ambientazioni, infine, sono tipiche del fantasy e rispecchiano il titolo precedente in pieno, anche se le mappe delle battaglie risultano un po’ anonime.
Altra componente degna di nota è il repertorio audio: la firma di Nobuo Uematsu si sente nelle varie tracce che giocano un ruolo non indifferente nell’immedesimazione del giocatore e contribuiscono ad arricchire l’esperienza di gioco. Il doppiaggio, invece, non è presente e saremo limitati a leggere il testo a schermo. In definitiva, Blue Dragon Plus è un must have per chi ha apprezzato il titolo per Xbox 360, e in generale in discreto JRPG. La meccanica real time introduce quantomeno qualcosa di poco frequente nel panorama degli rpg per DS, ma senza aver giocato il titolo precedente non è possibile apprezzare appieno la trama, che, per quanto non complessissima, aiuta al proseguimento del gioco, che altrimenti sarebbe relegato ad un insieme di battaglie.  Consigliato a chi è incuriosito dalla serie e vuole provare ad avvicinarvisi o a chi cerca un RPG con un battle system meno canonico.

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