Harvestella – Recensione

Recensito su Nintendo Switch

Harvestella è una gradevolissima sorpresa. Annunciato a sorpresa in un Nintendo Direct e quasi ignorato in qualsiasi altro contesto, il farming simulator/action JRPG di Square Enix aveva tutte le carte in regola per essere l’ennesimo anonimo prodotto pubblicato dalla compagnia nel corso di un 2022 non entusiasmante. Invece mi son ritrovato con un prodotto fatto con amore, conscio dei propri limiti ma determinato a brillare di luce propria all’interno di un genere sovrappopolato. Purtroppo inciampa in un paio di elementi, ma sono convinto che i suoi pregi siano in grado di soppiantarne i difetti.

Harvestella

Il principale problema di Harvestella è nel suo nome. Per un gioco con il nome HARVESTella la parte di effettiva gestione della fattoria è incredibilmente semplice e non un focus come poteva sembrare. Il gioco non sembra voler utilizzare il contesto della fattoria per essere un vero e proprio farming sim ma invece lo usa come modo per dare un mood all’esperienza. L’intero gioco ha un’atmosfera molto familiare e intima, accentuata sia dal dover gestire i raccolti che dalla scrittura, in particolare nelle secondarie.

Questo non per negare la presenza dei classici trope da JRPG, tra Queietus e vari colpi di scena avanzati, Harvestella è innegabilmente un prodotto nato da una costola di Final Fantasy, tuttavia il modo in cui gran parte delle vicende sono affrontate è molto rilassato e ciò da al gioco una sua identità che ho apprezzato molto. Purtroppo occasionalmente cade nel suo desiderio di voler essere più JRPG classico ed è in quei frangenti che secondo me pecca maggiormente a livello di storia.

Harvestella

La trama di Harvestella è molto reminiscente dei vecchi Final Fantasy, o in generale del vecchio stile anni 90 di Square. Ci sono 4 cristalli elementali, chiamati Seaslight, bisogna esplorarli per scoprire il segreto della stagione della morte Queietus. Ognuno di questi posti ha un proprio arco narrativo in cui vengono introdotti personaggi e job, esplorandoli tutti le varie sottotrame vanno a comporre una narrativa più ampia che coinvolge viaggi nel tempo e colpi di scena vari. Se vi ricorda qualcosa è, come dicevo prima, è un take alternativo allo scenario di Final Fantasy I, o III, o V, un tipo di scelta che mi riporta ai prodotti anni 90 di Square Soft e che personalmente ho apprezzato.

Harvestella

I mini archi per ogni Seaslight sono carini, ma troppo abbozzati per essere davvero memorabili. Fortunatamente i vari indizi verso la trama principale sono interessanti e riescono a intrattenere sempre. Grazie alla già citata semplicità della scrittura, Harvestella riesce sempre a risultare gradevole. Solo nell’occasione del Seaslight dell’inverno ho provato fastidio in quanto il gioco prova a dare un suo spin al classico trope della falsa fede presente in tantissimo JRPG ma cercando un approccio più classico finisce a creare una narrativa più lunga e noiosa delle altre. Harvestella brilla quando fa le cose in piccolo, difatti gran parte delle sezioni più gradevoli le ho trovate nelle secondarie in cui aiuti vari paesani ad affrontare i loro problemi con una familiarità rinfrescante resa possibile dal setting rurale.

Il sistema di combattimento è funzionale, ma limitato, in linea con il resto delle feature del gioco. Personalmente non l’ho trovato fastidioso, ma sicuramente non può essere un punto di forza del prodotto. Le varie classi sono diverse tra loro ma il combattimento è spesso tanto semplice da non valorizzarle abbastanza. Harvestella preferisce mettere il focus sul prepararsi all’avventura e il gestire le risorse durante il dungeon crawling piuttosto che sul combattere. Detto ciò ho trovato quasi ogni bossfight molto memorabile e i dungeon sono semplici ma gradevoli.

Harvestella

Ad aiutare l’intera esperienza è l’estetica molto alla Final Fantasy XIII, non per niente l’artista responsabile delle ambientazioni di Harvestella è lo stesso. Graficamente Harvestella non è granché, complice la natura di titolo che punta principalmente alla Switch, eppure mi son sempre trovato ad ammirare gli ambienti proprio grazie all’art design che riesce a tirare fuori il meglio dal comparto tecnico sicuramente non eccelso. Di eccellente bisogna sottolineare le canzoni d’accompagnamento.

Uno dei bullet point sulla copertina di Harvestella parla di bellissime colonne sonore e devo dire che fanno bene a sottolinearlo. Le melodie sono fantastiche, tanto che persino nei momenti più lenti di semplice coltivazione non ho mai voluto accompagnare il gameplay con alcun podcast o altri sostitutivi audio.

Harvestella


Per chiudere la recensione come l’ho iniziata, Harvestella è una gradevolissima sorpresa. Non punta ad essere un’eccellenza dei life simulator, né degli action JRPG, invece decide di fondere elementi di entrambi i mondi per creare un’esperienza affascinante e nostalgica che riporta la mente ai vecchi tempi di Square Soft e dell’immensa sperimentazione di quello studio. Ha qualche ingenuità sia narrativa sia di gameplay, eppure il fascino di Harvestella gli fa meritare una chance da chiunque apprezzi i due generi proposti.

8.3
Per chiudere la recensione come l'ho iniziata, Harvestella è una gradevolissima sorpresa. Non punta ad essere un'eccellenza dei life simulator, né degli action JRPG, invece decide di fondere elementi di entrambi i mondi per creare un'esperienza affascinante e nostalgica che riporta la mente ai vecchi tempi di Square Soft e dell'immensa sperimentazione di quello studio. Ha qualche ingenuità sia narrativa sia di gameplay, eppure il fascino di Harvestella gli fa meritare una chance da chiunque apprezzi i due generi proposti.

Pro

  • Esteticamente affascinante
  • Gameplay loop semplice ma appagante
  • Colonna sonora fantastica
  • Narrativa con una sua identità...

Contro

  • ...ma qualche caduta di stile
  • Graficamente non un granché
  • Rimane tutto molto semplicistico
Vai alla scheda di Harvestella
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