A meno di tre settimane dal lancio della quinta e ultima stagione di Stranger Things, arriva una bomba dal dietro le quinte: Millie Bobby Brown, protagonista della serie, avrebbe formalmente denunciato David Harbour, suo “padre sullo schermo”, per presunte molestie e bullismo durante le riprese.
Le accuse di Millie Bobby Brown
Secondo fonti interne non meglio specificate, la star britannica 21enne avrebbe depositato quella che è descritta come una lunga denuncia (pagine e pagine di accuse) prima dell’inizio delle riprese della stagione finale. Il contenuto preciso delle accuse non è noto al pubblico, ma viene chiarito che non riguarderebbero molestie sessuali.
La reazione della produzione è stata quella di avviare un’indagine interna, durata diversi mesi, il cui esito però non è stato reso pubblico. In conseguenza dell’atmosfera sul set, Millie Bobby Brown sarebbe stata affiancata da un rappresentante personale durante le riprese della stagione conclusiva.
David Harbour, interprete del personaggio Jim Hopper, era finora percepito come una figura protettiva nei confronti della sua collega: in una precedente intervista aveva dichiarato di “preoccuparsi” per lei, avendola conosciuta giovanissima. Ora, tuttavia, quell’immagine viene messa in discussione.
Le tempistiche di questa accusa sono sicuramente delicate: la presunta denuncia arriva all’apice dell’attesa mondiale per Stranger Things 5, prodotta da Netflix, che la piattaforma punta a trasformare in evento dalla portata globale. La notizia ha scatenato reazioni immediate sui social dove ad esempio su Reddit un thread dedicato alla vicenda ha raccolto decine di migliaia di commenti.
Al momento non ci sono conferme o smentite da parte né di Netflix né dei due diretti interessati. Il silenzio è ovviamente in contrasto con il clima che si sta generando con la diffusione della notizia. Considerando che l’uscita della stagione finale di Stranger Things è imminente sarà fondamentale osservare come evolverà la vicenda, seguita dai fan con attenzione.
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