Minecraft Dungeons II - immagine della recensione
Minecraft Dungeons II Key Art del titolo
In questo articolo
  1. Minecraft Dungeons II finalmente abbandona le missioni per approcciare l'open world
  2. Una difficoltà sorprendentemente tarata verso l'alto
  3. Un sistema di build poco customizzabile
  4. Qualche bug e crash
  5. Un titolo che da il suo meglio in coop
  6. Un ottimo gioco con qualche sbavatura

Finalmente, a più di sei anni di distanza dal primo capitolo della serie, Minecraft Dungeons fa il suo ritorno, e lo fa più in forma che mai con una release che punta a migliorare in tutto e per tutto l’esperienza originale del diablo like targato Mojang.

Parliamo di Minecraft Dungeons II, in arrivo il 29 settembre su Steam, Xbox Series X|S, PS5, Nintendo Switch e Switch 2, che abbandona la struttura a missioni isolate del predecessore in favore di un mondo interconnesso, con un sistema molto più improntato sull’esplorazione, un combattimento ampliato, una personalizzazione del personaggio decisamente più profonda e un comparto multiplayer rivisto.

Ma il vero asso nella manica è la nuova dimensione, il Sift: una realtà dai colori accesi tra il neon blu e il rosa, popolata di anime e di mob inediti, alcuni ostili, altri potenziali compagni, con biomi come Meadow e Carapace e regole tutte sue da imparare una volta varcata la soglia.

E non è un dettaglio da poco, considerando che si tratta della prima nuova dimensione aggiunta all’universo di Minecraft in oltre quattordici anni, dopo Overworld, Nether ed End, e che nel 2027 arriverà anche su Java e Bedrock: chi gioca Minecraft Dungeons II, di fatto, la vedrà per primo, ma non indugiamo oltre e lanciamoci in questa recensione.

Minecraft Dungeons II finalmente abbandona le missioni per approcciare l’open world

Uno dei pregi maggiori di Minecraft Dungeons II, quello che ha fatto davvero tutta la differenza, è senza dubbio il suo cambio d’approccio verso una struttura più open world.

A differenza del primo capitolo, dove le missioni erano istanziate e selezionabili da una mappa-hub, qui devi effettivamente esplorare il mondo di gioco per raggiungerle, esattamente come faresti in un Diablo.

Ed è un upgrade tutt’altro che secondario, considerando che le istanze insieme alla generazione procedurale che le governava, erano secondo me il problema maggiore del predecessore, quello che più di ogni altro gli impediva di trasmettere una vera sensazione di continuità e di luogo.

Qui, invece, il mondo esiste come entità coerente, e attraversarlo diventa parte integrante dell’esperienza anziché un passaggio da saltare via menù.

Purtroppo però non è tutto perfetto, perché se il gioco fa un passo avanti abbracciando una mappa più aperta, ne fa contestualmente uno indietro sul fronte dell’interfaccia.

La mappa in-game è realizzata piuttosto male: ti mostra una cartina di come è conformato lo spazio di gioco, ma senza evidenziare i percorsi effettivamente praticabili dal giocatore, come invece avviene da sempre in un Diablo.

Il risultato è che finisci per affidarti continuamente alla minimappa, per giunta decisamente ridotta nelle dimensioni, per capire dove andare e quale strada sia percorribile e quale no, un limite che in un titolo costruito proprio attorno all’esplorazione pesa parecchio, perché trasforma in attrito quello che dovrebbe essere il suo punto di forza.

Minecraft Dungeons II - immagine 1 della recensione
La poco intuitiva interfaccia della mappa di Minecraft Dungeons II

Una difficoltà sorprendentemente tarata verso l’alto

Un aspetto che devo dire mi ha sorpreso parecchio è che la difficoltà di questo titolo è tutt’altro che trascurabile.

Minecraft è da sempre un IP con uno spettro demografico enorme, ma orientato in modo particolare verso il pubblico più giovane, basti pensare che il gioco base ha venduto oltre 425 milioni di copie proprio grazie a quella accessibilità trasversale, quindi mi aspettavo di trovarmi davanti una sfida ridotta e tarata decisamente verso il basso.

E invece no: in più di un’occasione mi sono trovato in difficoltà io, che questo tipo di giochi li mastico da quando ero bambino grazie a Diablo II.

I boss infliggono una quantità di danno notevole e dispongono di moveset tutt’altro che banali, costringendoti a leggerne le telegrafie invece di limitarti a tenere premuto il tasto d’attacco sperando per il meglio.

A questo si aggiunge un sistema di movimento che presenta uno skill ceiling sorprendentemente alto, grazie soprattutto all’introduzione del salto e, in particolare, dell’attacco in salto: una mossa che, in pieno stile souls like, funziona come opzione high risk high reward, capace di scatenare una caterva di danni quanto di lasciarti scoperto nel momento peggiore.

È esattamente il tipo di aggiunta che dà profondità a un combat system che nel primo capitolo risultava invece piuttosto piatto e ripetitivo, una delle critiche più ricorrenti mosse all’originale.

In linea generale, quindi, nonostante le apparenze possano ingannare, questo titolo vanta un ottimo livello di difficoltà e io non posso che apprezzarlo.

Preparatevi a morire perché Minecraft Dungeons II è tutt’altro che facile
Preparatevi a morire perché Minecraft Dungeons II è tutt’altro che facile

Un sistema di build poco customizzabile

Peccato invece per il sistema di build, che a mio avviso resta purtroppo abbastanza limitato.

Nel gioco non esistono classi, quindi tutti partono dalla medesima base: nel vostro equipaggiamento avrete un’arma da mischia, un arco o una balestra e tre oggetti magici.

Sulla carta è un’impostazione che promette libertà, ma all’atto pratico una build interamente magica non è pienamente percorribile, perché il mana si esaurisce piuttosto in fretta e l’unico modo per ricaricarlo è portare a segno attacchi normali.

Considerando poi che l’arma a distanza dispone di munizioni limitate che si rigenerano nel tempo, l’unica fonte davvero affidabile di mana finisce per essere il corpo a corpo il che significa che, di fatto, il gioco vi incanala forzatamente verso una build a prevalenza melee, indipendentemente da come vorreste giocare.

Ed è un vero peccato, perché se c’è un punto di forza enorme nei diablo like è proprio la varietà di build, quella libertà di reinventare completamente il proprio personaggio che ti spinge a ricominciare la campagna tre o quattro volte solo per vedere come si comporta un approccio diverso.

Qui, invece, di varietà ce n’è davvero poca, proprio perché hanno scelto di adottare un sistema che mi ricorda più un Terraria che un ARPG vero e proprio, con l’aggravante che almeno in Terraria le build magiche sono effettivamente praticabili e competitive, mentre qui si riducono a un contorno.

È una limitazione che pesa tanto più in un titolo che, per il resto, ha fatto passi avanti enormi proprio sul fronte della profondità.

Minecraft Dungeons II - immagine 2 della recensione
Il sistema di build presente in Minecraft Dungeons II

Qualche bug e crash

Probabilmente i problemi che sto per elencare verranno risolti abbastanza rapidamente al lancio o poco dopo parliamo pur sempre di una build pre-release, e in un titolo di questa portata un day one patch è praticamente garantito, però questa è la versione che mi è stata fornita, e mi sento in dovere di segnalare anche questo tipo di criticità.

Purtroppo, durante il mio gameplay, ho incontrato una serie di bug e persino diversi crash, quello in assoluto più distruttivo riguardava il ping di una quest facente parte della main quest, che mi indicava di entrare in un dungeon di fatto inaccessibile, mentre in realtà bisognava esplorarne un altro situato in tutt’altra zona della mappa: un errore che ci ha fatto perdere trenta minuti buoni, e che in un gioco costruito attorno all’esplorazione risulta doppiamente penalizzante, perché ti porta a mettere in dubbio la tua stessa lettura dello spazio anziché il gioco.

Ma i problemi non si fermano qui, perché si sono verificati anche diversi crash, stavo giocando in cooperativa, e nell’arco di una singola sessione ho assistito tre volte allo stesso identico crash, con un giocatore che a cui crashava il gioco e poco dopo un altro a seguire, un problema non da poco che ci ha fatto perdere anche dei progressi.

Considerando che il multiplayer è proprio uno dei pilastri su cui il sequel ha dichiaratamente investito, si tratta di una serie di bug non esattamente simpatici, e spero vivamente che siano tra le prime cose a ricevere attenzione.

Un titolo che da il suo meglio in coop

Il modo in assoluto più divertente per affrontare questo titolo resta comunque quello di giocarlo in cooperativa insieme ai propri amici.

Io ho scelto questo approccio fin da subito, e devo dirvi di essermi divertito davvero tantissimo: è un gioco che dà il suo meglio proprio in compagnia, esattamente come il Minecraft originale, dove buona parte della magia è sempre nata dal condividere l’esperienza con qualcun altro.

E non è un caso, considerando che il multiplayer è uno degli aspetti su cui Mojang ha dichiaratamente investito di più in questo sequel, con una struttura del mondo interconnessa che si presta molto meglio all’esplorazione di gruppo rispetto alle missioni istanziate del predecessore.

Anche le criticità di cui parlavo poco fa, come il sistema di build che spinge tutti verso il melee, si stemperano parecchio quando siete in quattro a coprirvi le spalle a vicenda.

Quindi, se cercate un titolo da giocare a cuor leggero con i vostri amici, posso dirvi che Minecraft Dungeons II è una scelta più che ottima.

Minecraft Dungeons II è un titolo che da sicuramente del suo meglio quando si è in compagnia
Minecraft Dungeons II è un titolo che da sicuramente del suo meglio quando si è in compagnia

Un ottimo gioco con qualche sbavatura

In conclusione, mi sento di consigliarvi caldamente questa esperienza, specialmente se avete la possibilità di affrontarla in compagnia di qualche amico, il gioco ha davvero molto da offrire, e considerando il suo prezzo contenuto 29,99 euro per l’edizione standard, con una Deluxe da 49,99 che aggiunge cosmetici e i due DLC in programma.

Il tutto per giunta disponibile al day one su Game Pass, si ripaga tranquillamente con quanto mette sul piatto, tra un mondo interconnesso finalmente degno di questo nome, una difficoltà ben calibrata e un’intera dimensione inedita da esplorare in anteprima rispetto al gioco principale.

Peccato per quelle piccole criticità che ho elencato lungo il percorso, dai bug ai crash in cooperativa fino, soprattutto, a un sistema di build che resta il vero anello debole della proposta.

Ma per un titolo verso cui nutrivo aspettative sostanzialmente nulle, vederlo brillare in questo modo è stata una sorpresa tutt’altro che trascurabile, e forse la conferma che Mojang, con questo sequel, ha finalmente capito cosa non funzionava nel primo capitolo.

Vi lascio in conclusione la pagina steam del titolo, e la nostra ultima recensione su Control Resonant per più contenuti sul mondo dei videogiochi.

8Ottimo
Il voto di GameSource

Un ottimo Diablo Like, seppure il titolo presenta qualche sbavatura sul livello di personalizzazione della build e dei bug non proprio minimi.

Pro
  • Il Sift è un ottima aggiunta trasversale che fortunatamente farà anche il suo arrivo sul gioco principale
  • Il titolo presenta un buon livello di sfida
  • In coop avrete ore su ore di divertimento
  • Un ottima struttura della mappa...
Contro
  • ... che però si va a scontrare con un interfaccia in game poco intuitiva
  • Il sistema di build poteva essere più vario
  • Qualche bug e crash che hanno bisogno di esser sistemati il prima possibile
Recensito su PC
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L'autore

SALVE! Sono un videogiocatore sin dall'era PS2, amante dei Survival Horror e dei JRPG, Silent Hill e Final Fantasy sono le mie saghe preferite. Non mi lascio intimidire dalla grafica o da altre spoglie estetiche, qui si recensisce il videogioco per quello che vuole trasmettere al videogiocatore.

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