Mycopunk è un gioco che si potrebbe descrivere con moltissimi paragoni. Un Borderlands ma in cui spari ai funghi, un Risk of Rain strutturato a missioni, un Deep Rock Galactic più dinamico. Tuttavia, nessuna di queste frasi descrive a pieno l’esperienza del looter shooter Pigeons at Play, e se avete giocato i titoli usati come esempio avete già una mezza idea del perché.
Mycopunk ricorda tante cose molto diverse tra loro perché si tratta di un titolo quasi Frankesteiniano, un gioco sviluppato da un piccolo team usando la filosofia del “mettiamoci tutto ciò che ci piace”. Il risultato è un’esperienza grezza, che fatica nelle prime ore di gioco e si spiega maluccio, ma una volta posizionati gli ingranaggi nei posti giusti il divertimento arriva eccome.
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Mycopunk Recensione PS5
Paragoni a parte, cos’è Mycopunk? Essenzialmente siamo davanti ad uno sparatutto in prima persona co-op con meccaniche looter shooter ed extraction. Il titolo è strutturato in brevi, ma caoticissime, missioni con degli obiettivi ben precisi e senza una struttura articolata.
Per spiegarlo in parole semplici, il loop di gioco è questo: si sceglie uno dei personaggi giocabili, ognuno con abilità specifiche che ne modifica molto lo stile di gioco, si seleziona una missione e si parte. Durante la partita bisognerà eseguire indicazioni semplici come recuperare degli oggetti, attivare delle strutture sparse per la mappa o eliminare dei nemici.
Nel mentre sarà possibile fare anche missioni secondarie, anch’esse limitate dalle solite indicazioni basilari, o sconfiggere mini-boss in cambio di potenziamenti per armi e personaggio. Una volta compiuta la missione, bisogna chiamare un pod d’estrazione e resistere per un minuto e mezzo (solitamente, ci sono eccezioni) prima di tornare alla base e poter riscattare le varie ricompense.
Come già sottolineato, gli obiettivi in sé non sono particolarmente divertenti da conseguire. Il vero e proprio divertimento deriva da quello che succederà andando da punto A a punto B, cioè, sparatorie su sparatorie su sparatorie. Mycopunk indossa tante pelli diversi ma l’essenza di ciò che lo rende divertente viene dalle battaglie, il game design dei nemici e la progressione del personaggio.
Sono tutti elementi che cominciano a brillare col tempo, rendendo Mycopunk un gioco complesso da iniziare. Non per la sua difficoltà, ma perché i suoi pregi non brillano nelle prime ore, iniziano a vedersi solo dopo qualche livello, un po’ di sperimentazione per capire come affrontare i nemici e soprattutto un po’ di potenziamenti esotici per le armi.

A caccia di funghi
La premessa di Mycopunk è abbastanza comune nel panorama videoludico moderno, perlomeno a livello narrativo. Corporazione cattiva e avida ha scoperto pianeta con risorse lucrative, tu sei un poveraccio mandato a morire per aumentare il valore per gli shareholder.
Una classica parodia del capitalismo come ce ne sono a bizzeffe sul mercato. Non aspettatevi Mycopunk faccia granché con la sua storia, è solo una scusa per arrivare alla vera ciccia. Infatti la risorsa importante che la corporazione cattiva vuole ha un effetto collaterale: trasforma i funghi in esseri senzienti che si attaccano a rottami e alle armi lasciate a marcire sul pianeta.
Ovviamente, i funghi sono ostili e il vero problema per cui tu, il giocatore, sei soluzione. Proprio i nemici sono il primo indizio del potenziale di Mycopunk. Sparare alla rinfusa finché muoiono non è una tattica efficace. Hanno tutti un punto debole, coperto sempre da vari strati di rottame.
Il divertimento sta nel riconoscere come distruggere le armature dei funghi mutanti, per poi distruggerne il vero corpo. Nei nemici più piccoli, questo processo è semplice e immediato, ma in quelli più grandi (e se ne incontrano tantissimi) diventa più complesso e soddisfacente.

Con il giusto approccio è possibile sciogliere mini-boss o persino boss in questione di secondi, al contrario, sparare a mente spente finché muoiono, trattandoli come spugne è controproducente e dilaterà gli scontri per minuti e minuti.
Il gioco pretende uno shooting attivo, anche a difficoltà medio basse adatte al gioco in solo. Distruggere le radici dei funghi è essenziale non solo per ucciderli, ma anche per sopravvivere, dato che disarmare i nemici più imponenti è obbligatorio per non venire obliterati.
Durante una battaglia ci sono tante scelte attive richieste al giocatore. I nemici arrivano sempre in numerose e variegate orde, non solo è importante capire su chi concentrare il fuoco prima, ma anche quale parti del corpo puntare per ogni singolo nemico.
Magari volete azzoppare il gigante che vi sta cuocendo con mille laser, ma allo stesso tempo decine di minion vi stanno attaccando frontalmente, un bombardiere continua a bersagliarvi e due funghi volanti stan formando una barriera attorno al boss.

L’esperienza è caotica e decisamente più divertente se usufruita con un gruppo di amici con il quale coordinarsi. Non significa che Mycopunk non sia godibile in solo o con random, ma la vera e propria natura urla “giocami con degli amici”.
Questo, di contro, comporta anche un divertimento inferiore in singolo, complice la struttura semplicistica delle missioni, molto ripetitive senza la variabile del gioco online. Ci sono varie sovrastrutture che migliorano l’esperienza generale, sia in singolo sia in coop, come la personalizzazione personaggio molto varia, ma è indubbio come Mycopunk non si regga in piedi benissimo in single player.

Mycopunk Recensione Ps5 di uno shooter divertente sul momento, ma ripetitivo sul lungo periodo. Se apprezzate il genere, è consigliato ad occhi chiusi, altrimenti vi consiglierei di comprarlo solo a patto di avere uno o più amici da trascinare a caccia di funghi spaziali.
Mycopunk è uno shooter co-op divertente ma dalla struttura molto semplice
- Shooting dinamico
- Personalizzazione personaggio profonda
- Modalità roguelike molto divertente
- Design delle missioni basilare
- Traballante in singolo
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