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Pardon my French Toast è uno di quei giochi a cui non penseresti mai di dare un centesimo soltanto giudicando il proverbiale “libro dalla copertina”. Devo ammettere che, giocandoci lungo le poco più di 10 ore per arrivare alla fine, ho trovato in realtà qualcosa in più… e no, non si tratta della fame, per quanto il mondo costruito dallo studio indie francese ReRolled Studio poteva davvero lasciar esprimere la mia voracità in fatto di cibo.
Questo senso di fame crescente è normale quando ti trovi a vestire i panni di un eroe, diciamo, carboidrato e che attorno a te vedi altrettanti personaggi carboidrati, una nave fatta di dolci di tutti i generi, paesaggi con frutta a volontà, fiumi di sciroppo, wafer e mattarelli che fungono da piattaforme e chi più ne ha più ne metta in fatto di strumenti di cucina e creazioni culinarie zuccherine.
Eppure, sotto quella coltre di dolcezza smielata si nasconde un’avventura platform 3D semplice nell’intenzione, non volutamente ambiziosa ma genuinamente sorprendente nel level design e nella progressione. C’è comunque qualche macchia sporca da sottolineare in questa recensione, però come di consueto procediamo per gradi.
Un viaggio in crociera non così fortunato
La storia di Pardon my French Toast non rappresenta il suo cuore pulsante. Funge solo da pretesto per quello che sarà appunto l’avventura del nostro eroe, una semplice fetta di pane in cassetta dotato di un senso di altruismo fuori dal comune, affiancato da un mirtillo volante schietto e ironico.
Imbarcandosi sulla Jam Session Cruise, una lussuosa nave da crociera, ben presto la permanenza del nostro eroe e di tante altre fette di pane in cassetta (i personaggi del gioco) rischia d’incontrare una battuta d’arresto a causa del carburante non sufficiente nel serbatoio. Lo scopo sarà dunque di raccogliere quante più caramelle possibili nei vari mondi di gioco da usare come benzina per la nave, sfruttando ogni capacità del protagonista.
Il comparto narrativo di Pardon my French Toast è diretto e conciso, non ci sono grossi spunti particolari su cui vale la pena riflettere, né evoluzioni profonde da parte dei personaggi. Una scelta così voluta dagli sviluppatori, ossia quella di una storia basilare che si prende poco sul serio e con numerosi rimandi al mondo della cucina. Pasticceria in primis.
Ciò non rappresenta alla fine un importante difetto, dato che come detto precedentemente è solo un mezzo che giustifica la progressione del gioco. Per dire neanche nei migliori platform 3D come gli acclamatissimi Super Mario Galaxy o Odyssey, o il più recente Astro Bot, c’è chissà quale profondità narrativa, no?

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Tra dolci, creme e delizie per tutti i gusti
Dove si dovrebbe guardare molto più Pardon my French Toast è nel gameplay, o meglio nella sua impalcatura puramente ludica. Qui posso dire che l’opera di ReRolled Studio è stata una sorpresa davvero gradita, anche se non tutto comunque è riuscito in meglio.
Ogni sezione ambientale consiste in diversi livelli da affrontare prima di passare a quella successiva. Ciascuno dei livelli presenta un certo numero di caramelle e orsetti gommosi da raccogliere, e alle volte si possono trovare alcuni collezionabili situati nei punti più nascosti, enfatizzando un po’ l’esplorazione.
Il level design e la progressione di Pardon my French Toast sono sicuramente i suoi aspetti migliori. Ogni livello di gioco non risulta mai identico agli altri, propongono sempre qualche minima variazione nell’approccio platformico e in proporzione alle abilità assimilate dal protagonista, restituendo una sensazione di stimolo costante e un’evoluzione del tutto naturale.
Nei primi livelli la sensazione di un gioco con una sua difficoltà sembra quasi non esserci, anche perché qui non esistono nemici né barre della salute, e le azioni inizialmente in dotazione come lo scatto in avanti dopo il salto o l’arrampicata su superfici coperte di miele darebbero l’impressione di una struttura sì funzionale, ma tanto elementare. Difatti il pensiero dedotto all’inizio è quello di un titolo fortemente indicato per un pubblico più giovane (dato inoltre dall’estetica colorata del gioco) o per chi non ha mai preso un pad in vita sua. È proseguendo l’avventura che mi sono un minimo ricreduto di tutto.
Mano a mano che sbloccheremo nuove azioni, ad esempio la scivolata spalmati di burro, la trasformazione in un masso di cioccolato stile Kirby e tante altre che non spoilero, i livelli intermedi di Pardon my French Toast mostrano un grado di complessità strutturale sempre crescente. La difficoltà, che resta aggrappata all’approccio puramente platformico (molto trial and error, per intenderci), sale in proporzione a ciò, anche in virtù di nuovi elementi di scenario in grado di valorizzare il level design generale.

Tutte le belleità finora raccontate in merito all’impalcatura ludica di Pardon my French Toast ha tuttavia una macchia di cioccolato addosso. A causa della collocazione della telecamera, a volte in certi momenti del gioco può capitare di lasciarsi ingannare dalla prospettiva, sbagliando di conseguenza la gittata dei movimenti in salto nel tentativo di raggiungere alcune piattaforme.
Questo potrebbe anche essere un mio errore commesso in tali circostanze, lascio il beneficio del dubbio. Ma ci tenevo in ogni modo a sottolinearlo sulla base della mia esperienza che, escludendo l’imperfezione qui esposta, mi ha comunque soddisfatto. Il fatto che il gioco possa essere ideale per le persone meno avvezze resta nel mio pensiero? Direi probabile, con riserva.
Ultimo aspetto prima di proseguire con la recensione riguarda il completamento dei livelli. Non vi preoccupate di realizzare il 100% al primo tentativo, potete sempre tornarci in un secondo momento e recuperare le caramelle e gli orsetti gommosi lasciati per strada durante il percorso.

Il bello che non brilla
Sugli aspetti grafici e tecnici, Pardon my French Toast ha qualche ombra di troppo pur con una piccola luce. Se l’estetica colorata e la realizzazione originale di quel mondo sono da lodare, il colpo d’occhio generale non viaggia di pari passo, o perlomeno non mi lascia sbalordito alla vista. C’è anche da dire che parliamo di una produzione indipendente realizzata da un piccolo studio, con gli ovvi limiti del caso. Tuttavia un pizzico di cura in più a quel mondo dolcioso avrebbe offerto visivamente un risultato migliore.
Sul frame rate e sull’ottimizzazione preciso subito una cosa a scarso di equivoci: Pardon my French Toast è sicuramente giocabile senza problemi. Ma durante la mia prova ci sono stati cali di frame anche abbastanza evidenti in alcuni livelli all’aperto, soprattutto quelli della sezione più “tenebrosa” poco dopo la fine dell’avventura ne hanno sofferto maggiormente. Nessun problema invece nelle parti al chiuso o sulla nave da crociera.
Altro momento negativo è capitato quando il protagonista si bloccava in punti specifici dei livelli, ad esempio incastrato tra più elementi di scenario e impossibilitato a muoversi, risolto ricominciando dall’ultimo checkpoint. Oppure in rare volte si sono manifestati bug alla visuale della telecamera e alla posa del protagonista mentre si muove. In generale, la sensazione di un prodotto ben ottimizzato è abbastanza lontano dall’esserlo, sebbene rimane da considerare le ovvie e limitate risorse a disposizione di ReRolled Studio.
Prima delle conclusioni voglio avvertire della localizzazione italiana compleamente assente in Pardon my French Toast, nonostante ci sia poco testo da leggere.

Pardon my French Toast in definitiva
Pardon my French Toast rappresenta un po’ il proverbiale “non giudicare il libro dalla copertina”, rivelandosi essere un delizioso platform 3D tanto singolare quanto efficace negli aspetti puramente ludici. Il level design e il sistema di progressione sono curati nel minimo dettaglio, tra varietà d’approccio, difficoltà crescente dal sapore “trial and error” e le abilità acquisite dal protagonista mano a mano che l’avventura procede.
Qualche difetto di troppo si intravede nella disposizione della visuale della telecamera non tanto ben posta in certi punti dei livelli e sotto il profilo strettamente visivo e tecnico, sebbene il titolo sia sufficientemente giocabile.
Se cercate un buon platform tridimensionale diverso dai più blasonati e a un costo non troppo elevato, l’avventura confezionata da ReRolled Studio può essere una valida scelta. Non mira troppo all’ambizione e per quello che fa, al netto dei difetti, lo svolge in maniera decorosa.
Pardon my French Toast è ora disponibile su Nintendo Switch 2 e Nintendo Switch 1 tramite eShop e su PC tramite Steam. C’è una demo gratuita per entrambe le piattaforme qualora vogliate provarlo.
Un'avventura platform 3D senza eccessivi pretese ma deliziosamente sorprendente, macchiata un po' dal comparto tecnico.
- Difficoltà crescente in proporzione alle abilità acquisite
- Ottima qualità del level design e del sistema di progressione
- Tanta originalità nella realizzazione del mondo di gioco...
- ... un po' meno eccezionale il colpo d'occhio e il comparto tecnico
- Visuale della telecamera mal posizionata in alcuni punti
- Localizzazione italiana assente
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