Starfield - immagine dell'editoriale
Immagine di copertina della Mass Effect Legendary edition
Il gioco Starfield PCUscita da confermare 7,1
In questo articolo
  1. 1. Dragon Age Saga
  2. 2. Star Wars Knights of the Old Republic (KOTOR)
  3. 3. The Outer Worlds 1 e 2
  4. 4. Cyberpunk 2077
  5. 5. Starfield

Quando ripenso al nome “Mass Effect” non posso che avere sentimenti contrastanti. Da un lato la profonda ammirazione per quello che l’epica di BioWare è riuscita a fare, che ha creato non solo un universo variegato e profondo ma, sopratutto, ha contribuito alla crescita del medium, riuscendo ad unire meccaniche di gameplay innovative con una scrittura profonda e matura.

Dall’altro, l’amarezza provocata al sol pensiero di cosa ancora questa saga poteva dare e di come sia stata abbandonata dopo un ultimo capitolo (Andromeda) che viene considerato più uno spin-off che un titolo principale, fino ad arrivare ad un annuncio “fantasma” nel 2020 di un nuovo seguito che difficilmente vedrà mai la luce, non solo per lo stato di Bioware dopo l’uscita di Dragon age Veilguard, ma anche alla luce dei nuovi sviluppi aziendali di Electronic Arts.

Come dimenticarsi delle ore passate sulla nostra amata Normandy; come dimenticare l’uomo misterioso e il suo carisma incredibile; come dimenticare le romance; come dimenticare l’incredibile suicide mission e le lacrime del finale del terzo capitolo.

Si, l’epica di Mass Effect ha accompagnato una generazione di videogiocatori (se non lo hai mai fatto e vuoi un motivo in più, leggi la nostra recensione della Mass Effect Legendary Edition), tuttavia non pochi sono stati i titoli che hanno tratto o hanno dato ispirazione a questa incredibile saga.

Per ciò, se hai ancora voglia di salvare la galassia, interagire con tanti personaggi ben scritti e prenderti le responsabilità delle tue azioni, allora dovresti dare una possibilità a questi 5 titoli.

1. Dragon Age Saga

Starfield - immagine 1 dell'editoriale
Immagine di copertina di Dragon Age Inquisition

Se parliamo di Bioware non possiamo non menzionare Dragon age, una delle sage RPG dark fantasy più influenti di sempre. Se in Mass Effect siamo protagonisti di una epica fantascientifica, in Dragon Age, invece, siamo in presenza di una epopea fantasy che mette in scena un world-building eccezionale con una scrittura profonda e matura dove ogni scelta ha le sue conseguenze, che affronta temi complessi come la religione, il razzismo, il potere e la libertà. Inoltre, essendo un gioco Bioware non potevano non mancare le romance.

Dragon Age è l’alternativa perfetta a Mass Effect, non solo perchè la mano della prima Bioware è ben presente data la lore immensa, ma perché si è in presenza di RPG variegato che presenta dinamiche di gameplay sempre diverse, dall’azione strategica basata sul sistema del Real-Time with Pause (tempo reale con pausa tattica) del primo capitolo, a soluzioni più action e frenetiche dei capitoli successivi.

Unica grande pecca è l’evoluzione della saga in quanto tale. Se ad un primo capitolo imperdibile, si è accompagnato un secondo titolo di spessore ma non all’altezza, per poi arrivare a Dragon Age Inquisition GOTY 2014 (game of the year), il tutto finisce con Veilguard, il titolo meno apprezzato della serie (che è ben lontano dai canoni qualitativi della Biowere dei primi anni 2000). La saga infatti mostra una crescita frammentata, fatta di idee più e meno brillanti che difficilmente riescono a ricreare il senso di unicità di Mass Effect che ascende dal concetto di numero fino ad assurgere ad unica grande opera.

2. Star Wars Knights of the Old Republic (KOTOR)

Starfield - immagine 2 dell'editoriale
Immagine di copertina di KOTOR

Se oggi possiamo godere dell’esperienza di Mass Effect lo dobbiamo probabilmente alle fondamenta che BioWare ha creato grazie a giochi del calibro dei due Baldurs Gate e Star Wars Knights of the Old Republic.

Ridurre KOTOR a mero gioco di guerre stellari e inserirlo tra gli innumerevoli che hanno accompagnato la più importante epica fantasy dello scorso secolo, sarebbe riduttivo. KOTOR non è un mero giochi di guerre stellari, ma un titolo che ai tempi ha definito il concetto di gioco di ruolo occidentale.

Bioware, come in Mass Effect, mette in scena una trama ben scritta, fatta di personaggi dotati di grande personalità (contestualizzato per l’epoca); non mancano missioni di trama travolgenti, con il culmine dell’incredibile colpo di scena finale, e missioni secondarie che approfondiscono l’esperienza non di poco. Il tutto accompagnato da un bel fanservice che strizza tanto l’occhio ai fan della saga.

Inoltre, ancora oggi il sistema di gameplay dinamico ma strategico sembra non essere invecchiato di un giorno (a dimostrazione che le buone idee non invecchiano mai). Agli attacchi con la spada laser si accompagnano i poteri della forza, con la possibilità di mettere in pausa il gioco cosi da dare quel gusto strategico sempre gradito. Anche in questo caso, dato che siamo sempre in presenza di un gioco di ruolo, ogni scelta ha le sue conseguenze che determineranno il passaggio dal lato chiaro al lato oscuro con ripercussioni sul finale.

Tuttavia, il gioco mostra tutti gli anni sulle spalle. Oggi è difficile riuscire a “digerire” il comprato tecnico che risulta molto invecchiato, soprattutto giocato su consolle di ultima generazione collegato a un televisore al plasma dove ogni poligono sembra “smarmellato” sullo schermo.

Se però riuscite ad andare oltre a un comparto tecnico ormai vetusto e a una quality of life un po’ meccanica, KOTOR rimane un’opera imperdibile per i fan di star wars che si vogliono immergere in un mondo vivo in cui noi siamo padroni del nostro destino.

3. The Outer Worlds 1 e 2

Starfield - immagine 3 dell'editoriale
Una galassia piena e suggestiva

Se cerchi una galassia da salvare a colpi di pistola e lingua tagliente, The Outer Worlds 1 e 2 sono i giochi per te.

The Outer Worlds è figlio di chi voleva colmare quel vuoto lasciato da Fallout New Vegas, volendo ricreare un mondo non solo ben scritto, ma che mette noi giocatori al primo posto, con un comparto RPG di tutto rispetto e, soprattutto, un’infinità di scelte morali che vanno a definire il carattere del nostro personaggio e il mondo attorno a noi.

Se il gameplay non è il fiore all’occhiello dell’esperienza, lo è sicuramente la scrittura. Più volte mi sono trovato a ridere di gusto, cosi come più volte mi sono fermato a riflettere sulle conseguenze delle mie scelte, dovendo scendere a patti col fatto che a volte la scelta non è quella migliore ma “il male minore”.

Ogni quest può essere affrontata in modo diverso, sia sparando a destra e a manca, sia provando un approccio più stealt. Tutto è rimesso alla libera scelta del giocatore che in base a quale ramo delle abilità sceglierà di sviluppare, avrà a disposizione una variegata possibilità di soluzioni, rendendo l’esperienza ri-giocabile se si ha la curiosità di voler scoprire come una sezione poteva essere superata.

4. Cyberpunk 2077

Starfield - immagine 4 dell'editoriale
Immagine promozionale di Cyberpunk 2077

Nonostante sia passato dall’essere uno dei giochi più attesi degli ultimi decenni fino a divenire la più grande delusione di tutti i tempi, a causa dei suoi enormi e insuperabili problemi del day one (soprattutto la versione ps4/xbox one). Cyberpunk 2077 oggi, invece, è una delle esperienze che ogni videogiocatore deve provare almeno una volta nella vita.

CD Projekt con la sua Night City ci pone di fronte a un mondo brutale e cinico dove la disparità di classe, le lotti sociali, la povertà e il classismo sono solo alla base dei presupposti del mondo di Cyberpunk 2077. Difatti, già solo dall’intro il gioco ci mette bene in chiaro che a Night City per diventare una “Leggenda” non basta la forza bruta o la furbizia, ma occorre il sacrificio di tutto ciò che può essere a te più caro, perché tutto ha un prezzo e molto spesso troppo tardi si comprende il costo che si è dovuti pagare per diventare qualcuno.

Non solo Night City è una città viva e cruda, ma soprattutto viene messa in scena in modo splendido grazie a un comparto tecnico impressionante. Ogni Neon che si riflette sull’asfalto è al limite del foto realismo; sembra quasi di sentire il calore di ogni raggio di luce che colpisce i palazzi. Fino ad oggi Cyberpunk 2077, se giocato su un pc di fascia alta, rimane una delle esperienze tecnicamente più incredibili , con effetti di luce e ombre fuori scala.

Inoltre, Cyberpunk 2077 è, grazie a tutte le migliorie, un ottimo RPG con un albero delle abilità ben strutturato e gli impianti di innesti cibernetici che hanno un impatto non da poco sul gameplay. Il lato action presenta qualche incertezza, soprattutto per quel che riguarda la fisicità dei colpi e l’intelligenza artificiale che, anche se migliorata nel tempo, rimane uno dei punti deboli dell’esperienza.

Punto di merito è l’espansione Phantom Liberty che amplia per decine e decine di ore l’esperienza, con una trama che approfondisce la lore e aggiunge nuovi finali.

5. Starfield

Starfield
Immagine promozionale di Starfield

“Nel XXI secolo tutti potranno vedere che siamo solo gli abitanti di un piccolo corpo celeste chiamato Terra”.

Nel capolavoro Metal Gear Solid 3 targato Hideo Kojima, con queste parole The Boss esprime quello che è stato l’evento che per sempre le cambierà la vita… la visione del mondo dallo spazio…cosi piccolo… senza barriere ne conflitti.

Bethesda con Starfield scrive una lettera d’amore per lo spazio, non solo per gli innumerevoli pianeti che avremo la possibilità di visitare, ma lo si nota in una scrittura e in un world building che pensa solo e unicamente a soddisfare quella fame di chi ama lo spazio e provare a rispondere alla fatidica domanda “cosa c’è la fuori? c’è vita? siamo soli nell’universo?” Starfield prova a darti una sua visione dell’universo cosi grande e variegato, fatto di tante razze e storie, conflitti e guerre.

Starfield è uno di quei pochi giochi, cosi come Mass Effect fu al suo tempo, ad andare oltre il mero gameplay, andare oltre al comparto tecnico o ai bug. Va oltre perché il giocatore è mosso dalla “fame” di scoperta, di conoscenza, nel voler trovare risposte in un universo tanto fittizio quanto verosimile.

E’ innegabile che il gioco presenti tanti problemi. In campo tecnico Bethesda sembra avere fatto un compitino discretamente eseguito e il gameplay risulta noioso e ridondante considerato che sembra giocare la stessa cosa da decenni. Però, anche in questo caso, la trama è il grande nodo principale dell’esperienza, con tante scelte che impattano sulla trama e tante interazioni con i personaggi che ci accompagnano.

Se sei orfano della fantascienza di Mass Effect e sei un sognatore che guarda alle stelle, Starfield è assolutamente da provare. Molto probabilmente non è un gioco che rimarrà nella storia e che forse dopo qualche decine di ore diventa ripetitivo, tuttavia ricorderete per sempre i viaggi nelle galassie e nei mondi atti solo a soddisfare la vostra sete di conoscenza.

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L'autore

Mi chiamo Mattia Sotgia e sono nato il 7 novembre 1998 a San Cataldo (CL), un paese al centro della Sicilia. Sono laureato in giurisprudenza e nutro una forte passione per lo sport. Gioco ai videogiochi da sempre e, fin da quando ne ho memoria, sono stati un elemento costante della mia vita. Non ho un genere preferito: che si tratti di un titolo AAA o di un indie, il mio amore è totale e incondizionato per ogni pixel che si muove sullo schermo

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