Videogioco, cultura e società: l’M9 di Venezia Mestre presenta PLAYERS - immagine della notizia
In questo articolo
  1. Museo e videogioco: due mondi che si incontrano
  2. La struttura di PLAYERS, un viaggio interattivo
  3. Le parole dei creatori di PLAYERS

Semplice passatempo, passione viscerale, prodotto consumistico o vera e propria opera d’arte? Quando si parla di videogioco risulta sempre molto complicato analizzare nel profondo che cosa sia, quali obiettivi si ponga e quali riscontri abbia (e possa avere) nella società contemporanea.

Qui su Gamesource – personalmente – ho sempre cercato di portare avanti un’idea di videogioco non solo come forma d’intrattenimento, ma come un medium che rappresenta un’incredibile fonte di cultura e conoscenza. Se maneggiato consapevolmente, il videogioco può stuzzicare la curiosità di ognuno di noi come poche altre cose: non molto tempo fa parlavo proprio di come il semplice annuncio di Stranger Than Heaven avesse acceso in me un interesse fino ad allora nascosto nei confronti della Yakuza e della criminalità giapponese.

Un esempio banale, ma che fa capire bene come il mondo del gaming – in tutte le sue sfaccettature – possa risultare determinante ai fini dello sviluppo culturale della società. Questo modo di vedere il videogioco sta prendendo piede anche nei luoghi più convenzionali e conservativi. Uno di questi è l’M9 – Museo del ‘900 di Venezia Mestre che domani, 14 ottobre 2026, inaugurerà una mostra interamente dedicata al mondo del gaming intitolata: “PLAYERS. GIOCHI, VIDEOGIOCHI, CULTURA E SOCIETÀ”.

Videogioco, cultura e società: l’M9 di Venezia Mestre presenta PLAYERS - immagine 1 della notizia

Museo e videogioco: due mondi che si incontrano

«Il videogioco è oggi una delle industrie culturali più solide e influenti al mondo». Così si apre il comunicato stampa dell’M9 con cui viene resa nota l’inaugurazione della mostra, sottolineando come proprio questa visione del medium sia stata l’elemento trainante per la realizzazione di PLAYERS. Giochi, videogiochi, cultura e società.

PLAYERS ha come intento primario raccontare una storia – quella del videogioco – ricreando in sala gli elementi caratteristici che ne hanno segnato le varie epoche: dai primi luoghi di aggregazione, gli amusement arcade, fino agli spazi domestici. A questo proposito, oltre alle moderne console su cui il pubblico potrà giocare e prendere parte attivamente all’esperienza, verranno mostrati piccoli “reperti storici” e cabinati originali, tra cui: Computer Space, Pong e un raro esemplare di Dragon’s Lair.

A rendere il tutto ancora più unico saranno le interviste esclusive ad alcuni grandi protagonisti della scena videoludica internazionale, affiancate da oggetti originali da loro stessi messi a disposizione. Tra questi troviamo Sid Meier, autore della celebre saga Civilization; Yuka Kitamura, nota compositrice musicale legata alle produzioni FromSoftware e ai Souls in generale; e Jon Wilcox, legato al team di sviluppo di Worms presso Team17.

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La struttura di PLAYERS, un viaggio interattivo

PLAYERS non ha il solo compito di spiegare la storia del videogioco riproponendo le monotone lezioni scolastiche a cui eravamo abituati. Quella che l’M9 propone è un’avventura interattiva in cui i visitatori possono prendere concretamente parte al viaggio. Il percorso si articolerà in tre fasi:

  1. Play: ripercorre la storia del videogioco come mezzo e come pratica sociale, dagli esperimenti sui primi calcolatori fino alle console che oggi abitano i salotti di casa. I titoli giocabili spaziano dai prototipi nati in ambiente universitario negli anni ’50 e ’60 ai giochi Atari degli anni ’70, passando per i cabinati arcade fino ad arrivare al Super Nintendo e al Sega Mega Drive, presenti nelle camerette di tanti ragazzi degli anni Novanta. Nell’area dedicata alla contemporaneità sarà presente PlayStation 5 con una selezione ufficiale di videogiochi curata da Sony.

  2. Watch: esplora il videogioco come spettacolo, analizzando il suo dialogo con il cinema e le arti visive, la nascita degli eSport e le nuove forme di intrattenimento condiviso. La sezione presenta sequenze cinematografiche, walking simulator, fotografia virtuale, il linguaggio delle trasmissioni eSport e la cultura dello streaming, mostrando come il videogioco sappia offrirsi allo sguardo con la stessa forza di un film, di un’opera d’arte o di una performance. Tra i titoli figurano pietre miliari come Dragon’s Lair, Detroit: Become Human, Limbo, Death Stranding, Ico e Shadow of the Colossus.

  3. Create: entra nel cuore del processo creativo, raccontando il lavoro di autori e autrici che hanno fatto del videogioco una forma d’espressione originale e riconosciuta. Mostra inoltre come oggi il pubblico stesso possa diventare protagonista: gli ecosistemi contemporanei permettono a chiunque di progettare livelli, mondi, regole ed esperienze, cancellando il confine tra chi fruisce e chi crea. In questa sezione sono presenti Super Mario Maker, Dreams e Minecraft.

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Le parole dei creatori di PLAYERS

«Siamo veramente orgogliosi di presentare oggi una mostra che abbiamo fortemente voluto e che applica il metodo unico e originale di M9 nell’esplorazione di un tema che è insolito trattare nei contesti museali» ha affermato Vincenzo Marinese, Presidente della Fondazione di Venezia. «Un tema di estrema attualità che ci accompagna alla scoperta delle nuove frontiere della tecnologia, ma anche di rilevanza storica, essendo il videogioco l’unica forma ludica nata nel Novecento. In questa mostra abbiamo voluto raccontarne la profondità storica e sociale e l’intreccio con l’arte e la scienza come solo M9 sa fare, in una esperienza tutta da vivere e da giocare».

«PLAYERS è una mostra che racconta il Novecento molto più di quanto appaia a un primo sguardo. Il videogioco si pone infatti come uno dei più interessanti fili conduttori tra i due secoli, riflettendo nel presente le proprie radici storiche, sociali e tecnologiche – ha commentato Serena Bertolucci, Direttrice di M9 – Museo del ’900 – Per questo motivo, in parallelo alla grande mostra al terzo piano, abbiamo allestito un percorso nell’esposizione permanente che mostra come il videogioco sia utile a spiegare il Novecento anche attraverso quello che c’era prima: dalle bambole alle biglie, passando per le carte e i giochi da spiaggia, la storia del gioco racconta un mondo di creatività, innovazione e design di cui il nostro Paese è stato straordinario protagonista».

«Con PLAYERS. Giochi, videogiochi, cultura e società – ha dichiarato Fabio Viola, curatore della mostra – abbiamo voluto raccontare il videogioco per quello che è realmente diventato: non un semplice intrattenimento, ma un linguaggio capace di attraversare la scienza, l’arte e la vita quotidiana di intere generazioni. È una mostra che parla di persone prima ancora che di tecnologia, e che invita chi la visita a diventare parte attiva del racconto».

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L'autore

Sono Cristian Gatti, giornalista pubblicista classe 2001 e laureato in Scienze della Comunicazione. La mia storia con i videogiochi è iniziata sul divano di casa, tra le sfide in famiglia a colpi di titoli sportivi, ed è cresciuta a pane e match competitivi su Call of Duty. Con il tempo ho scoperto che i pixel sanno anche raccontare grandi storie: oggi, oltre alle sfide online, mi lascio catturare da action e GDR capaci di fondere una narrazione profonda a un gameplay che non lascia tregua. Su queste pagine unisco l'approccio giornalistico a tutto ciò che rende unico questo medium.

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