10 titoli per avvicinarsi a Fable
Il gioco Fable Xbox Series X, PC, PlayStation 5In uscita il 23 Feb 2027
In questo articolo
  1. I 10 titoli migliori per avvicinarsi a Fable
  2. Stardew Valley  Casa | Lavoro e legami: riscoprire il lato “life-sim”
  3. Resonance: A Plague Tale Legacy | Il fascino dell'oscurità medievale
  4. Immortals Fenyx Rising | Quando il fantasy non si prende troppo sul serio
  5. Dragon Age: Inquisition | Il peso della leadership e la gestione del potere
  6. L'Ombra di Mordor | Come la reattività degli NPC crea storie uniche
  7. Elden Ring | L'arte di esplorare un mondo sconfinato
  8. The Elder Scrolls V: Skyrim | Dimenticare la quest principale e vivere il mondo
  9. Baldur's Gate 3 | Causa ed effetto ai massimi livelli storici
  10. The Witcher 3: Wild Hunt | Quando le storie popolari diventano capolavori
  11. Hogwarts Legacy | L'esperienza visiva e strutturale più vicina ad Albion

Il ritorno di Fable è senza dubbio uno degli eventi più attesi del 2027 videoludico. La leggendaria saga – creata originariamente da Lionhead Studios e ora presa in mano da Playground Games – ha lasciato un segno indelebile in tutti gli appassionati di giochi di ruolo e avventure fantasy. Il mix perfetto tra scelte morali impattanti, atmosfera fiabesca, umorismo britannico e sistemi life-sim, rendono il nuovo Fable uno dei titoli più intriganti del prossimo anno.

I 10 titoli migliori per avvicinarsi a Fable

Siccome c’è ancora molto tempo prima di poter mettere mano sulla nuova creatura di Playground Games, scorrendo tra i giochi della mia libreria ho pensato: quali sono i titoli migliori per avvicinarsi al mondo di Albion? Quali sono i titoli che più di tutti riescono a catturare la magia, la ruolistica marcata o le dinamiche da life-sim che contraddistinguono Fable?

In questo articolo, quindi, ho deciso di selezionare 10 titoli imperdibili che ritengo possano regalarci sensazioni vicine a quelle del nuovo Fable, considerando come aspetto principale di analisi le loro meccaniche, l’atmosfera che propongono e la libertà di scelta all’interno del gameplay.

Dal canale YouTube di GameSource

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Stardew Valley  Casa | Lavoro e legami: riscoprire il lato “life-sim”

Vorrei cominciare da un titolo che di primo acchito sembra non avere molti collegamenti con Fable. Invece credo che Stardew Valley sia il modo perfetto per avvicinarsi al mondo di Albion, vivendo però un’avventura più calma e meno dinamica, dove siamo noi a decidere il ritmo della storia.

Chi ha amato la trilogia originale sa perfettamente che buona parte dell’esperienza si basava sul creare una vita parallela, oltre a salvare il mondo. La possibilità di acquistare case di proprietà o attività lavorative, corteggiare gli abitanti del villaggio, sposarsi e mettere su famiglia e l’analisi dell’economia locale erano tutti aspetti integranti dell’avventura. In questo senso, Stardew Valley incarna perfettamente questo aspetto accogliente e rilassante. Il continuo progresso personale tra coltivazioni e rapporti umani evoca la stessa piacevole sensazione di “casa” che si provava girando per i villaggi di Fable.

Resonance: A Plague Tale Legacy | Il fascino dell’oscurità medievale

Si tratta del titolo più recente all’interno di questa lista ed è anche uno di quelli che ho più apprezzato nel corso del 2026 – come ho anche raccontato nella recensione. Ritengo Resonance: A Plague Tale Legacy uno dei titoli migliori per affacciarsi a Fable prevalentemente per motivazioni legate alle atmosfere.

L’ambientazione cupa che sembra essere molto più marcata in questo nuovo capitolo di Fable si avvicina molto all’estetica dark medievale del titolo di Asobo. Pur essendo un’avventura lineare a narrazione guidata, Resonance cattura quell’estetica europea medievale intrisa di superstizione, oscurità e mistero che costituisce l’altra faccia della medaglia di Albion.

Fable - immagine 1 dell'editoriale

Immortals Fenyx Rising | Quando il fantasy non si prende troppo sul serio

Uno degli elementi in assoluto più difficili da replicare nel genere RPG è quell’umorismo scanzonato, leggero e a tratti grottesco che ha decretato la fortuna di Fable all’inizio degli anni 2000. Immortals Fenyx Rising raccoglie a piene mani proprio quest’eredità stilistica, catapultandoci in un’avventura d’azione coloratissima, ritmata e costellata di puzzle ambientali stimolanti e combattimenti scattanti.

La narrazione, affidata alle costanti frecciate e schermaglie verbali tra Prometeo e Zeus, non si prende mai sul serio e regala continue parentesi comiche. Se quello che cercate prima del 2027 è un titolo per calarvi in un mood fantasy dove l’ironia fa costantemente da padrona, e dove l’esplorazione viene premiata con una progressione del personaggio sempre accessibile e gratificante, la creatura di Ubisoft è una scelta che mi sento di consigliarvi a occhi chiusi.

Dragon Age: Inquisition | Il peso della leadership e la gestione del potere

Nel terzo capitolo della saga di Lionhead abbiamo provato sulla nostra pelle cosa significasse compiere quel passo epocale che ci ha portato dal ruolo di semplice avventuriero a quello di vero e proprio sovrano di Albion, mettendoci di fronte a responsabilità etiche, sociali e finanziarie di enorme portata per il destino del regno.

Dragon Age: Inquisition prende esattamente questo concetto di leadership e lo sviluppa con una profondità ruolistica davvero encomiabile. Nei panni dell’Inquisitore non saremo chiamati soltanto a combattere in prima linea, ma ci ritroveremo seduti sul trono a giudicare i prigionieri, gestire la tavola di guerra e stringere alleanze politiche delicate. Ogni sentenza emessa e ogni decisione strategica presa lungo la campagna avrà un impatto diretto sull’equilibrio delle forze in gioco e sulla percezione che i nostri compagni avranno di noi, facendoci riassaporare quel peso morale delle scelte che rendeva così affascinante la gestione del potere in Fable III.

L’Ombra di Mordor | Come la reattività degli NPC crea storie uniche

Una delle caratteristiche che mi ha sempre affascinato di più nella trilogia originale era la reattività dinamica del mondo e degli abitanti alle nostre azioni: comportarsi da eroi senza macchia o da spietati tiranni cambiava radicalmente il modo in cui i villici ci guardavano, pronti ad acclamarci con applausi o a fuggire terrorizzati al nostro solo passaggio.

L’Ombra di Mordor – e il suo seguito L’Ombra della Guerra – portano questo concetto a un livello tecnico straordinario grazie all’ormai celebre Nemesis System. Vedere un capitano orco ritornare dal regno dei morti sfregiato, sentirlo menzionare il nostro precedente scontro o vederlo evolvere in base a come lo abbiamo sconfitto o umiliato, mi ha restituito quella stessa identica sensazione di un mondo vivo, viscerale e dotato di memoria, in cui il gioco non dimentica mai quello che facciamo.

Fable - immagine 2 dell'editoriale

Elden Ring | L’arte di esplorare un mondo sconfinato

Qui ammetto che ci troviamo di fronte a un titolo che si colloca quasi all’estremo opposto per quanto riguarda il livello di difficoltà e il tono narrativo criptico, ma non potevo proprio fare a meno di inserirlo per un fattore chiave: la pura meraviglia dell’esplorazione.

Il capolavoro di FromSoftware rappresenta secondo me la massima espressione moderna del piacere di scoprire l’ignoto all’interno di un contesto fantasy. Quella costante sensazione di superare una collina, scorgere rovine di antiche civiltà o imponenti castelli all’orizzonte, per poi potersi avventurare ovunque senza che una mappa costellata di indicatori invadenti ci dica esattamente cosa fare, richiama in maniera viscerale la stessa fame di scoperta e di avventura che ha sempre animato i nostri primi passi nel mondo di Albion.

The Elder Scrolls V: Skyrim | Dimenticare la quest principale e vivere il mondo

Skyrim rimane ancora oggi il punto di riferimento imprescindibile quando si parla della libertà di “vivere” all’interno di un universo fantasy alternativo. Che vogliate ignorare completamente la profezia del Sangue di Drago per dedicarvi alla compravendita di immobili nelle varie stive, diventare maestri artigiani, esplorare dungeon dimenticati o semplicemente girovagare di taverna in taverna ascoltando i bardi locali, il titolo di Bethesda offre quel livello di libertà sandbox totale che chiunque abbia amato Fable non può non apprezzare.

È il gioco perfetto per chi cerca un’esperienza in cui la storia principale è solo uno dei tanti tasselli di una seconda vita virtuale ricca di sfaccettature, avventure secondarie e totale indipendenza ruolistica.

Fable - immagine 3 dell'editoriale

Baldur’s Gate 3 | Causa ed effetto ai massimi livelli storici

La promessa storica di Peter Molyneux e del team di Lionhead è sempre stata quella di farci plasmare l’eroe e l’intero mondo circostante attraverso il peso delle nostre decisioni. Baldur’s Gate 3 prende questo concetto e lo eleva ai massimi livelli mai visti nel medium videoludico moderno.

Ogni singola scelta – dalle azioni più nobili e altruiste fino ai gesti più caotici, spietati o bizzarri – ridisegna in modo organico l’andamento della trama, la sorte dei nostri compagni e la reazione di qualsiasi personaggio incontreremo lungo il cammino. È un titolo che premia l’ingegno e la curiosità del giocatore, offrendo una libertà d’azione viscerale che incarna alla perfezione l’evoluzione moderna del concetto di causa ed effetto tanto caro alla saga di Fable.

The Witcher 3: Wild Hunt | Quando le storie popolari diventano capolavori

Il capolavoro firmato CD Projekt Red condivide con la saga di Fable una fortissima ispirazione al folklore, ai miti e alle leggende popolari europee, trasponendo però questi elementi in una chiave narrativa decisamente più matura, cruda e complessa.

Abbandonando la manichea distinzione tra un “Bene” e un “Male” assoluti, The Witcher 3 ci mette costantemente di fronte a dolorose zone grigie dove persino le migliori intenzioni possono condurre a conseguenze catastrofiche e impreviste. Per chiunque stia cercando un’avventura fantasy caratterizzata da una scrittura eccelsa, da un mondo denso di dettagli da scoprire e da missioni secondarie che ricordano per cura e atmosfera i racconti tradizionali attorno al fuoco, il viaggio di Geralt di Rivia è una tappa praticamente obbligata.

Fable - immagine 4 dell'editoriale

Hogwarts Legacy | L’esperienza visiva e strutturale più vicina ad Albion

In cima a questa mia personale selezione non poteva che esserci Hogwarts Legacy, che ritengo essere ad oggi il candidato ideale per prepararsi al ritorno di Fable. Tra le distese lussureggianti della campagna inglese, le architetture gotico-fiabesche ricche di segreti, l’umorismo pungente e tipicamente britannico degli NPC e un sistema di combattimento incentrato su una magia dinamica e spettacolare, il titolo ambientato nel Wizarding World è in assoluto l’esperienza moderna più vicina alle sensazioni visive, strutturali e di atmosfera che ci hanno fatto innamorare di Albion.

Se volete abituarvi al ritmo, allo stile visivo e al fascino fiabesco che molto probabilmente ritroveremo nel lavoro di Playground Games, questo è senza ombra di dubbio il punto di partenza perfetto.

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L'autore

Sono Cristian Gatti, giornalista pubblicista classe 2001 e laureato in Scienze della Comunicazione. La mia storia con i videogiochi è iniziata sul divano di casa, tra le sfide in famiglia a colpi di titoli sportivi, ed è cresciuta a pane e match competitivi su Call of Duty. Con il tempo ho scoperto che i pixel sanno anche raccontare grandi storie: oggi, oltre alle sfide online, mi lascio catturare da action e GDR capaci di fondere una narrazione profonda a un gameplay che non lascia tregua. Su queste pagine unisco l'approccio giornalistico a tutto ciò che rende unico questo medium.

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