Torniamo a parlare di vicende sgradevoli e complesse legate all’industria videoludica, infatti proprio qualche giorno fa abbiamo riportato la notizia secondo cui lo studio italiano Jyamma Games avrebbe diffidato due creator per una live su Enotria. Oggi parleremo invece di una presunta “denuncia di diffamazione” a una delle inchieste più viste su YouTube Italia: Il caso “GIOVENTÙ RIBELLE” di Karim Musa, in arte Yotobi.
Durante una recente live su Twitch, al minuto 14:00 circa Yotobi ha rivelato di essere stato denunciato per diffamazione proprio a causa del suo celebre video documentario dedicato al caso Gioventù Ribelle. I dettagli legali al momento rimangono pochissimi e sicuramente non sono pubblici, ma la notizia è particolarmente inattesa, essendo il video-documentario ormai risalente a più di due anni fa (6 settembre 2024).
Nel video, Yotobi ripercorreva la genesi, il rilascio e il fallimento del controverso videogioco promosso nel 2011.
Non è sicuramente la prima volta che video-inchieste ricevano avvisi legali. Tuttavia, vedere che a distanza di oltre due anni dalla pubblicazione del documentario (e a ben 15 anni dai fatti originari) possa essere stata mossa un’azione penale desta per forza di cose un discreto interesse da parte di tutti noi appassionati del medium, specie in piattaforme come Reddit.
“Nella sua ultima live (al minuto 14:00) Yotobi ha dichiarato di essere stato denunciato per diffamazione per il suo video su Gioventù Ribelle…”
— Estratto dalla segnalazione della community su Reddit (r/italygames)
Il caso Gioventù Ribelle: cos’era e cosa è successo
Per chi non ne avesse mai sentito parlare (o per chi ne avesse solo un vago ricordo), Gioventù Ribelle fu un progetto presentato nel 2011 come l’iniziativa videoludica ufficiale per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Promosso dal Ministero della Gioventù guidato all’epoca da Giorgia Meloni (sotto il Governo Berlusconi IV), il titolo vedeva coinvolti enti come Ferrovie dello Stato, Rai Trade e Istituto Luce, con la partecipazione di figure di rilievo del panorama come Raul Carbone e Marco Accordi Rickards (AIOMI/Vigamus).

Annunciato come uno sparatutto didattico ambientato nel 1870 durante la Breccia di Porta Pia e pubblicizzato come capace di “rivaleggiare” con i grandi colossi internazionali del calibro di Battlefield o Call of Duty, il titolo si rivelò all’atto pratico un disastro senza precedenti. La demo scaricabile rilasciata il 18 marzo 2011 si rivelò non essere un gioco finito, ma un gioco in forma embrionale basato sul motore Unreal Development Kit di Unreal Tournament 3, pieno di bug, privo di audio d’ambiente personalizzato, con un’intelligenza artificiale inesistente e persino la possibilità di sparare al personaggio di Papa Pio IX.
A fronte di un budget totale stimato fino a 500.000€, emersero indiscrezioni (che Yotobi riporta nel video) su dei forum secondo cui la demo altro non era che la tesi universitaria di 8 studenti dello IED creata in appena due settimane.
Travolto da critiche spietate da parte di utenti e testate, il Ministero ritirò il link al download dal sito ufficiale dopo soli 6 giorni. Il videogioco completo non venne mai pubblicato.
L’Effetto Streisand
Sulla vicenda della presunta denuncia a Yotobi è intervenuta anche la giornalista Charlotte Matteini, che in un video ha analizzato il caso mettendolo in parallelo con la già citata diffida inviata da Jyamma Games.
Charlotte Matteini ha sottolineato come tentare di contenere, rimuovere o penalizzare per vie legali un contenuto critico o documentaristico finisca quasi inevitabilmente per innescare il classico Effetto Streisand: secondo cui il tentativo di soffocare un’informazione finisce per darle una risonanza mediatica esponenzialmente maggiore, riportando a galla vicende che il pubblico aveva quasi dimenticato.
Al momento non ci sono ulteriori dettagli sullo stato dell’eventuale procedimento a carico di Karim Musa. Sta di fatto che la mossa (reale o minacciata che sia) ha già ottenuto l’effetto di riaprire una discussione storica su uno dei capitoli più surreali e strani del videogioco made in Italy, di cui forse si parla troppo poco…
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