Broken Sword: Shadow of the Templars (The Director’s Cut) – Recensione Broken Sword: Il Segreto dei Templari

Come per i libri, anche i videogiochi possono diventare dei classici. La trama intrigante, l’innovazione nel gameplay, grafica e colonna sonora sono elementi essenziali a questo fine. Nel lontano 1996 compare per la prima volta Broken Sword:  Shadow Of The Templars che ben presto sarebbe diventato uno dei titoli più venduti e più amati dal pubblico.


Come nel titolo originale seguiremo le indagini fin nelle fognature di Parigi

 

I fantastici disegni cartoneschi, lo humor onnipresente e delle bellissime musiche, hanno reso questo gioco unico tra i punta e clicca, tanto che sotto richiesta dei fan la serie, originariamente concepita come trilogia, è stata espansa. Ora torna alla luce sulle console Nintendo il primo capitolo ampliato, rivisto e corretto, permettendoci di rivivere una delle migliori avventure grafiche mai create.  

 
Cosa fai in vacanza? L’investigatore!

A sorpresa, all’inizio del gioco, vestiamo i panni di Nico Collard, una giornalista parigina che è stata incaricata di intervistare il magnate dei Media, Pierre Carchon. Con questo lavoro spera finalmente di sfondare e dare una svolta alla sua vita. Sfortunatamente, uno spietato assassino travestito da mimo, irrompe nel palazzo per uccidere Carchon. Nico inizia immediatamente le indagini e i misteri si infittiscono. Queste scene iniziali sono state aggiunte rispetto al gioco originale: il personaggio di Nico viene approfondito, dandogli più peso  e mostrando dei sinistri collegamenti con la storia. Nico riceve una chiamata: qualcuno collegato al delitto vuole incontrarla in un bar per raccontarle cosa sta succedendo. Ecco che torniamo alla scena iniziale del gioco originale  il mitico George Stobbart, avvocato americano in vacanza a Parigi, siede a un tavolo esterno, e un uomo dall’aria misteriosa con una valigetta entra nel bar seguito, poco dopo, da un pagliaccio con una fisarmonica e…Booom! Il bar salta in aria, il pagliaccio è scappato e l’uomo misterioso è morto. Essendo rimasto coinvolto nell’incidente George inizia a indagare, e presto farà la conoscenza di Nico. I due uniscono le loro forze per scoprire chi si cela dietro questi omicidi: viaggeranno per il mondo per ostacolare un’antica cospirazione.

 
Peccato che finisca subito

I preannunciati ampliamenti sono interessanti, riescono a dare più profondità alla storia, ma sfortunatamente sono ristretti solo alle fasi iniziali del gioco. Anche con l’aggiunta di queste nuove scene e di nuovi enigmi da risolvere, la durata di gioco è inferiore alle 10 ore. Si ha la sensazione che queste siano troppo poche: si vorrebbe spendere molto più tempo immersi in questi misteriosi intrighi. Inoltre, una volta completato, difficilmente lo si ricomincerà da capo a meno che passino anni, ma questo è tipico delle avventure grafiche. La sensazione dunque è che per questo wiimake si sarebbe potuto fare qualcosa di più.

I nuovi enigmi che richiedono l’uso del wii-mote sono costruiti in maniera intelligente, anche se in rare occasioni possono risultare un po’ frustranti. In ogni caso il telecomando Wii compie il suo lavoro splendidamente: se puntiamo verso qualcosa di rilievo oltre a cambiare l’icona sullo schermo, il wiimote vibra risparmiandoci ore di ricerca di "hot spot" nascosti in schermate piene di particolari.

 
I nuovi enigmi utilizzano le funzionalità del telecomando wii

 
Adoro i cartoni animati

Uno degli aspetti migliori del gioco è la grafica: lontani dal classico mondo tridimensionale, è stupefacente vivere quest’avventura grafica in ambientazioni altamente dettagliate in stile cartone animato. Sia i filmati che le schermate del gioco rendono unica l’esperienza di intrattenimento, in quanto Broken Sword è e vuole rimanere un gioco che non simula la vita reale, facendoci però sognare di essere degli eroi come i protagonisti.

In questa versione, durante i dialoghi, sono state inserite delle vignette disegnate da Dave Gibbons, che ritraggono le espressioni facciali e i sentimenti dei vari personaggi. Sebbene diverse dal punto di vista stilistico rispetto al resto, queste vignette si instaurano nel complesso in maniera soddisfacente, dando più rilievo a tutti i personaggi, di cui ora potremo conoscere le facce.
Broken Sound

I migliori giochi sono sempre accompagnati dalla musica migliore e Broken Sword non fa eccezione. Le musiche e gli effetti sonori sono varie e mai ripetitive. Le fasi più importanti del gioco vengono sottolineate dallo stesso motivo musicale che lega così l’avventura in maniera ineccepibile.  

Il doppiaggio italiano, che non era presente nella versione originale, è ottimo: conserva perfettamente lo spirito del gioco. L’unico problema audio è la coesistenza del parlato e degli effetti di sottofondo: se, per esempio, siamo al mercato in Siria e iniziamo una conversazione, tutti gli effetti secondari scompaiono; un peccato per l’altrimenti impeccabile sonoro.  

 
Nuove vignette  ci mostreranno le espressioni dei personaggi durante i dialoghi

 
Conclusioni

La nuova versione di Broken Sword, riporta alla luce una storia avvincente, piena di puzzle intelligenti e di umorismo, dando l’occasione ai fan di riviverla e ai nuovi giocatori di assaggiare vecchi sapori. Certamente il gioco nel complesso risulta ottimo, ma questo solo perchè era ottimo il gioco originale. In fin dei conti questo remake, sebbene ampliato e rivisto, aggiunge troppo poco rispetto alle aspettative di un grande fan della serie.

Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

  • Solateria – Recensione

    Solateria – Recensione

    Negli ultimi anni il genere metroidvania è diventato uno dei più affollati del panorama, indipendente e non. Nuovi progetti continuano a emergere con regolarità, spesso cercando di distinguersi in un campo ormai dominato da titoli molto amati dal pubblico. In questo contesto arriva Solateria, gioco che non prova a reinventare completamente la formula, ma che…

  • Death Howl – Recensione

    Death Howl – Recensione

    Di strutture narrative che elaborano – pun intended – il lutto e le sue varie forme e conseguenze, ne ho incontrate molte, ma se c’è un abbinamento che confesso di non aver mai mentalmente fatto, nemmeno nei miei sogni più lisergici, è quello fra un gioco sul lutto… e i tattici a turni. Death Howl varca…

  • Devil Jam – Recensione

    Devil Jam – Recensione

    Sono poche le software house italiane che riescono a farsi un nome in questo medium chiamato videogiochi. Mi vengono in mente i ragazzi di Milestone con il recente Screamer (qui la nostra recensione del folle anime-racing), oppure Kunos Simulazioni con la serie Assetto Corsa; ma probabilmente quello che ha dato un boost non indifferente al…

  • Project Songbird – Recensione

    Project Songbird – Recensione

    Negli ultimi mesi ho parlato spesso di horror su questo sito, affrontandone varie sfaccettature. Dall’horror psicologico di Silent Hill f, a quello folkloristico di Fatal Frame II Remake fino al superficiale horror “ti faccio boo molto forte nelle orecchie” di Order 13. Trovo quindi poetico parlare oggi di Project Songbird, un altro approccio al genere,…

  • Docked – Recensione

    Docked – Recensione

    “Nessuno può davvero voler giocare un gioco che simula un lavoro, no?” Poi Powerwash Simulator di FuturLab fa 17 milioni di giocatori, e si apre il vaso di Pandora. Sicuramente il simulativo di FuturLab non è stato il primo nel suo genere, ma è forse quello che più di altri è riuscito a infrangere la…

Lascia un commento