Dragon Age: Origins – Awakening – Recensione Dragon Age: Origins – Awakening

Il Risveglio

I numerosi (sette in totale) DLC di Dragon Age si sono sempre posti il compito di allungare l’esperienza di gioco: alcuni annacquandola in modo pretestuoso, altri offrendo effettivamente dei contenuti interessanti ed utili al giocatore, oltre che del nuovo equipaggiamento. Impossibile tuttavia annoverare il presente Awakening tra i precedentemente citati contenuti scaricabili: che cosa è successo in seguito al termine dell’avventura principale? Che fine hanno fatto i personaggi incontrati dopo che l’eroico gruppo si è sciolto? Awakening si propone di rispondere a queste domande attraverso una campagna di circa quindici ore di gioco, in grado d’offrire proprio come in Origins molteplici sviluppi narrativi dipendenti dalle azioni del giocatore e cercando di aggiungere un pizzico di varietà al già buon carnet d’opzioni offerte dal titolo di riferimento. Ecco dunque che una volta selezionato il proprio personaggio (creabile da zero ed immediatamente di diciottesimo livello o importabile dal salvataggio originale) si verrà catapultati nell’Arlea di Amaranthine: la nuova patria dei Custodi Grigi all’interno di Ferelden è posta sotto feroce assedio da gruppi di Prole Oscura e, malgrado il Flagello sia ufficialmente terminato con la morte dell’Arcidemone, questi sembrano più organizzati che mai. Il nostro compito, in qualità di Comandante dei Custodi, sarà quello di destreggiarci tra le varie quest della storyline principale, affrontando dunque dungeon e numerosi scontri, ma anche d’improvvisarci tutori della legge e risolutori di dispute più o meno legali all’interno della Contea.

Innovazione o Evoluzione?

Il più grande pregio di Awakening è sicuramente quello di cercare di proporre al giocatore navigato di Origins delle variazioni significative all’interno di una formula ben rodata, il tutto attraverso poche ma sostanziali migliorie: difatti, come già preannunciato, in questa avventura non saremo chiamati solamente ad un indiscriminato massacro di Prole Oscura e bestie varie ed alla gestione dei nostri soli affari personali, ma dovremo cercare di gestire al meglio un’intera Arlea; ciò si traduce in specifiche sequenze adibite ad udienze con nobili e paesani impegnati in dispute riguardanti terreni o presunti furti, e le scelte fattibili si dimostrano in grado d’influenzare in modo convincente la nostra reputazione. Dispiace però il fatto che la nuova fortezza di fatto prenda il posto del caro vecchio accampamento, quello che in Origins era meta stabile al termine di ognuna delle principali missioni ed in cui si poteva approfondire il rapporto con i vari membri del gruppo: a tal proposito è bene anticipare che solo alcuni di essi faranno la loro comparsa in Awakening, principalmente come cammei fatta eccezione per il nano Oghren. 

 


Ecco Anders: il nuovo mago è sicuramente una delle aggiunte più riuscite di Awakening

 

Dunque Awakening rappresenta sia una continuazione delle vicende narrate nel capitolo originale che un nuovo inizio, uno in cui la vecchia compagnia d’eroi si è definitivamente sciolta per lasciar spazio a delle new entries in questo caso, purtroppo, poco approfondite: non è difatti più possibile intraprendere con loro delle conversazioni a risposta multipla in ogni momento, così come accadeva in Origins, tranne che in particolari occasioni e con specifici livelli d’apprezzamento; se da un lato ciò è giustificato dalla durata complessiva degli eventi narrati, dall’altro lascia un po’ l’amaro in bocca proprio perché una delle peculiarità meglio sviluppate del titolo originale riguardava proprio l’interazione con i propri compagni.

Sul campo di battaglia i cambiamenti sono minimi ma importanti: il sistema di combattimento ritorna pressoché invariato, tranne che per l’aggiunta di circa una settantina di nuove abilità, tutte ottimamente differenziate ed utili, in grado di rivelarsi sorprendentemente soddisfacenti all’utilizzo e di aggiungere un pizzico di tattica in più ad un sistema che per certi aspetti potrebbe aver lasciato i puristi infastiditi da un’impronta spiccatamente action per ritmi e meccaniche. Altra aggiunta di rilievo riguarda l’inventario: sono state aggiunte delle nuove tipologie di pozioni che favoriscono l’impiego di Tank e DD ora più che mai, specie in virtù del loro esiguo vigore non ripristinabile se non tramite magie di recupero.

 


Malgrado la sconfitta dell’Arcidemone la Prole Oscura è più forte che mai

 


Di Nuovo a Casa

Awakening è probabilmente il DLC più corposo mai offerto a memoria videoludica, non solo in termini contenutistici ma anche di prezzo: l’importo da sborsare si aggira difatti attorno ai quaranta euro e si rivela una spesa sicuramente impegnativa per chi non dovesse considerare sufficienti le quindici ore di gioco offerte, malgrado tale cifra sia calcolata solamente sul completamento delle quest principali: è dunque cosa buona e giusta avvisare che malgrado le succitate migliorie l’acquisto del presente DLC, questo è consigliato principalmente ai fan che hanno veramente apprezzato le qualità del gioco Bioware, quelli che vorrebbero veder continuare le loro imprese in un mondo fantasy che più curato e definito non si può e che non vedono l’ora di calarsi nuovamente nei panni dell’eroe di turno. Nota negativa per lo sconclusionato finale: sembra quasi che gli eventi determinanti avvengano uno dietro l’altro invece d’essere sapientemente diluiti come la software house ha da tempo dimostrato d’essere maestra a fare, senza annoiare o tediare grazie a sviluppi lenti ma costanti a livello di caratterizzazione dei personaggi e di evoluzione della storyline.

 


Affrontare un drago a testa bassa non è mai una buona idea

 


Comandante!

In conclusione, è possibile affermare che Bioware è maestra non solo nel creare universi immensi ed affascinanti, ma anche di espanderli in modo sorprendentemente efficace grazie ad aggiunte intelligenti, sviluppi narrativi eccezionalmente variegati e la mole di decisioni che il giocatore può prendere. Tuttavia, risulta difficile consigliare Awakening a chi non avesse amato profondamente Origins: i difetti di quest’ultimo sono ancora presenti e, malgrado evidenti tentativi di limarli, chi ha storto il naso a causa di essi nel capitolo originale non smetterà purtroppo di farlo in questa espansione. Da considerare è poi l’importo richiesto: quaranta euro per un DLC vengono giustificati solo parzialmente dalla buona durata complessiva dell’opera e dal nuovo ventaglio d’opzioni aggiunte, ma una frettolosa gestione degli eventi più importanti inficia onerosamente il verdetto finale. Awakening di dimostrerà manna dal cielo per gli appassionati che non possono assolutamente perdersi questa nuova avventura, ma chi non dovesse rientrare in questa fascia d’utenza è avvisato.

Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

  • Summerhouse – Recensione (PS5)

    Summerhouse – Recensione (PS5)

    Quand’è l’ultima volta che, giocando, ti sei esplicitamente sentita/o “bene”? In Summerhouse, in quel momento, non stavo vincendo nulla, non stavo sbloccando un trofeo, non stavo completando un obiettivo. Stavo solo spostando un condizionatore di qualche blocco in alto e decidendo se così mi sembrava… boh, meglio. Summerhouse funziona esattamente in quel modo, e il…

  • DAMON and BABY – Recensione

    DAMON and BABY – Recensione

    Arc System Work decide, con DAMON and BABY, di prendere le distanze, quantomeno temporaneamente, dall’universo del picchiaduro, proponendo un action adventure decisamente particolare, costruito attorno al dualismo tra il protagonista e la bambina che porta in spalla, a cui aggiunge quel pizzico di arte e stile nipponico che contribuisce a elevare l’intera esperienza. Il gioco…

  • inKONBINI – Recensione

    inKONBINI – Recensione

    Sui “giochi lavoro” ci sarebbero da scrivere migliaia di parole: dal successo dei Powerwash Simulator ai titoli che invece si prendono un po’ gioco del concetto di gioco-lavoro, a quelli che invece abbracciano il genere senza ironie e con una buona profondità meccanica (Docked), i simulatori si sono accaparrati una grossa fetta della community di…

  • Mixtape – Recensione

    Mixtape – Recensione

    C’è qualcosa di profondamente viscerale nel rumore di una cassetta che si inserisce nel mangianastri: un clic che non è solo meccanico, ma l’inizio di un viaggio nel tempo. È proprio su questa frequenza che si sintonizza Mixtape, seconda opera di Beethoven & Dinosaur. Se il nome non vi è nuovo, è perché si tratta…

  • Moto GP 26 – Recensione

    Moto GP 26 – Recensione

    Questa recensione di Moto GP 26 è purtroppo da tenere in considerazione con un grosso asterisco. Per quanto io abbia apprezzato il mio tempo passato con il simulatore di guida di Milestone, purtroppo ho riscontrato un grave bug che mi ha impedito di proseguire la carriera, feature di mio principale interesse considerando anche l’assenza di…

Lascia un commento