call of duty wwii
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Parola di Sledgehammer durante il Comic-Con 2017 di San Diego

Era ormai risaputo che l’atteso Call of Duty: WWII avrebbe compreso l’acclamata modalità Zombie, merito della comunicazione ufficiale in occasione del reveal del gioco lo scorso 26 aprile e soprattutto grazie al recente leak che mostrava una parte di trailer legato a questa millantata modalità.

Una fuoriuscita di notizie che ha infastidito Sledgehammer, sviluppatori di Call of Duty: WWII, i quali, in occasione del Comic-Con 2017 di San Diego, hanno rilasciato il trailer ufficiale di Call of Duty: WWII Nazi Zombies, modalità dedicata ai non-morti, aggiungendo che essa sarà la più terrificante vista nella serie.

Al di là della fusione del male supremo (zombie e nazisti), è interessante notare come Sledgehammer abbia ripreso il fatto storico legato agli esperimenti compiuti dai nazisti (tra i quali configura un certo Dottor Mengele) volti a testare le capacità del corpo umano. Per fortuna non giunsero mai a creare degli zombie, ma partire dalla storia per arrivare poi all’esasperazione (in senso positivo) dona logica a una modalità spesso ritenuta come semplice trash.

L’aspetto ancor più importante è che in questa occasione Sledgehammer punta davvero tanto alla componente horror. Come riporta Michael Condrey “Il numero di volte in cui ve la farete sotto sarà superiore rispetto a quanto vi aspettate”. Michae Condrey ha infatti collaborato per la realizzazione di Dead Space, titolo da cui ha imparato molto. In Call of Duty: WWII Nazi Zombie non ci sarà semplice adrenalina, ma si punterà molto sulla tensione.

Call of Duty WWII

Vi ricordiamo che Call of Duty: WWII sarà disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC dal 3 novembre 2017. E voi cosa ne pensate? Vi piace l’idea di avere una modalità di gioco più curata e che dona varietà al setting della Seconda guerra mondiale?

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L'autore

Cresciuta in era PlayStation, probabilmente a causa dei suoi studi (è laureata in Lettere Moderne e si è specializzata in Storia e Società) le piace analizzare qualsiasi cosa con cui ha a che fare. Datele un videogioco di cui parlare e vi farà un collegamento con la letteratura e soprattutto la storia. Capisce l'importanza culturale del mezzo videoludico, ed è per questo che nel suo piccolo cerca di trattarlo nel mondo accademico. Nel frattempo trova sfogo qui su Gamesource.it.

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