Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin – Provato

Un nuovo sguardo all'action RPG di Team Ninja.

Potenzialmente stratificato, complesso, divertente nel Gameplay. Banale, semplice, poco coinvolgente nei dialoghi. Grezzo e al limite del vetusto nella resa grafica. Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin continua a viaggiare su due binari distinti, paralleli eppure giustapposti. L’action RPG firmato da Team Ninja, edito da Square Enix, è atteso per il 18 marzo 2022 su PC oltre che su console Sony e Microsoft di questa e della passata generazione, un lasso di tempo relativamente ampio per perfezionare i suoi aspetti tecnici, ma certo non per stravolgerne lo scheletro.

Dopotutto il cuore del progetto sembra essere proprio la componente puramente ludica, una mescolanza di Nioh e Final Fantasy. Dopo la prima prova dello scorso giugno, siamo tornati a vestire i panni di Jack, pronti a scovare e a sconfiggere Chaos. Questa seconda Demo, disponibile dal primo al giorno 11 ottobre 2021 su PlayStation 5, conferma quasi in toto le impressioni condivise precedentemente, con una piccola ma maggiore consapevolezza data dai contenuti; la missione aggiuntiva ha infatti restituito sensazioni positive in fatto di gameplay, così come ancora vari interrogativi sulla resa generale Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin.

Stranger of Paradise

Alle origini di Final Fantasy, o quasi

Promossa inizialmente come prequel della primigenia Fantasia Finale, la trama di Stranger of Paradise sembra piuttosto volersi proporre come una libera interpretazione degli eventi antecedenti l’inizio della celebre serie, anche se al momento è impossibile sapere con quali modalità. Il mondo intero è soffocato dall’Oscurità, grande al punto da corrompere anche il potere dei cristalli. Il colpevole, ne sono sicuri gli abitanti e il sovrano di Cornelia, è Chaos, entità di puro male. Eliminarlo dovrebbe estinguere questo abbraccio del terrore, pertanto Jack, Jed e Ash s’imbarcano nella missione di raggiungere il suo santuario per affrontarlo.

Se la prima versione di prova s’interrompeva dopo lo scontro fatidico, la più recente ha permesso di scoprire letteralmente la sua maschera. Dietro il presunto essere maligno si celava infatti la combattente Neon, che ha fatto un patto con l’Oscurità stessa per estirpare il male dalla realtà.

Stranger of Paradise

Avendo perduto la speranza di trovare Chaos, si è infatti convinta che non esista affatto. Ciò l’ha persuasa a stringere un patto che prevedeva di tramutarsi nel nemico tanto ricercato e di farsi uccidere per liberare il popolo da tale giogo. Jack tuttavia non si perde d’animo e rimane fermo nella sua posizione: il loro avversario si nasconde, ma certamente esiste e va sconfitto. Il quartetto di eroi parte insieme alla ricerca di quest’ultimo, mentre nella mente del giocatore veterano e consapevole sussiste un silente, ma pesante pensiero. Il nome del protagonista è Jack Garland, richiamando alla mente il più potente cavaliere di Cornelia e un futuro per lui oscuro. Per quanto le premesse narrative non siano originali né paiano stuzzicare in modo ingegnoso il giocatore, non manca la curiosità di conoscerne gli sviluppi.

Peccato per una stesura dei dialoghi scontata e dozzinale, a tratti quasi triviale in modo straniante.

Stranger of Paradise

Tra conferme cristalline e dubbi impenetrabili

Quando si inizia a combattere, Final Fantasy Origin  sprigiona le sue qualità, forte di un sistema di combattimento vario e divertente da modellare secondo il proprio gusto, almeno dalle prime battute. Si tratta nel generale di un action RPG che pesca alcuni elementi dai souls-like – con la presenza per esempio di checkpoint simili agli iconici falò – distaccandosene però nel complesso. Jack può vantare più stili, dal mago allo spadaccino con doppie lame, o quello con una grande spada.

Per ognuno è possibile costruire un set specifico di costumi, in modo da creare sinergie esplosive. Agli attacchi normali vanno aggiunti, sul versante difensivo, i parry, le parate classiche e quelle con lo scudo spirituale – per cercare di rispedire al mittente i colpi avversari. Riducendo al minimo la loro salute, sarà anche possibile dare sfogo a una violenta presa dai tratti demoniaci per annientarli. Si aggiungano poi i potenziamenti LUX per elevare i danni inferti e un albero delle abilità per ognuna delle classi, componendo un quadro di personalizzazione ipoteticamente vastissimo.

Stranger of Paradise

Se tutti gli ingredienti descritti potranno dirsi ben bilanciati per tutto l’arco dell’avventura, solo la versione finale potrà dircelo. Team Ninja ha già detto di avere raccolto e di stare raccogliendo quanti più commenti possibili dei giocatori per migliorare il titolo. In questo senso, abbiamo notato una maggiore consapevolezza dei comprimari, ora più reattivi, più consci dell’area di sfida e più votati all’attacco. Meno riuscita appare l’IA dei nemici, costituita da una gamma di pattern facilmente leggibili.

In ambito di grafica ed estetica, non possiamo che ribadire i dubbi espressi lo scorso giugno. Proprio il trio (poi quartetto) di eroi non brilla per character design e anzi, appare decisamente sotto tono, così come le ambientazioni, che risultano abbastanza anonime. Anche tecnicamente abbiamo notato dei vistosi inciampi, nello specifico texture poco rifinite e un livello di dettagli scarno. Non si scosta da questa amalgama neppure il level design: la nuova missione caratterizzante la seconda demo è una foresta pregna di magia, colorata eppure palesemente corrotta. Le sue vie, alture, percorsi creati da rami, sono interconnesse eppure mostrano il fianco a una architettura superata delle aree di gioco. Dopo poco più di due ore sul cammino alla ricerca di Chaos, rinfoderiamo le nostre armi e attendiamo speranzosi, in previsione dell’avventura completa di Stranger of Paradise.


Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin farebbe oscillare in maniera vistosa i piatti di una bilancia su cui sarebbero state posizionate le sue carte. Da un lato si trova un gameplay che brilla grazie a un sistema di combattimento composito, profondo, tutto da approfondire a proprio piacimento. Dall’altro pesano enormemente delle sporcizie di level design, di tecnica ed estetica, oltre a un insieme di dialoghi dozzinale e privo di mordente. Aggrappandoci alle promesse fatte dagli sviluppatori coinvolti, confidiamo che questa oscurità di dubbi e timori possa essere assorbita da un lucente cristallo.

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