The Blood of Dawnwalker – Provato per 4 ore
Abbiamo provato per 4 lunghe ore l'attesissimo The Blood of Dawnwalker. Scopriamo insieme il gameplay e la trama dell'RPG vampiresco di Rebel Wolves.
Abbiamo provato in anteprima il nuovo e promettente The Blood of Dawnwalker, primo capitolo di quella che si appresta ad essere una nuova saga epica nel panorama degli RPG a mondo aperto, e gioco di debutto del talentuoso team Rebel Wolves, che ha tra le sue fila alcuni veterani dell’industria che hanno lavorato a capolavori del calibro di The Witcher 3.
Ve lo diciamo fin da subito, il gioco aveva già catturato la nostra attenzione già durante la nostra anteprima alla Gamescom 2025 grazie ad un setting affascinante e alla grande ambizione degli sviluppatori, ma dopo averlo provato con mano siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla grande maturità che abbiamo riscontrato nel prodotto, a ormai poche settimane dal lancio.
The Blood of Dawnwalker Anteprima – Le ambizioni di Rebel Wolves
The Blood of Dawnwalker si configura come un gioco di ruolo a mondo aperto interamente focalizzato sull’esperienza single player, come stabilito fin da subito dagli sviluppatori. Il team ama questo genere di titoli e ha voluto puntare tutto su una campagna ben definita e una storia intensa e ricca di colpi di scena, anche se come vedremo più avanti darà ampio margine di scelta al giocatore.
Il comparto tecnico della gioco sfrutta le potenzialità del moderno Unreal Engine 5, utilizzato per confezionare un mondo di gioco visivamente stupefacente e ricco di dettagli. La nostra sessione di prova si è protratta per ben quattro ore, permettendoci di saggiare a fondo i molteplici strati dell’opera.
Se devo essere sincero inizialmente mi sono chiesto il motivo di una sessione così estesa, ma dopo un’oretta di gioco ho capito che il tempo che ci era stato riservato era in realtà fondamentale per poter approfondire tutti gli aspetti della produzione e familiarizzare con la complessità di una struttura ludica che richiede attenzione e pianificazione.
Abbiamo potuto vivere l’intero prologo della campagna principale, che si concentra come da tradizione sull’introduzione del ricco contesto storico del gioco, dei suoi personaggi e delle dinamiche ludiche di base. In questo frangente sono stato piacevolmente colpito dalla cura per i dettagli storici e dall’ottimo doppiaggio in lingua italiana, che garantisce un livello di immersione totale fin dai primi minuti.
L’intreccio narrativo ha immediatamente catturato la mia attenzione, spingendomi a voler scoprire di più sui personaggi e l’ambiente in cui si trovano, e svelare tutti i segreti di una terra brutalmente colpita dalla peste e dalla guerra.

Un’Europa medievale tra peste e vampiri
Entrando più nel dettaglio della trama del gioco, le vicende di The Blood of Dawnwalker sono ambientate in un’affascinante e oscura Europa del XIV secolo, dove la storia conosciuta cessa completamente di esistere. Approfittando della debolezza dell’umanità, decimata da conflitti interni e dalla peste, i vampiri e le altre leggendarie creature della notte emergono dalle ombre per prendere il comando.
In questo scenario il giocatore veste i panni del giovane Coen, un protagonista tormentato con cui è piuttosto semplice entrare in sintonia. Il ragazzo nelle prime battute dall’avventura viene trasformato suo malgrado nel Dawnwalker, un essere costretto a camminare in eterno sul sottile confine tra il giorno e la notte. Coen si ritrova così a dover gestire poteri sovrannaturali spaventosi e la responsabilità di dover salvare la sua famiglia.
La componente narrativa mostra fin da subito un leggero rimando alle celebri atmosfere dell’epopea videoludica di Geralt di Rivia. Chi ha amato le avventure prodotte da CD Projekt Red riscontrerà infatti alcune gradite assonanze nel tono maturo e nella caratterizzazione dei comprimari di Coen.
Uno dei maggiori punti di forza di The Blood of Dawnwalker dal mio punto di vista è che la trama viene plasmata direttamente dalle azioni del giocatore, che dovrà continuamente decidere se preservare l’umanità o cedere agli impulsi della maledizione vampiresca che scorre dentro di lui.
E non è solo un tema di fare “il buono” o “il cattivo”, perché ogni scelta compiuta, ogni segreto portato alla luce e ogni legame stretto con cittadini o alleati durante il corso dell’avventura modificherà in modo più o meno rilevante l’andamento degli eventi all’interno del gioco.

Una questione di tempo
Un’altra interessante peculiarità a livello ludico di The Blood of Dawnwalker risiede nella gestione del tempo globale di cui dispone Coen per completare la sua missione, che diventa un fattore cruciale e da tenere in seria considerazione subito dopo la conclusione del prologo. La storia impone infatti al protagonista un limite temporale ben stabilito di trenta giorni entro i quali Coen dovrà necessariamente salvare i propri cari.
Questo non significa che allo scadere di questo tempo ogni attività all’interno del gioco cesserà, ma è quello affidato alla missione principale di Coen, che lo spinge a mettersi in viaggio alla caccia dei vampiri che hanno rapito la sua famiglia. In The Blood of Dawnwalker, ogni singola attività intrapresa all’interno del mondo aperto contribuisce a far avanzare inesorabilmente l’orologio della giornata, costringendo il giocatore a una attenta pianificazione.
Lo scorrere del tempo elimina quindi la possibilità di completare ogni singola missione disponibile, obbligando quindi a selezionare con cura cosa fare e cosa lasciarsi alle spalle, chi aiutare e chi invece abbandonare. Questo mondo infatti non attende i comodi del giocatore e anche ogni inazione è in grado di produrre conseguenze tangibili e permanenti sulla storia e sul territorio circostante.
Le missioni secondarie ereditano gli stilemi più classici dei giochi di ruolo tradizionali, richiedendo ad esempio l’eliminazione di bersagli o il ritrovamento di oggetti o persone smarrite. Sebbene quindi la struttura interna delle side quest non faccia gridare al miracolo, il loro inserimento nel mondo di gioco sembra comunque essere stato trattato in modo intelligente.
Queste attività infatti non sono mai fini a sé stesse, sia perché le decisioni prese durante il loro svolgimento possono influenzare direttamente l’evoluzione della trama, che perché permettono al giocatore di avere una chiara comprensione della lore dell’universo di The Blood of Dawnwalker, e di quello che succede al di fuori delle vicende di Coen.
Anche durante il prologo ad esempio sono presenti compiti facoltativi in grado di alterare il corso dell’avventura offrendo sfumature narrative differenti. Il titolo lascia quindi totale carta bianca sul come impiegare le ore della giornata che dividono gli eventi principai dell’avventura, garantendo a ogni giocatore un’esperienza differente e personalizzata.

Il combat system direzionale di The Blood of Dawnwalker
Passiamo infine ad analizzare il sistema di combattimento di The Blood of Dawnwalker, che risulta a sua volta uno dei punti cardine dell’esperienza e poggia le sue fondamenta su un dualismo piuttosto affascinante, che offre due sistemi di gioco differenti. Durante le ore diurne infatti Coen deve fare affidamento principalmente sulle sue doti umane in combattimento, impugnando la spada e sfruttando le sue abilità.
Con l’arrivo della notte invece si fa strada il Dawnwalker, che può scatenare la sua brutale forza vampiresca piegando ad esempio la gravità e attivando poteri e abilità sovrannaturali potentissime. Anche l’esplorazione in terza persona trae beneficio da queste particolari abilità di Coen che rendono le traversate tra foreste, pianure e paludi decisamente più fluide e stimolanti.
È importante sottolineare anche che durante la notte Coen non potrà utilizzare erbe o pozioni per curare le proprie ferite, e dovrà obbligatoriamente bere il sangue di umani o animali unica modalità per poter recuperare punti salute. Questo meccanismo è intelligente perché da una parte varia sensibilmente il gameplay tra il giorno e la notte, dall’altra fa percepire la pesantezza di essere il Dawnwalker.
Il sistema di combattimento di The Blood of Dawnwalker, indipendentemente dall’ora del gioco, adotta inoltre un particolare approccio direzionale, che richiede una buona dose di pratica per essere padroneggiato a dovere. Per eseguire una schivata o una parata infatti non basta premere il tasto dedicato a quella specifica azione, ma occorre indicare la direzione esatta dell’attacco nemico.
Questa meccanica rende i duelli estremamente stimolanti e molto più punitivi, perché basterà ricevere pochi colpi nemici senza alcuna protezione per incappare nell’inevitabile game over. La parata perfetta assume inoltre un’importanza vitale nel flusso degli scontri, garantendo un vantaggio strategico molto importante per spezzare la guardia degli avversari.
Il tasso di sfida è quindi sufficiente alto anche a difficoltà normale, e valorizza la necessità di prepararsi adeguatamente agli scontri raccogliendo risorse e studiando i punti deboli dei nemici.

The Blood of Dawnwalker Anteprima – In attesa delle recensione
In conclusione quindi, la nostra prova approfondita di The Blood of Dawnwalker ci ha lasciati pienamente soddisfatti del lavoro svolto dal team e siamo sinceramente ansiosi di avere presto tra le mani la versione definitiva.
La produzione Rebel Wolves sembra avere tutte la carte in regola per poter dire la sua nel panorama degli RPG a mondo aperto, con una struttura solida, una trama interessante e un diverso approccio e le dinamiche tipiche del genere che possono senza dubbio differenziarlo dai suoi concorrenti.
Vi ricordiamo infine che The Blood of Dawnwalker uscirà su PC, PS5 e Xbox Series X|S il prossimo 3 settembre 2026, e non manca quindi molto per poter vivere l’avventura di Coen alla ricerca della sua famiglia.