Il gioco Batman: Arkham City PC, PlayStation 3, Xbox 360Uscito il 18 Ott 2011
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Tra fumetto e realtà

Basandosi sul sempreverde Unreal Engine, i ragazzi di Rocksteady hanno dato una bella ripulita alla grafica di Arkham Asylum, migliorandola ulteriormente per questo Arkham City. A colpire fin da subito è il colpo d’occhio sulla città: Gotham sembra davvero viva e pulsante, ricca di dettagli ed effetti di luce che stupiscono ad ogni passo. Lo stile grafico si avvicina molto a quello del precedente capitolo, proponendo un perfetto mix tra i tratti caricaturali tipici dei fumetti e l’architettura grottesca di una Gotham City sotto la neve che tanto ricorda i film del mai troppo lodato Tim Burton.

Nemmeno i personaggi, più numerosi e differenti tra loro anche quando si parla dei semplici teppisti di strada, deludono le aspettative: anch’essi nel limbo tra caricatura e realtà, sfoggiano tutti delle buone animazioni e una grande varietà di colori, corporatura e armamentario. Decisamente sopra la media i personaggi principali – villain o vigilantes che siano – i quali strapperanno un sorriso di gioia anche al più critico dei fan di Batman. Su tutti, per quanto riguarda un’altra delle incredibili scene alle quali si può assistere dopo solo due o tre ore di gioco al massimo, citiamo il combattimento contro Solomon Grundy, dove la spettacolarità dei fulmini generati dalla corrente elettrica fa a braccetto con la gestione della fisica delle due palle da demolizione brandite dal boss, dimostrandosi perfettamente in grado di rendere quel senso di pesantezza che manca in molte altre produzioni simili.

A completare il quadro, segnaliamo una colonna sonora di tutto rispetto e in pieno stile Cavaliere Oscuro, accompagnata da un doppiaggio italiano ben fatto – anche se a tratti non perfetto – che annovera tra il cast molte delle voci storiche delle serie a cartoni animati.

Batman: Arkham City - immagine 1 della recensione
Le inquadrature mozzafiato e gli effetti speciali lasciano molte volte a bocca aperta

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Il pipistrello e… la gatta

Una piacevole aggiunta che sarà molto gradita ai fan, in quanto inserita come personaggio giocabile, è Catwoman: attraverso gli occhi della gatta, più agile e letale rispetto al massiccio Uomo Pipistrello, potremo assistere alla narrazione sotto un differente punto di vista, con degli eventi che si intrecciano con la trama principale. Catwoman, inoltre, avrà a disposizione dei propri trofei dell’Enigmista, non facendo mancare nemmeno ai completisti più accaniti la giusta dose di lavoro per risolvere i criptici indovinelli di Edward Nigma.

Batman: Arkham City - immagine 2 della recensione
Avremo di che divertirci anche con la sensuale (e letale) Catwoman

In conclusione

Stealth, azione, una trama avvincente e un’intera città-prigione da esplorare liberamente. Il tutto nei panni di Batman, uno degli storici e più famosi eroi dei fumetti di sempre. I fan dell’Uomo Pipistrello, così come tutti quelli che hanno amato l’Arkham Asylum, non si lascino sfuggire questo titolo per nessun motivo: si tratta di uno dei giochi su Batman più riusciti mai creati, e non stiamo esagerando. Anche chi non ama particolarmente il personaggio, ma è fan del genere, dovrebbe dare ad Arkham City una chance: non riconoscendo la maggior parte dei personaggi e delle ambientazioni proposte il titolo perde un po’ del suo fascino, certo, ma tra la trama principale e la miriade di missioni secondarie – senza contare una più complessa modalità new game + ed alcune sfide da sbloccare una volta finito il gioco per la prima volta – sono comunque in grado di garantire parecchie ore di divertimento. Insomma, evitatelo solamente se proprio non ce la fate a sopportare Batman, perché in qualsiasi altro caso vi perdereste uno dei giochi migliori di questo 2011.

Batman: Arkham City - immagine 3 della recensione 

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L'autore

Svezzato da Intellevision e ZX Spectrum, viene consacrato definitivamente al mondo dei videogames con SNES, Sega Saturn e PsOne e, da allora, non abbandona più questo fantastico mondo. Perchè se il videogioco sia o meno una forma d'arte non è un argomento di disquisizione... è una certezza.

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