Call of Duty: Ghosts – Call of Duty: Ghosts

Black Ops II è stato un capitolo fondamentale della serie di Call of Duty grazie ad una campagna ottima con vari finali alternativi e un multiplayer di qualità, come sempre contornato da Kill Confirmed, Team Deathmatch indiavolati e la divertentissima modalità zombie cooperativa. Quest’anno Infinity Ward ha collaborato con Treyarch mantenendo la promessa di un motore grafico nuovo e un single player ben strutturato. Vediamo se i fan saranno soddisfatti alla resa dei conti.



 
Fantasmi eroi

Elias è un padre premuroso oltre che un eroe di guerra. I ricordi fluiscono veloci nei suoi racconti ai figli, così, in men che non si dica, ci ritroveremo catapultati nel passato per vivere in prima persona la nascita della élite dei Ghosts. Questi si resero protagonisti di una strenua resistenza durante l’invasione nemica, salvando un ospedale civile. Fu un vero e proprio massacro, perciò i soldati sopravvissuti decisero di sparire dalla circolazione, diventando dei veri e propri fantasmi appunto, vendicando i commilitoni caduti in quell’assedio. Da questo tuffo nel passato torniamo nel presente, in cui gli Stati Uniti sono attaccati dalla loro stessa creazione, l’Odin, un satellite-arma spaziale caduto nelle mani della Federazione, una coalizione di stati sudamericani. La nuova guerra mondiale è alle porte. Infinity Ward ci spedisce dieci anni in avanti, quando il continente americano è un teatro di conflitti continui. Vestiremo i panni di Logan e di suo fratello Hesh dei Ghost, saremo in compagnia anche del cane da battaglia Riley. Il nostro compito sarà quello di resistere alle truppe di Rorke e organizzare la resistenza nordamericana, tenendo alto il nome dei Fantasmi. 



Una campagna dalle buone premesse che non si svolge nella maniera desiderata. In fin dei conti dura sulle cinque ore scarse, in questo modo i personaggi non vengono sviluppati a dovere ma rimangono sempre un po’ stereotipati. Molti momenti clou sembrano totalmente riciclati dal passato, quindi avremo un forte senso di deja vu. Scordatevi i bivi e le scelte di Black Ops II. Cosa offre di nuovo questa campagna rispetto a quelle passate? Molto poco a dire il vero, salvo l’utilizzo del cane Riley. Una buona trovata che darà al gioco un’ottima piega stealth. Potremo controllare il segugio a distanza tramite un apparecchio elettronico e impartirgli comandi basilari di movimento e di attacco. Peccato che dopo un inizio sfolgorante, il nostro cane scomparirà del tutto per poi ritornare solo verso la fine. Le nuove ambientazioni sono buone, anche se sparare nello spazio o sott’acqua con la stessa facilità con cui si fa sulla terraferma fa sorridere.

 
Tutti a sparare
 
Lo sappiamo bene tutti ormai: la campagna single player, in un titolo del genere, è un contorno che non guasta, ma certamente non rappresenta il fulcro del prodotto. Il piatto forte è il multiplayer. Possiamo immediatamente affermare che il gameplay di Ghosts è frenetico e rapidissimo come sempre. Quest’anno lo sarà ancora di più. Infinity Ward ha optato per un aumento dei danni durante le sessioni, quindi vi ritroverete a morire sul campo molte volte. Tattica e gioco di squadra saranno sostituiti dal grilletto facile e dalla prontezza di riflessi, soprattutto nelle mappe più piccole e ricche di corridoi, dove gli agguati saranno all’ordine del giorno. Per ovviare a questo problema e soddisfare anche gli amanti degli spazi più aperti, Infinity Ward ha inserito nuove armi, frutto di un ibrido tra fucili da cecchino e d’assalto così da soddisfare proprio tutti, sia coloro che vogliono infliggere parecchi danni alla distanza sia coloro che non vogliono ricaricare in continuazione. Sono implementati dei nuovi movimenti che aiuteranno i giocatori nella frenesia delle sessioni. Potremo entrare in scivolata sparando dopo una corsetta, per sorprendere i vari camper, oppure facendo fuoco durante il superamento di ostacoli, sporgendosi di poco dalle coperture per rimanere protetti. 


 

Le modalità di gioco sono una decina in totale e ritroveremo le classiche Team Deathmatch, Kill Confirmed e Domination, con l’aggiunta di Blitz, dove segneremo punti entrando in determinate aree della mappa, Search and Rescue, in cui dovremo far saltare obiettivi, eliminare nemici e rubare loro le tag per evitare il respawn, Cranked, in cui dopo un’uccisione dovremo compierne un’altra o un assist entro trenta secondi o moriremo e infine Grind, dove ruberemo le tag per portarle in un determinato luogo e nasconderle. Per ultime Infected e Hunted. 
 

Il soldato perfetto
 

Per quanto concerne la personalizzazione delle armi, ci troveremo davanti un mix riuscito tra quella del vecchio Modern Warfare 3 con il Pick Ten di Black Ops II. Potremo sceglierne una primaria, una secondaria e un gadget, ma rinunciando a uno di questi elementi potremo ottenere un perk. Gli slot per contenerli saranno otto. Quelli più efficaci però potranno occuparne fino a cinque. Le ricompense per le killstreak vedranno un nuovo UAV da terra, un pastore tedesco assetato di sangue che ucciderà, fino alla distruzione totale di porzioni intere di mappa, garantite dal controllo del satellite Odin. Per il supporto otterremo corazze juggernaut o cecchini aerotrasportati e con ogni level up ci verranno assegnati dei gettoni fruibili per acquistare nuovi perk. Potremo creare fino a dieci soldati da impiegare nelle varie occasioni, personalizzabili anche per quanto riguarda l’aspetto estetico. Per la prima volta si potranno realizzare anche delle soldatesse. 


 

Estinzione della specie

Un paragrafo a parte merita la modalità Extinction, paragonabile a quanto visto in Zombie di Treyarchiana memoria. Questa è una multiplayer cooperativa, indipendente dalla trama principale. Ci ritroveremo ad affrontare degli alieni, inizialmente con una sola pistola per poi sbloccare altri pezzi del nostro arsenale grazie a quanto compiuto sul campo. Dovremo proteggere dagli attacchi degli extraterrestri e, con una trivella, distruggere i loro nidi. Apparentemente può sembrare un po’ ripetitivo, ma in quattro diverte molto e la difficoltà calibrata in maniera eccelsa vi terrà occupati per parecchie ore. Le aree che ci ritroveremo ad affrontare sono dodici e servirà un grande lavoro di squadra per poterlo fare al meglio. Gli alieni sono avversari parecchio coriacei da sconfiggere, come nel caso dei Rhyno o Scorpion, i quali sputeranno acido a distanza. 


 

Tecnica

Il tanto sbandierato nuovo motore grafico è risultato essere un semplice upgrade di quello precedente. Una vera e propria delusione. Il gioco gira a 60 fps, anche se l’aliasing non è per nulla soddisfacente con scalettature enormi e i colori parecchio scialbi. Anche le animazioni risultano abbastanza innaturali, soprattutto per quanto concerne il fido cane Riley. Buono invece il sonoro, anche se nettamente inferiore rispetto alle incarnazioni precedenti. 



Concludendo

Call of Duty Ghosts doveva sorprendere con fuochi d’artificio sia graficamente che dal punto di vista delle meccaniche di gioco, purtroppo la minestra è sempre quella. Il comparto tecnico è il medesimo degli anni precedenti se non addirittura inferiore, mentre il gameplay è ancora più fastidiosamente frenetico rispetto al passato. Inutile dire che gli appassionati rimarranno soddisfatti grazie anche alla divertente Extinction, ma l’involuzione di Infinity Ward rispetto a quanto svolto da Treyarch l’anno passato è a dir poco lampante.
 
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