Command & Conquer Remastered – Recensione

Recensito su PC

Sono passati 25 anni da quando Westwood Studios inserì il suo nome nella storia del videogioco grazie a titoli quali Dune II e Command & Conquer, rendendo inoltre il genere degli RTS (acronimo di strategici in tempo reale –ndr) di fantascienza e distopici tra i più apprezzati su PC. Electronic Arts ha affidato a Petroglyph e Lemon Sky Studios il lavoro su Command & Conquer Remastered Collection, un doveroso e atteso tributo per i due titoli che hanno dato il via a questo fortunato franchise: ovvero Tiberian Dawn e Red Alert. Certamente, non siamo di fronte a una riscrittura da zero di questi due capisaldi del genere RTS, ma davanti a un’opera di restyling e ammodernamento come fin da subito sottolineano i due filmati introduttivi, realizzati accostandosi allo stile delle cutscenes degli anni Novanta, in cui viene palesato il lavoro fatto per “pompare” i giochi, grazie all’utilizzo di texture e cinematiche con risoluzione fino a 4K, e garantire un audio High Definition ben più consono all’attuale livello tecnologico dei sistemi PC da gaming del 2020.

Dove tutto ebbe inizio

La trama dietro ai due titoli presenti in Command & Conquer Remastered Collection è piuttosto semplice ma nasconde diverse chicche grazie a una serie di protagonisti carismatici e riconoscibili, interpretati da attori reali nelle varie cinematiche, in grado di entrare in breve tempo nell’immaginario collettivo dei giocatori e diventando presto personaggi di culto. Per quanto riguarda Tiberian Dawn la storia si dipana a cavallo tra gli anni Novanta e il Duemila, in uno scenario distopico in cui due fazioni, la Global Defense Initiative (GDI) e la Brotherhood of Nod (NOD), si contendono il controllo della misteriosa fonte di energia chiamata Tiberium dal nome del vicino fiume Tevere (Tiber in inglese, ndr) in cui un meteorite andò a schiantarsi rilasciando questo elemento alieno e radioattivo ma di grande valore energetico.

Come si sa, chi controlla le risorse energetiche controlla il mondo e, partendo da questo semplice assioma, ecco che si sviluppa tutta la narrativa del titolo, con due fazioni in lotta per il predominio. In tutto ciò è facile intravedere vari elementi accostabili alla realtà dell’epoca in cui i titoli vennero rilasciato, pensiamo soprattutto alle Guerre del Golfo e alla lotta per il controllo delle risorse petrolifere del Kuwait. Ma senza andare a divagare troppo nella storia mondiale degli anni ’90, andremo a scoprire nel titolo Westwood tanti elementi di modernità conditi però con una dose di grottesca ironia e humor nero, tratto tipico di molti titolo del franchise.

Command & Conquer Remastered Collection

A seguire, Command & Conquer Remastered Collection ci regala Red Alert, uscito in origine nel 1996, dove andremo a interagire in uno scenario distopico che attinge dall’importante periodo storico della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda. Red Alert comincia con un giovane Albert Einstein che, grazie a una macchina del tempo, torna nel 1924 per eliminare Adolf Hitler ed evitare quindi il massacro del conflitto mondiale. Tuttavia, non essendoci i nazisti a fare da nemico comune tra Unione Sovietica e Occidente, ecco che Stalin e la sua armata rossa vanno a espandersi in Europa Centrale. Qui entra in gioco un’allenza tra Stati Uniti, Gran Bretagna e altri paesi, pronta a fermare l’avanzata di Stalin e del suo vasto esercito. Una volta scelta la propria fazione, e andando avanti nella trama, diventerà palese però che quello che sembra un semplice spin-off della serie racchiude in sé molti elementi che vanno a intersecarsi con la serie madre e il suo Tiberium. I vari Red Alert hanno conquistato una grandissima schiera di fan e sono annoverati tra i titoli più apprezzati del franchise soprattutto grazie al secondo capitolo.

Command & Conquer Remastered Collection

Ready for Hell March?

A livello di impatto visivo, in 25 anni videoludici è cambiato tantissimo, considerando le risoluzioni decisamente esigue per le quali venivano ottimizzati i giochi dell’epoca da cui provengono i due titoli qui analizzati. A tal proposito in questa Command & Conquer Remastered Collection si nota lo stacco netto tra passato e presente grazie all’ottimo lavoro di Petroglyph per ridefinire unità, edifici e scenari ormai eccessivamente datati per entrambi i titoli. Per apprezzare maggiormente l’operazione nostalgia volta al presente, sarà quindi possibile passare in qualsiasi momento, grazie alla pressione della barra spaziatrice, dalla grafica aggiornata a quella retrò e viceversa: una feature molto gradita e che valorizza ancora di più l’impegno speso per rendere giustizia ai due capolavori Westwood Studios. Allo stesso tempo è evidente, seppur con tutti i limiti del caso, il lavoro di pulizia delle cut scenes dell’epoca alle quali vengono integrati dei contenuti extra grazie alla Bonus Gallery – sbloccabili andando avanti nelle varie campagne di gioco – e comprensivi di dietro le quinte e ciak sbagliati.

Command & Conquer Remastered Collection

E il gameplay di questo Command & Conquer Remastered Collection? Lo abbiamo voluto tenere per ultimo perché sulla carta è l’elemento che è stato modificato in maniera più marginale. Premesso che ritroveremo un ammodernamento dell’interfaccia giocatore e dei comandi, grazie alla possibilità di scelta tra layout dei comandi classico o moderno, per il resto rimangono tutti i pro e i contro di un sistema di gioco con ben 25 anni sulle spalle. Di positivo, è subito lampante il fatto che entrambi i titoli risultano godibili e facilmente giocabili ancora oggi, con una curva di apprendimento rapida e una propensione alla difficoltà e alla sfida anche affrontando le varie campagne a livello “normale”. Di conseguenza andremo a padroneggiare facilmente l’ormai collaudata formula, avviata proprio negli anni Novanta con la costruzione e gestione della base, incremento della propria armata ed esplorazione per giungere quindi alla risoluzione della missione (distruzione dei nemici, scorta di un personaggio, missione sotto copertura e così via).

Command & Conquer Remastered Collection

Tuttavia, vi sono alcuni fattori che potrebbero inizialmente far storcere il naso ai giocatori più giovani. In primis l’IA dei due titoli, con nemici poco propositivi e che compiono per lo più movimenti scriptati. Ad essi si affiancano alleati poco attivi, che non sempre andaranno ad esempio ad attaccare automaticamente le unità ostili nelle vicinanze se non grazie a un nostro comando. In secondo luogo, ma forse qui si va a cercare il pelo nell’uovo, manca la possibilità di selezionare un punto di spawn per veicoli e unità in uscita da officine e caserme. Si tratta di piccolezze certo, però è innegabile come si sia raggiunto un certo grado di sviluppo nel gameplay del genere RTS e alcuni giocatori potranno notare la mancanza di determinate funzionalità in Command & Conquer Remastered Collection. Al di là di questo sia Tiberian Dawn che Red Alert sono invecchiati piuttosto bene e si dimostrano titoli longevi, variegati e divertenti.

Command & Conquer Remastered Collection

Ad aumentare la già buona durata del titolo, con le varie campagne disponibili, ci pensano i contenuti aggiuntivi come le missioni bonus uscite nel corso degli anni e in esclusiva su console, un semplice ma efficace map editor e l’attesa modalità multiplayer che andrà a suddividersi in classiche schermaglie e ladder in cui cercare o ospitare partite con amici o altri giocatori da tutto il mondo. C’è bisogno di aggiungere altro? Riteniamo che il piatto offerto da Electronic Arts con Command & Conquer Remastered Collection sia decisamente ricco e appagante, anche in considerazione di un prezzo davvero onesto (19,99 €) per un’offerta che offre due giochi completi e tutta una serie di contenuti extra.

Command & Conquer Remastered Collection

Command & Conquer Remastered Collection rappresenta ciò che dovremmo sempre aspettarci quando parliamo di remaster di titoli storici. Pulizia e ammodernamento di texture e risoluzione, incremento della qualità audio e delle cinematiche dell’epoca, oltre che bonus a non finire. Certamente qualche cutscene ex novo in più non avrebbe guastato, così come avremmo apprezzato un ritocco a IA e a certi comandi di gioco.Tuttavia, grazie a una giocabilità incredibile, a personaggi epici, a una longevità garantita e al prezzo onestissimo, non possiamo che fare un plauso a EA, Petroglyph e Lemon Sky Studios per il lavoro svolto. Sicuramente altri publisher dovrebbero prendere ispirazione da questa operazione e sfruttarne l’esempio, quando andranno ad adeguare con una remaster uno dei loro titoli storici.

8.5

Pro

  • Ottimo restyle in alta definizione di due titoli storici
  • Longevità, varietà e ricchezza di contenuti
  • Prezzo molto interessante

Contro

  • La mancanza di alcune feature moderne si fa sentire
  • IA non adeguata
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