Figment – Recensione Switch

Recensito su Nintendo Switch
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Una delle migliori tendenze nel panorama videoludico moderno è quella di una forte introspezione dedicata ai personaggi, e sempre più sviluppatori dimostrano di dedicare grande cura alla psicologia e la personalità. Ci sono poi autori che vanno oltre e rendono l’introspezione nella mente umana il fulcro stesso di un videogioco, arricchendo l’esperienza ludica di un valore aggiunto considerevole.

Già ci eravamo innamorati di Figment quando lo provammo all’EGX Rezzed 2017, tanto da approfondirne l’ispirazione in un’intervista ai talentuosi ragazzi di Bedtime Digital Games. Nella nostra recensione originale in occasione della sua uscita lo scorso settembre abbiamo potuto confermare il particolare valore di questa gamma indie, che ora giunge finalmente su Nintendo Switch pronta per essere apprezzata davvero da tutti.

L’avventura ha luogo nella mente di un uomo andato in coma a seguito di un incidente stradale. Un uomo semplice, con un lavoro sicuro e una vita ordinaria. Il nostro alter-ego è Dusty, e dell’uomo incarna appunto il coraggio e lo spirito di avventura, e non a caso ci viene presentato come un personaggio brontolone e indolente, che ormai sembra voler passare il resto dei suoi giorni a oziare, rievocando le sue gesta del passato annotate sul suo album. Quando però il prezioso volume viene rubato da uno spaventoso incubo, Dusty si decide a riprendere in mano la sua spada e gettarsi all’inseguimento accompagnato dal piccolo uccello Piper.

Il valore narrativo del gioco non si trova in una storyline ricca di avvenimenti particolari o colpi di scena; e non per una mancanza, ma perché non è quello che si prefigge. La virtù che vi troviamo è più di concetto: partendo dallo stato della mente in cui ci troviamo, attraverso il confronto con i suoi incubi che vi hanno fatto dimora, fino alla redenzione finale, il viaggio metaforico di Figment racconta una lezione per chiunque sia invischiato nei tentacoli del mondo moderno, capace di ingigantire problemi personali quali apatia, senso di inadeguatezza e depressione.

Figment

Generalmente i giochi che si propongono di scavare nei meandri dell’inconscio vengono presentati in toni oscuri, e per i titoli di genere horror questo approccio si presta alla perfezione. Figment però dimostra che è possibile guardarci dentro senza avere paura, offrendoci uno spettacolo eccezionale. Le ambientazioni di gioco sono colorate e pittoresche, e non è tanto per dire dato che sembrano davvero essere uscite dai pennelli di Salvador Dalí e Maurits Escher.

Le diverse zone che attraverseremo nell’avventura riflettono le varie zone della mente; vediamo quindi come la parte creativa è disseminata da strumenti musicali, matite, piante e case costruite in teiere, mentre nella parte logica troviamo rotelle, orologi e altri macchinari peculiari. Figment è eccezionale nel portarci in un vero e proprio dipinto animato dallo stile unico nel suo genere.

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Per riportare la normalità nell’inconscio Dusty dovrà farsi strada con la sua spada di legno attraverso diverse presenze indesiderate. Il sistema di combattimento è estremamente semplice e sicuramente poco preciso (a volte portando un po’ di frustrazione), ma serve appena per affrontare gli sporadici avversari che ci metteranno i bastoni tra le ruote, e che costituiranno dei diversivi tra i molteplici puzzle che dovremo risolvere.

In effetti sono i puzzle a rappresentare la vera sostanza del gioco; intelligenti, diversificati e dalla buona curva di difficoltà, non sono troppo complicati, ma soprattutto nelle fasi finali di gioco richiederanno al massimo la vostra attenzione. Come per molti titoli dal simile ritmo di gioco, la versione per Nintendo Switch di Figment si adatta particolarmente bene alla comoda possibilità di portare con sé il gioco e dedicarvi sessioni anche di pochi minuti.

C’è da dire che per alcuni enigmi del gioco è richiesta più pazienza che reale acume, a volte facendoci camminare avanti e indietro nell’ordine e direzioni giuste per essere risolti. Inoltre, nonostante l’ambientazione permetterebbe di non dover seguire le normali leggi della fisica, i puzzle non sono esattamente rivoluzionari per il genere.

Figment

Persino le boss battle sono una commistione tra combattimento e puzzle, e coinvolgono dinamiche ambientali da sfruttare grazie al nostro di tempismo e capacità di osservazione. Gli scontri contro i boss sono davvero tra i punti più alti del titolo anche grazie alle fantastiche canzoni che (un po’ come dei cattivi Disney) loro stessi intoneranno nel bel mezzo del combattimento.

L’intero sound design a opera di Niels Højgaard Sørensen è eccezionale. Non perché include brani epici dalla maestosità orchestrale, ma perché riescono nel non semplice compito di accompagnare ottimamente un’avventura surrealistica qual è quella di Figment, e lo fa con un uso degli strumenti tanto inusuale quanto magistrale. Persino alcuni puzzle andranno risolti tramite degli strumenti musicali con cui interagire. Anche sul versante del doppiaggio (solo inglese, sottotitolato in italiano) registriamo delle performance davvero ispirate, in cui ogni personaggio si distingue brillantemente per modo di parlare e caratterizzazione emotiva.

Figment


I ragazzi di Bedtime Digital Games hanno fatto un lavoro davvero ammirevole, soprattutto considerando il budget da produzione indie. Figment riesce a essere sia spensierato che profondo, e nasconde un messaggio capace di risuonare al livello personale, soprattutto ai giocatori induriti dalle preoccupazioni quotidiane. Per sua natura se non amate i giochi focalizzati su enigmi che richiedono pazienza e ragionamento potrebbe non essere fatto per voi, mentre se siete in vena di mettervi alla prova con qualche buon puzzle farà al caso vostro. La direzione artistica, sia sul lato visivo che sonoro, dà al gioco un valore aggiunto davvero speciale, che anche da solo meriterebbe la vostra attenzione.

7.7

Pro

  • Stile grafico ispirato, simbolico e magnifico
  • Sound design creativo che impreziosisce e partecipa all'esperienza di gioco
  • Buon messaggio di fondo capace di toccare corde personali

Contro

  • Combattimento blando, e il poco che c'è può essere tedioso
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