Nioh – Recensione

Recensito su PlayStation 4

C’erano una volta i “Souls“, una serie di videogiochi che nel bene e nel male (ma decisamente più nel bene) hanno un po’ rivoluzionato il concetto di Action RPG; il modo di vederli, di crearli e di giocarli, ma sopratutto hanno cambiato ciò che l’utente finale, il videogiocatore, si aspetta e cosa cerca in un gioco del genere.

L’impatto di quella serie è stato talmente forte che probabilmente si potrebbe coniare un genere a parte fatto apposta per distinguere quel tipo di gioco dal classico Action RPG. Bisogna infatti parlare di “tipo di gioco” perché come con tutte le cose che hanno successo, qualcuno vuole seguire la scia e creare il proprio “clone” per fare soldi facili.

Nioh

Quando uscì la prima demo di Nioh, ovviamente i commenti e le accuse non si sono fatte attendere. Tra chi gridava al plagio e chi era sicuro di aver già capito tutto, in pochi si sono soffermati a cercare di capire quanto ci fosse di originale in questo prodotto, che innegabilmente ha delle enormi influenze dal capolavoro di From Software, ma in qualche modo riesce ad andare oltre e sotto certi punti di vista supera anche i “Souls”.

È impossibile affrontare questa recensione considerando Nioh come un gioco qualunque. Le influenze sono talmente evidenti che non fare un confronto con un Dark Souls o Bloodborne sarebbe quasi ipocrita. Per cui utilizzeremo quei giochi come metro di giudizio, giusto per capire di cosa stiamo parlando e per avere una comfort zone a cui fare riferimento, ma non per puntare il dito e dire che uno è meglio dell’altro.

Nioh


Chi, come, dove, quando

Si parlava di cloni, quindi. Eppure la prima cosa che salta all’occhio è il fatto che in Nioh abbiamo una trama ben precisa, una storia, un protagonista, un motivo. Niente trame ermetiche i cui dettagli più intimi troveremo solo leggendo la descrizione della spazzatura. Non solo, ma la trama prende spunto addirittura da una storia vera, che molti di voi avranno anche già visto al cinema nel film “The Last Samurai” con Tom Cruise.

Si tratta comunque di ispirazione libera perché qui il nostro protagonista, William (Geralt di Rivia per gli amici, ndr), troverà sì un Giappone dilaniato dalla guerra, ma non solo. Siamo nel 1600, in un periodo della storia giapponese conosciuto come epoca Sengoku, un’epoca caratterizzata dalla violenza, dalla guerra civile e da conflitti militari. Come se questo non fosse già abbastanza, a rendere le cose anche peggiori ci penseranno gli Yokai: presenze sovrannaturali del folklore giapponese e che rappresentano la vera minaccia.

Durante il suo viaggio, William avrà la possibilità di conoscere vari personaggi, molti dei quali realmente esistiti. Con loro si potrà instaurare un rapporto, aiutarli o combatterli (e uccidendoli, guadagnare il loro equipaggiamento, il che è un bell’incentivo).Ecco quindi che già nel primo aspetto troviamo delle differenze abbastanza evidenti con i Souls.

Sapere dove siamo e per cosa stiamo combattendo toglie certamente parte dell’alone di mistero, ma d’altra parte ci permette di avere una migliore consapevolezza di ciò che ci circonda e del modo in cui interagire con gli NPC.


Hardcore o Try Harder?

Chiunque vi abbia mai detto: “ho trovato X Souls un gioco facile” ha mentito. Questo è un dato di fatto e lo sappiamo tutti. Nioh presenta le stesse identiche difficoltà di tutti i Souls: avversari tosti, Boss imponenti e letali e un attento e sapiente posizionamento dei mob che rende ogni angolo un possibile passo verso l’oblio.

Tuttavia Nioh potrebbe essere anche più difficile da approcciare rispetto ai giochi di From Software, e il motivo non sta in scelte di level design migliori o peggiori né nel bilanciamento di nemici o equipaggiamenti. Tutta la differenza del mondo, in questo caso, la fa il sistema di combattimento.

Nioh

Come siamo ormai abituati, abbiamo a disposizione due tipi di attacchi base: uno veloce che fa poco danno e uno lento ma potente. Come nei Souls, possiamo combinare questi due tipi di attacchi con schivate e movimenti per aumentare le opzioni di attacco a nostra disposizione. Nioh però va molto oltre questo semplice concetto.

Il Team Ninja (gli sviluppatori di questo team avevano precedentemente lavorato a Ninja Gaiden, gioco che quando uscì nel 2004 era considerato tra i più difficili mai usciti per Xbox, ndr.) ha creato un sistema di combattimento che, anche se guardandolo sembrerebbe esattamente uguale a quello di From Software, ne prende le distanze in modo netto grazie alle Stance e alle combo di tasti.

Le stance sono pose di combattimento e sono tre: una alta, una media e una bassa, ognuna delle quali rappresenta un tipo di approccio diverso al combattimento. Con la prima i nostri attacchi saranno più lenti, ma infliggeranno molto danno; mentre l’ultima ci permetterà di essere molto veloci, con una schivata più rapida e precisa e con lunghe catene di attacchi leggeri.

La posa media è un giusto mix delle due cose. Quindi solo con gli attacchi base leggeri e forti e le tre stance, abbiamo un arsenale minimo di ben sei tipi di attacchi diversi adatti a ogni situazione. L’unico neo forse è che lo switch di stance si fa con la combinazione di due tasti (R1 + Triangolo, Quadrato o Cerchio a seconda di quale vogliamo usare) e questo rende il cambio un po’ lento da fare nel mezzo del combattimento, rischiando di scoprirci ad attacchi dei nemici.

Spesso perciò ci siamo trovati a voler scegliere con quale posa affrontare un combattimento prima di iniziarlo e raramente l’abbiamo cambiata prima di finirlo. Questo è un po’ un peccato perché avere avuto la possibilità di cambiare al volo, magari con attacchi combinati o triggerati dal cambio, avrebbe dato un’enorme profondità extra al combat system, che comunque già così è un bel problema da assimilare.

La seconda caratteristica è la combinazione di tasti: un po’ come nei videogiochi action classici, in Nioh sono presenti degli attacchi o delle mosse da fare premendo consecutivamente dei tasti. Queste mosse si sbloccano utilizzando i punti Samurai e variano molto il modo di combattere, permettendoci di eseguire degli attacchi che stordiscono o per atterrare i nemici o ancora per parare o deflettere gli attacchi ricevuti.

Alcune di queste mosse sono utilizzabili solo utilizzando una stance precisa, quindi bisogna scegliere con cura quali sbloccare per non sprecare punti. Fanno parte della categoria di mosse sbloccabili anche gli attacchi a distanza con gli shuriken, ad esempio, o delle magie come quelle per dare delle caratteristiche particolari (poison, paralyze, ecc) alle armi.

Nioh

Infine, a rendere il combattimento ancora più complesso da gestire, c’è la stamina. in Nioh si chiama Ki, e gioca un ruolo fondamentale nell’economia del combattimento. Ogni nostra mossa, attacco, parata o schivata consuma Ki e finendolo rimarremo sfiancati e aperti ad attacchi, ma la cosa peggiore è che un attacco subito senza Ki si tradurrà in un Crit sicuro, con tanto di animazione tipo gli attacchi alle spalle dei Souls.

Ma ci sono buone notizie: il Ki può essere recuperato velocemente premendo R1 al momento giusto dopo una catena di attacchi, effettuando così un Ki Pulse. Quante volte giocando a un Souls vi siete lamentati della stamina infinita di nemici e Boss? La cosa più interessante in Nioh è che anche i nemici hanno il Ki, anche loro lo consumano a vista d’occhio e sopratutto lo hanno anche i Boss.

Tutti questi concetti sono alla base del sistema di combattimento in Nioh, si tratta solo delle nozioni principali. Di fronte a tutte queste informazioni si può restare abbastanza sopraffatti inizialmente e questo rende Nioh per certi versi più complesso e difficile da approcciare di qualunque Souls. La situazione migliora col tempo, quando l’esperienza ci dirà cosa effettivamente ci serve e cosa no.

Alla fine non useremo tutto quello che abbiamo a disposizione, anzi alla lunga il combattimento diventa molto più scorrevole e in questo sta la più grande differenza con i giochi di From Software: se pure in Nioh ci sono tante cose da fare e sapere, il feel finale del combattimento è decisamente più arcade e veloce rispetto a un Souls, che paradossalmente rimane comunque più tecnico.

In quest’ultimo infatti la mancanza di combo e combinazioni rende ogni singolo movimento importante: la scelta del posizionamento, quale tipo di attacco fare, se schivare o parare, sono tutte cose che in Nioh hanno meno importanza, perché ce ne sono altre che hanno più impatto diretto sul combattimento. Si tratta di due sistemi profondamente diversi, entrambi funzionali al proprio gioco e che, a guardarli dall’esterno, sembrano la stessa cosa.

E tutto questo è meraviglioso.

Nioh


Loot. Loot. LOOT.

A quanto pare, Nioh non è poi un clone cosi marcato, perché anche gli equipaggiamenti sono gestiti in maniera molto diversa rispetto ai Souls. Poche cose erano certe nelle nostre avventure a Lordran o a Lothric, ma non gli equipaggiamenti. Loro erano sempre nello stesso posto, in qualunque circostanza, tanto che quando si iniziava un nuovo personaggio si rushava a testa bassa fino a prendere la propria arma preferita.

In Nioh non potremo farlo più, perché è stata fatta una scelta diversa: il loot in stile Hack & Slash. Non solo pezzi di equipaggiamento dropperanno praticamente da qualunque cosa e anche in abbondanza, ma saranno divisi in rarità. Questo, per chi come molti di noi è cresciuto a pane e Diablo, è una notizia grandiosa.

Tuttavia questo sistema ha un punto a suo sfavore: questo tipo di looting ha senso in un Hack & Slash dove quello che bisogna fare è semplicemente uccidere cose e diventare più forti. In giochi come questo però, l’atmosfera, la tensione il mood del momento giocano un ruolo chiave. Il dover perdere diversi minuti a scorrere un menu per ogni pezzo di equipaggiamento e trovare e scegliere il pezzo giusto tra decine, spezza un po’ il flow e fa perdere il ritmo.

Uno dei modi migliori per guadagnare loot di alto livello è quello di evocare e uccidere i Revenant. Come nei Souls ci sono le Bloodstrain, cioè le macchie di sangue per terra che ci mostrano come un giocatore sia morto in un punto particolare, qui ci sono i Revenant. La differenza è che se ne attiviamo uno, evocheremo lo spirito di quel giocatore (come NPC) e lo dovremo affrontare.

Uccidendolo ci dropperà uno o più pezzi del suo equipaggiamento, ma fate attenzione: sono scontri piuttosto difficili.

Nioh


La cura dei dettagli

Non c’è tanto da dire sul comparto tecnico di Nioh. Il lavoro svolto da Team Ninja è di alta qualità: nessun problema di FPS, nessun bug evidente e nessun grave glitch grafico è stato riscontrato durante la stesura di questo articolo. Da evidenziare è l’attenzione nel posizionamento degli oggetti e dei nemici negli scenari: non è mai capitato di morire per colpa di un oggetto che ci ha bloccato (anche perché la maggior parte degli oggetti sono distruttibili) o perché un nemico era in una posizione impossibile da vedere.

Qualche problema invece ce lo ha dato la telecamera, che a volte non segue bene i movimenti del personaggio e rende la visuale piuttosto scomoda, sopratutto quando fra lei e il personaggio si frappone un oggetto come un muro o un palo: continuiamo a vedere tutto, ma in un effetto seppia davvero fastidioso.

Eccellente anche il lavoro di doppiaggio: ogni volta che raccogliamo oggetti da un cadavere o da un santuario, ad esempio, sentiremo come uno spirito che ci parla (in giapponese ma ovviamente sottotitolato) che ci darà un’idea su come quella persona sia morta o a cosa sia dedicato quel santuario.

Sono questi i piccoli dettagli che rendono l’esperienza di gioco completa e che mettono in evidenza con che attenzione gli sviluppatori abbiano curato ogni dettaglio del loro gioco.

Nioh


Per quanto sia facile dire che Nioh è un clone dei Souls, la verità è che questo gioco può benissimo brillare di luce propria. Sono evidenti le ispirazioni, ma un attento e complesso lavoro è stato fatto per dare a questo titolo un’anima propria: Nioh è un Action RPG brutale e senza pietà, pronto a punirti al minimo errore, ma anche a premiarti se ti saprai adattare. 

8

Pro

  • Sistema di combattimento difficile ma challenging
  • Cura dei dettagli
  • Looting System

Contro

  • Telecamera ballerina
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