Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville – Recensione

Recensito su Xbox One X

Ci siamo lasciati alle spalle l’estate per immergerci nei colori più spenti dell’autunno ma a ravvivare la stagione ci pensa PopCap Games con Plants vs. Zombies: La battaglia di Neighborville, nuovo capitolo della decennale lotta tra piante e non morti. Il piccolo tower defense ha fatto molta strada, soprattutto da quando Electronic Arts ha deciso di acquisire il suo studio di sviluppo, trasformandosi in un genere di più ampio respiro come lo sparatutto improntato al multigiocatore. Infatti, così come i predecessori, La Battaglia di Neighborville è un Third Person Shooter/Action principalmente votato al multiplayer online che non si discosta da Plants vs. Zombies: Garden Warfare e, soprattutto, da Garden Warfare 2.

Plants vs. Zombi: La Battaglia di Neighborville - Recensione

Parlare di trama relativamente a La Battaglia di Neighborville è alquanto semplice: la minaccia degli zombi ha ormai intaccato la vasta zona suburbana di Neighbroville e Dave, gustando i suoi amati tacos, ha allestito un quartier generale per organizzare la resistenza tramite le sue fedeli piante contro gli ormai organizzatissimi zombi. Non c’è da aggiungere granché a una trama tanto semplice quanto rodata e che continua la tradizione della serie con tocchi di ironia e demenzialità.

Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville - Recensione

Naturalmente ciò che interessa maggiormente in Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville è la modalità multigiocatore come si evince dalla disposizione dei quartier generali: la Magione di Dave per le piante e Zombotron per gli zombi. Da qui ci muoveremo come un vasto menù di gioco esplorabile dove potremo decidere di personalizzare il nostro personaggio, scelto tra i dieci disponibili per ciascuna fazione, di cui sei new entry, e che si differenziano in tre classi (difesa, supporto e attacco), sarà possibile quindi controllare la bacheca delle sfide, spendere la valuta di gioco per acquistare collezionabili o salire di livello, fare una sortita a Divertilandia e, infine, avventurarci nella modalità free roaming in diverse zone distinte a seconda della fazione o impegnarci partite multigiocatore.

La cosa interessante del quartier generale è che potremo scegliere se essere visibili online, vedendo girovagare vari giocatori (così come avviene ad esempio nei grandi MMORPG) oppure se giocare “offline” con bot. Naturalmente la prima opzione risulta quella più interessante, nell’ottica delle divertenti partite multiplayer che ci aspettano o delle sortite in co-op nelle zone libere.

Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville - Recensione

Prima di analizzare il multiplayer è bene però ricordare la presenza di una sorta di modalità storia nelle zone liberamente esplorabili del Centro Città di Neighborville (piante), Monte Scosceso (piante e zombi) e Bosco Bislacco (zombi). Qui potremo affrontare alcune missioni e sfide in solitaria o co-op, contro l’intelligenza artificiale, utili a sbloccare alcuni accessori per piante e non morti, monete e quant’altro. Inoltre saranno presenti delle boss fight impegnative e divertenti, grazie all’humor demenziale che permea in tutto il titolo, a suggellare la conclusione delle missioni principali. Senza dubbio un buon modo per prendere dimestichezza con le meccaniche di gioco da sparatutto in terza persona e con le abilità delle varie classi e personaggi.

Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville - Recensione

La ciliegina sulla torta di Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville è rappresentato naturalmente dal comparto multigiocatore che va dalle partite online in varie modalità attraverso la dozzina di mappe presenti (sicuramente in espansione con i vari update programmati) fino agli eventi stagionali e a tempo, in grado di regalarci diversi collezionabili e vari accessori\skin per i nostri personaggi. Appena giunti su Plants vs. Zombies? Per chi è alle prime armi, il modo migliore per saggiare il multigiocatore è quello di fare un salto a Divertilandia, un vero e proprio parco dei divertimenti nel quale, tra ruote panoramiche e giostre varie, piante e zombi se le daranno di santa ragione in un deathmatch a squadre pressoché infinito.

Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville - Recensione

Per quanto riguarda il multiplayer vero e proprio, avremo le modalità deathmatch a squadre “Arena di battaglia”(4 vs 4) e “Eliminazione a squadre” (8 vs 8) e infine “Supremazia erbosa” modalità di dominio fino a 24 giocatori in cui una squadra attacca e l’altra difende il proprio territorio. Tornano inoltre le Operazioni Giardino e Tombe, modalità cooperative in cui potremo scegliere se impersonare piante o non morti a protezione del proprio giardino o della propria lapide, in questo caso si tratta di PvE classico.

Un modo originale e divertente per saggiare ulteriori varianti di gioco multiplayer è rappresentato dalla “Modalità Miste” che, come suggerisce il nome, catapulta i giocatori in una serie di partite 8 vs 8 dove a rotazione si alterneranno modalità già viste in Garden Warfare: “Gnomba”, una sorta di search and destroy in cui una squadra dovrà piazzare una bomba gnomo sull’obiettivo di turno mentre l’altra dovrà difendere e disinnescarla se necessario; Suburbination, modalità di dominio in cui saranno presenti delle aree da conquistare e il cui controllo simultaneo garantirà l’accumulo di punti e monete; “Eliminazione confermata” variante di un classico deathmatch a squadre in cui ogni uccisione comporterà il rilascio di una sfera in grado di far accumulare punti alla propria squadra, fino al raggiungimento dell’obiettivo per la vittoria finale.

Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville - Recensione

Come era prevedibile, il titolo presenta un comparto multiplayer variegato e in grado di garantire moltissime ore di gioco, anche grazie agli eventi a tempo, il tutto mosso dall’ottimo Frostbite Engine, utilizzato da PopCap Games anche per Garden Warfare. La sua presenza si vede e si sente: il comparto grafico de La Battaglia di Neighborville è un mix riuscito di colori e definizione che non risente di fastidiosi cali di frame rate anche nelle situazioni più concitate. Stupisce come un motore grafico pensato per sparatutto di tutt’altra risma come Battlefield 1, possa risultare così ben adattabile alle colorate e cartoonesche ambientazioni di Neighborville ma questo è giustificato dalla maturità ormai raggiunta dal team di sviluppo.

Per quanto riguarda invece il comparto sonoro ci attestiamo su livelli canonici per la serie con brani orecchiabili e riconoscibili, effetti sonori di ogni sorta e voci che farfugliano linguaggi incomprensibili. Insomma un melting pot di rumori e sonorità che riescono a creare un’atmosfera unica e familiare tipica della serie Plants vs. Zombies. Indubbiamente una summa di tutto ciò che di buono è stato “raccolto” dai semi piantati da PopCap Games ed Electronic Arts su questa serie.


Plants vs. Zombies: La Battaglia di Neighborville è un titolo riuscito e che continua una formula rodata e affinata dopo la trasformazione della serie con i due Garden Warfare. Una moltitudine di modalità, eventi, personaggi e mappe, garantiranno tantissime ore di gioco in compagnia, sia in locale che multiplayer. Visivamente e sonoramente appagante, il lavoro di PopCap Games ci ha soddisfatto sotto vari punti di vista. Naturalmente una modalità single player più affinata non avrebbe guastato ma è ormai chiaro che Electronic Arts voglia sfruttare questo brand per creare una solida community e avvicinare differenti fasce d’età al multiplayer. La Battaglia di Neighborville non è certamente un titolo per hardcore gamer ma rappresenta un buon intermezzo e un valido intrattenimento multigiocatore.

8

Pro

  • Tantissime modalità multiplayer
  • Possibilità di giocare in co-op, anche locale
  • Comparto grafico al top per la serie

Contro

  • Missioni in solitaria un po' scarne
  • Non adatto agli hardcore gamer
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