Radiant Historia – Recensione Radiant Historia

La software-house Atlus, da un po’ di tempo a questa parte, ci sta riservando delle piacevolissime sorprese. Infatti quest’azienda giapponese si sta imponendo non solo nel paese del Sol Levante, ma anche sul difficile mercato occidentale con titoli del calibro di Demon’s Soul, l’ottimo franchise di Shin Megami Tensei, e fino all’innovativo brand di Trauma Center. Peccato che Atlus sia restia nel localizzare i titoli per i territori europei, come nel caso di questo Radiant Historia che ha visto luce solo in Giappone e in America sul portatile Nintendo.


 
Stocke del regno di Alistel

Il titolo ci vedrà vestire i panni di Stocke, un soldato del regno di Alistel, da sempre in lotta con l’attiguo impero di Granorg. Ci verrà affidata una missione parecchio importante che, purtroppo, naufragherà ben presto e causerà la morte di tutti i nostri commilitoni. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, come si suol dire. Infatti in questa disfatta riusciremo comunque a entrare in possesso del White Chronicle, ossia un libro antichissimo in grado di portarci indietro nel tempo fino al momento di un importante bivio della nostra vita in modo da riformulare una scelta sbagliata. Inutile dire che tutto il gioco è basato proprio su questi viaggi spazio-temporali. Si procederà infatti per tentativi attraverso le linee del tempo per giungere alla realtà perfetta in cui la guerra tra i due stati, la siccità e la morte giungeranno finalmente a conclusione. Potremo in ogni istante intervenire in momenti storici già vissuti, per cambiare il corso degli eventi. Lo script è davvero molto interessante e ben costruito e, nonostante la saltuaria ripetitività di alcuni momenti, non vi annoierete mai, grazie soprattutto alla caratterizzazione capillare dei vari personaggi.


 
Combatti sulla griglia!

Il gioco è un canonico j-rpg, perciò vi ritroverete spesso a esplorare grandi porzioni di territorio così come a combattere in svariati scontri nemici parecchio ostici. Gli ambienti visitabili alternano spazi chiusi come dungeons a luoghi aperti come boschi e radure. Il sistema di combattimento è basato su una griglia di tre per tre che vede i nemici più offensivi attigui al vostro party, mentre al contrario coloro che puntano tutto sulla difesa si trovano più lontani. Avremo la possibilità di controllare la sequenza dei turni a nostra disposizione per organizzare delle combo devastanti con cui infliggere maggiori danni al nemico. Questa pianificazione ci consentirà di vincere gli scontri più duri, poichè solo attraverso la giusta concatenazione di attacchi multipli potremo avere la meglio. Tutto ha un costo però. Qualora infatti invertiate un turno con l’avversario, il vostro personaggio sarà più debole e indifeso. Questo naturalmente per bilanciare gli equilibri in campo  e non consentire attacchi indiscriminati. Il grande senso strategico di Radiant Historia si poggia anche sulla disposizione delle forze sul campo di battaglia. Alternando i turni infatti, potremo posizionarle nella maniera che riteniamo più adeguata per colpire, ad esempio, prima alcuni invece di altri.


 
Konishi-Shinomura

Radiant Historia dà il meglio di sè anche sotto il profilo tecnico. Il gioco è firmato infatti dall’accoppiata Hiroshi Konishi e Yoko Shimomura, che hanno firmato rispettivamente il character design e il comparto sonoro. I personaggi appaiono molto dettagliati e ben costruiti anche durante i combattimenti, e i fondali poligonali tridimensionali sono realizzati in maniera egregia. La colonna sonora è un insieme di sensazioni che spaziano dall’epicità al pathos. L’hardware dell’ormai prossimo alla fine Ds ha dato il meglio di sè per l’ennesima volta.


A 230 nodi

La longevità è un altro punto di forza del titolo grazie alla particolarissima trama caratterizzata dai viaggi nel tempo. Il gioco è infatti formato da circa 230 giunture temporali che costituiscono l’ossatura di tutta l’esperienza ludica. Il titolo quindi, per essere completato nella sua interezza, richiede all’incirca 50 ore di gioco totali. La sensazione di tessere la storia con le proprie mani vi spingerà inoltre a rigiocare il gioco più volte per scoprire dove vi avrebbe portato un tipo di scelta piuttosto che un’altra. Per gli sprinter, nessun timore: premendo il tasto Start potrete skippare senza pietà qualsiasi scena già vista.

Atlus si conferma ancora una volta una grande software-house in grado di stupire e innovare. Radiant Historia è un titolo di lalto livello sotto ogni punto di vista, dal dato meramente tecnico fino alla trama parecchio avvincente. Purtroppo, come già detto a inizio recensione, il titolo è disponibile solo oltreoceano, quindi dovrete procurarvi una copia d’importazione e padroneggiare sufficientemente la lingua d’Albione per via della mancata localizzazione.

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