Tourist Trophy – Recensione Tourist Trophy

Ritorno al passato

E’ trascorso ormai un decennio da quando nel lontano 1998 la Polyphony si impose sul mercato videoludico dei giochi di guida per console, modificando radicalmente la concezione di corse sportive che fino a quel momento stagnava pesantemente verso una prassi tipicamente arcade. Il titolo che fece la fortuna di casa Sony era naturalmente Gran Turismo, che piombò come un fulmine a ciel sereno direttamente nella vecchia PSX, sbarazzandosi in men che non si dica della concorrenza e dettando i nuovi canoni del genere.
Gran Turismo, giunto oramai alla sua quarta apparizione sul monolite nero di casa Sony, rappresenta una realtà iper affermata nel mercato videoludico: ed ecco che i volponi della Poliphony hanno una brillante idea per sfruttare al meglio le proprie esperienze sviluppate nei titoli precedenti e applicarle ad un nuovo capitolo che non mancherà di fare la gioia di tutti gli appassionati delle due ruote. Nasce così Tourist Trophy, una trasposizione su due ruote dell’ormai celebre GT (in effetti la differenza principale tra i due titoli è data dal declassamento da quattro a due ruote, per il resto avremo a che fare con lo stesso motore grafico, le stesse piste e la stessa concezione di gioco).
Ma veniamo a questo Tuorist Trophy, subito avremo la possibilità di rifarci gli occhi con una incredibile presentazione in stile Polyphony, capace di esaltare anche il più freddo dei centauri, e dopo esserci ripresi potremo finalmente scegliere le due modalità di gioco: Arcade e Carriera; nella prima potremo gareggiare velocemente contro un avversario o contro il tempo, avremo la possibilità di partecipare ad una gara contro 3 avversari controllati dalla cpu, oppure giocare una partita a due giocatori nella classica modalità split screen.
Nonostante la modalità di gioco sia molto veloce e priva di qualsiasi pretesa simulativa, potrete comunque settare alcuni parametri, come ad esempio il vostro stile di guida (normale, inclina corpo, inclina moto, motard), il tipo di mescola delle vostre gomme (morbida, media o dura), e naturalmente l’utilizzo del cambio manuale o automatico.
Tuttavia, come ben sanno anche i meno affezionati della serie GT, il cuore pulsante dei titoli Polyphony è sicuramente la modalità carriera, quindi non aspettiamo altro, accendiamo i motori e prepariamoci a piegare come il leggendario Kevin Schwantz tra le curve di Suzuka.

Drivers, start your engines…

Per prima cosa (e come da consuetudine) occorrerà prendere confidenza con il sistema di gioco, non così semplice e immediato come si potrebbe pensare, attraverso le 4 patenti presenti.
A differenza della sua controparte automobilistica, in Tourist Trophy non esistono i crediti e quindi non potrete acquistare le vostre moto o pezzi di ricambio dai vari concessionari, ma è implementata una Modalità Challenge, grazie alla quale potrete vincere tutto il parco moto presente nel gioco, composto da oltre un centinaio di bolidi su due ruote.
Per vincere la moto da voi scelta occorrerà avere già acquisito la relativa patente e dovrete riuscire a sorpassare un avversario che partirà davanti a voi con un’altra moto, se riuscirete a stare davanti al vostro sfidante per almeno 10 secondi, la moto sarà vostra!!
Nel menù principale della carriera avrete inoltre l’occasione di testare la vostra moto grazie ad una prova cronometrata, che vi porterà a perfezionare al limite i vostri settaggi e il vostro stile di guida. Fondamentale sotto questo aspetto è la presenza del Garage, dove troverete tutte le moto vinte nella modalità sfida e dove potrete leggerne tutte le specifiche tecniche.
La parte più importante è sicuramente quella relativa alle impostazioni della vostra dueruote: potrete impostare fino ad un massimo di 3 settaggi per moto, cambiando a vostro piacere le sospensioni, il bilanciamento dei freni, la mescola delle gomme, il tipo di scarico e i rapporti del cambio.
Sempre nel Garage potrete sbizzarrirvi settando il vostro personalissimo stile di guida: inclinazione del corpo, inclinazione della gamba e persino posizione in sella e angolo di inclinazione. L’editor del gioco però è alquanto ristretto, non potrete influire più di tanto sui pezzi di ricambio della vostra moto (in quanto la scelta è molto ristretta), ma potrete modificare alla voce “Tenuta da corsa” la tuta del vostro pilota e il proprio casco, oltre al numero di gara da applicare alla carena.
Una volta pronti potrete finalmente catapultarvi nella modalità eventi, e gareggiare in una delle categorie a cui siete abilitati: gare con un limite di cilindrata (250, 400, 600, 1000, oltre 1000), competizioni 2 o 4 tempi, sfide per moto da strada o da gara, moto d’epoca etc etc.
In totale sono presenti ben 37 piste (per lo più quelle già conosciute in GT4) che si dipanano in ben 21 tipologie differenti di gare, e un parco moto che comprende i marchi Honda, Yamaha, Aprilia, Kawasaki, BMW, Ducati, Suzuki, Triumph, MV Agusta, Buell.
Tre tipi di visuale di gioco vi faranno apprezzare al massimo l’incredibile cura con la quale i ragazzi della Polyphony hanno realizzato la fisica delle moto, e basterà guardare qualche replay per gustarvi il realismo con la quale il peso della moto si sposta bruscamente in fase di staccata.
Per quanto concerne il sistema di controllo va segnalato come sia importante pinzare sui freni in modo diverso dal tipo di curva che dovrete affrontare, con il tasto quadrato infatti azionerete entrambi i freni mentre con R2 solo quello posteriore, e come dovrete imparare ad alzarvi dalla sella in fase di staccata e ad accovacciarvi sulla carena in fase di accelerazione.

Rossi! Rossi (non) c’è!! Rossi (non) c’è!!!

La grafica del gioco è eccelsa, è incredibile come gli sviluppatori di casa Sony siano riusciti a spremere al massimo la vecchia PS2, perfezionando il sistema grafico di GT4 pur senza rinunciare ad una ottimale fluidità. Le moto sono state ricreate alla perfezione e nei minimi dettagli, così come le piste sulle quali sfrecciano i bolidi su due ruote.
Anche il sonoro rappresenta una vera e propria chicca per gli appassionati: il suono di ogni motore è stato infatti campionato e riprodotto fedelmente, così che si possa distinguere il ruggito di una Ducati da quello di una moto nipponica. Le musiche, come ci ha sempre abituato la Sony, sono di ottima fattura, anche se forse in numero leggermente risicato rispetto ai precedenti GT.
Purtroppo però il gioco non è esente da qualche lacuna, specie da un punto di vista della longevità: se infatti da una parte dovrete faticare un minimo prima di riuscire a prendere confidenza con il sistema di controllo, dall’altra, una volta perfezionato il vostro stile di guida, vincerete gara dopo gara senza la minima difficoltà.
La quantità di antagonisti per gara è infatti molto ristretta, e arriva ad un massimo di 3 piloti controllati dal computer, che oltretutto non rappresenteranno nemmeno una sfida così ardua (mancando di aggressività e andando pacificamente per la loro strada), sempre che riusciate a stare in carena e non finiate costantemente in mezzo alla sabbia o tra l’erba.
Nonostante si fregi del titolo di “the real riding simulator”, Tourist Trophy mostra qualche piccola pecca anche da un punto di vista del realismo: accelerando violentemente in uscita di curva infatti non scoderete mai violentemente (come invece accade in GP4 per esempio), ma potrete dare di gas indisturbati senza alcuna paura di essere sbalzati fuori dalla sella.

In breve…

Tourist Trophy è un gioco adatto a tutti gli appassionati di moto, offre infatti una superba esperienza emulativa in grado di fare contento anche chi centauro non lo è mai stato.
Oltre a questo va segnalato come Sony abbia raggiunto il top per quanto concerne l’aspetto grafico del vecchio monolite nero, se oltre a questo aggiungiamo un gameplay che si sposa perfettamente con una fisica accurata, possiamo facilmente capire come questo titolo Polyphony sbaragli facilmente la concorrenza e si collochi al top dei giochi di corsa su due ruote.

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