PaRappa the Rapper – Recensione PaRappa the Rapper

 Parappa the Rapper

Genere: Musicale
Produttore: SCEE
Sviluppatore: SCEE
Distributore: Leader
Formato: PAL
Lingua: Italiano
Giocatori: 1

Recensione a cura di: Giovanni “Johnny” Laurenti

A volte ritornano
Undici anni fa, nel lontano 1996, quando la Playstation dominava il mercato mondiale dei videogames, venne fuori dal nulla uno strano gioco, sviluppato e distribuito dalla Sony per contrastare la monotonia che affliggeva il panorama videoludico del momento. Questo gioco era Parappa The Rapper. Un titolo che girava intorno ad un unico concetto: semplicità.
Una grafica essenziale e coloratissima, un gameplay che più basilare non si può e un ultimo ingrediente: la musica. Ebbene sì, Parappa fu il primo titolo musicale nella lunga e prolifica vita della Playstation, l’unico e vero fondatore di questo genere. E le software house lo avevano capito: chi prima chi dopo, gli sviluppatori di tutto il mondo crearono titoli sulla falsariga di questo, e furono sempre dei successi, tra i più riusciti ricordiamo Space Channel, Singstar o il più recente Guitar Hero. Dato che anche Parappa the Rapper stesso riscosse notevole successo, Sony ci riprovò su Pss2.
Purtroppo fu una totale delusione, le innovazioni erano minime e a parte la storia (nel primo episodio dovevamo conquistare una bella cagnetta di nome Sunny, nel secondo girare per fast-food e ristoranti alla ricerca di un cibo alternativo alle tonnellate di spaghetti vinte alla lotteria) e la grafica le differenze si contavano sulle dita di una mano.
Ma Sony ci riprova, non più su Ps2 ma su PsP, e a rigor di logica la console portatile ha tuti i pressupposti per ospitare un buon lavoro. Ce la farà l’orecchiuto cagnolino a tornare ai fasti di un tempo?

A colpi di rap
In questo episodio, una sorta di continuazione di quello per PsOne, dovremo conquistare la cagnolina Sunny, sottraendola dalle grinfie del cane più ricco della città, Joe Chin. Per fare tutto ciò, sarà nostro compito scontrarci con i vari personaggi, ovviamente rappando come il nostro caro Parappa sa fare.
Avremmo preferito uno sforzo in più da parte di Sony, che invece si è limitata ad un mero remake, se così lo si può definire. Il sistema di gioco è identico a quello visto undici anni or sono: una barra dove passano velocemente i tasti da premere e un istruttore. Bisogna avere prontezza di riflessi per concatenare le varie mosse, pena un calo delle prestazioni, che potrete tenere d’occhio nella barra sulla destra, con dei valori che vanno da cool (eccellente) ad awful(terribile).
L’importante sarà basare le proprio mosse a seconda della canzone: nonostante tutto rimane sempre un musical game, e l’improvvisazione e tempismo saranno fattori chiave per la riuscita dei livelli. Nel corso del gioco incontreremo tanti buffi personaggi, a partire dal protagonista Parappa, un cagnolino dotato di due enormi orecchie, fino ad arrivare a PJ Berri, orsacchiotto DJ triste e sconsolato.
Ovviamente PaRappa The Rapper tende ad attirare soprattutto un pubblico giovanile, diciamo dai 12 anni in giù, per la semplicità e la poca profondità del sistema di gioco. Se cercate un gameplay solido e diversificato, non troverete pane per i vostri denti: manca varietà, c’è sempre quella fastidiosa sensazione di già visto, il gameplay in sé è veramente troppo semplice.
Per finire, la longevità è fra le più basse mai viste in un videogioco: sei stage sono niente, e la possibilità di giocare in multi con altri quattro amici è inutile, se consideriamo il fatto che lo stile di gioco resta invariato e che trovare 3 persone munite di PsP e PaRappa The Rapper sarà molto difficile.

Grafica
Tanto quanto a livello di gameplay, sul piano grafico PaRappa The Rapper delude molto. I fondali 3D dei precedenti episodi sono scomparsi, sembra di trovarsi davanti ad un disegno messo su schermo. Certo, è colorata e stilosa e certe volte può anche far scappare un sorriso per le goffe e strane animazioni dei personaggi, ma in generale non si può dire che sia convincente: quei colori accessi, privi di una qualsiasi illuminazione, deluderanno chi si aspettava un minimo di formosità e compattezza. I filmati sono nel medesimo stile, non c’è accenno alla terza dimensione, che in un gioco come questo non è indispensabile ma comunque gradita, data la tradizione del gioco. Ciò nonostante, col passare delle ore di gioco questa non sarà la nostra solo preoccupazione, ci capiterà di certo di doverci concentrare ancor più sullo stantio gameplay.

Finto rap
Non fatevi ingannare dal titolo: PaRappa The Rapper sarà pure un gioco musicale incentrato sul rap, ma non aspettatevi canzoni di 50 Cent, Eminem o 2 Pac, qui è tutto inventato.
Se amate il rap duro e puro, in stile “gangsta”, avete sbagliato gioco: qui domina la fantasia. Rap orientali, afro, di tutti i tipi possibili e immaginabili. Ad un primo impatto possono sembrare anche vere, ma proseguendo col gioco ne escono di tutti i tipi, poco simpatiche e più infantili che altro, da far storcere il naso ad un vero appassionato del genere made in America. Ovviamente, essendo questo un gioco pensato per i più piccoli, sarebbe stato impossibile costituirlo con musiche del genere, dato che spesso e volentieri hanno un linguaggio troppo colorito, anche se in lingua madre. Tuttavia i pezzi, anche se non eccelsi, sono ben strutturati e bisogna ascoltarli con attenzione per capirne bene il ritmo, essenziale per adottare un buon stile di gioco in tutte le situazioni.

Brevemente
Dopo un glorioso esordio su Ps1 e un pessimo seguito su Ps2, Sony torna alla carica mettendo sul mercato PaRappa The Rapper, questa volta per PsP, ma senza cambiare le meccaniche di gioco.
Rimane sostanzialmente un titolo pensato per un target giovanile, con una grafica 2D colorata quanto basilare, un sistema di gioco a prova di bambino e delle musiche che pur non essendo reali riescono a divertire. Purtroppo il gioco difficilmente attirerà un pubblico più adulto: una longevità troppo bassa, un design troppo infantile e un gameplay troppo scarno difficilmente invoglieranno un gamer ad avventurarsi nelle bidimensionali e (troppo) colorate lande di PaRappa The Rapper, quando ci sono giochi in grado di regalare tutt’altre emozioni, sfruttando appieno le potenzialità dell’hardware PsP.

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