Stranger of Paradise: Gilgamesh, errante dimensionale – Recensione

Recensito su PlayStation 5

Il primo DLC di Stranger of Paradise non ha decisamente dato un buon avvio al season pass del Soulslike di Team Ninja. Gilgamesh, errante dimensionale ha quindi sulle spalle un compito arduo e duplice. Non solo deve giustificare la propria esistenza come contenuto aggiuntivo, ma anche rimettere in buona luce il precedente DLC dedicato a Bahamut. Dopo essermi avventurato nel contenuto di Gilgamesh, errante dimensionale posso dire che l’obiettivo non è stato raggiunto in nessuno dei due campi.

Pur rappresentando un passo in avanti rispetto a Cimenti di Bahamut, questo secondo DLC di Stranger of Paradise né condivide alcuni difetti (per quanto con gravità molto minore) e soprattutto è bloccato dietro alla progressione del precedente contenuto.

Stranger of Paradise Blue Mage

Il più grande problema di Gilgamesh, errante dimensionale è in realtà qualcosa che non dipende dalle aggiunte fatte, ma da ciò che eredita da Cimenti di Bahamut. Il livello necessario per accedervi è 280, il che lo mette al livello delle missioni conclusive del precedente DLC. Questo significa che purtroppo non ha modo di alleviare il tedioso farming del primo contenuto aggiuntivo, anzi, è bloccato proprio dietro a esso. Solo per questo, mi viene complesso consigliare di addentrarsi nel nuovo dungeon procedurale, in quanto non ritengo valga la pena di torturarsi con Cimenti di Bahamut per poi usufruire del Rift dimensionale.

Tolto questo però, come è Gilgamesh, errante dimensionale all’interno di una sua bolla? Meglio di Bahamut, ma comunque lontano dall’essere un DLC degno dell’eritaggio di Team Ninja. Essenzialmente si tratta di una modalità “rogue-lite” nel quale si dovranno affrontare delle piccole challenge create proceduralmente. Queste possono variare da arene con varie ondate di nemici, a piccoli remix di livelli vecchi o a bossfight potenziate.

Stranger of Paradise Blue Mage

Premetto che l’idea in sè, non mi dispiace. Per chi è affine alla serie Nioh, questo contenuto è estremamente reminiscente dell’Abisso presente nel primo titolo della saga. Si tratta di un dungeon molto semplice, molto più affine a una serie di sfide gradualmente più complesse rispetto che a un nuovo livello. Considerato in quest’ottica, Gilgamesh, errante dimensionale è divertente e aggiunge valore a un titolo che ho criticato in passato per essere piuttosto scarno, per quanto molto ben fatto. Detto ciò, ritengo dovesse essere qualcosa di accessibile molto prima. Posto come è ora, cioè accessibile a gioco praticamente platinato, ha poco senso.

Gilgamesh, errante dimensionale è infatti fine a sé stesso. Di base non c’è nulla di male in contenuti aggiunti solo come challenge finali per i giocatori ultra-hardcore…tuttavia Cimenti di Bahamut già copriva (per quanto male) questo bisogno. A mio parere il Rift dimensionale è un’occasione mancata per creare un necessario ponte tra la fine del gioco e il primo DLC. Oltre a ciò la posizione del nuovo dungeon come sfida finale lo rende anche estremamente squilibrato, cosa che ha già affossato la difficoltà BAHAMUT. I nemici sono spugne, combatterli diventa più irritante che difficile. A sua difesa, ho trovato l’equilibrio di Gilgamesh, errante dimensionale meglio calibrato rispetto al primo DLC, tuttavia siamo ancora lontani dal divertimento e l’equilibrio quasi perfetto che dona il gioco Vanilla nella sua modalità difficile.

Stranger of Paradise Blue Mage

Infine bisogna parlare di ciò che c’è di nuovo con questo update. Non è un caso che questo argomento esca solo a fine recensione. Il contenuto effettivamente nuovo si limita essenzialmente a 2 bossfight, 3 se si contano due diverse fasi di Gilgamesh. Queste battaglie sono belle, in particolare il guerriero errante il quale moveset obbliga a imparare molto bene le meccaniche di parry. Sotto questo punto di vista è probabilmente il miglior boss del gioco, ma è purtroppo affossato dal già menzionato scarso equilibrio generale. Con equipaggiamento di 100 livelli e passa superiore a quello consigliato, il danno inflitto è comunque infimo mentre quello preso esagerato.

In altri giochi simili a Stranger of Paradise (cioè principalmente Sekiro: Shadows Die Twice da cui prende più che una piccola ispirazione, ma anche in altri titoli come Thymesia) le bossfight sono progettate per non cadere mai in una ripetitiva danza di due o tre mosse. In genere si punta o a rendere la battaglia veloce oppure a costruirla in modo molto complesso per avere sempre qualcosa di eccitante a schermo. I boss di Stranger of Paradise cadono nella prima categoria e le nuove battaglie non sono un’eccezione. Purtroppo però la barra della vita esagerata toglie loro ritmo e si finisce a parare la stessa combo per minuti e minuti.

Stranger of Paradise Blue Mage

Piccola parentesi per la nuova classe: il Blue Mage. Purtroppo l’implementazione è molto pigra e non fa altro che ampliare (e di poco) una meccanica già presente in gioco. Non capisco perché si sia puntato su questa classe, la cui gimmick è fondamentalmente già in gioco nel gameplay base di Stranger of Paradise.


Gilgamesh, errante dimensionale è un DLC migliore di Cimenti di Bahamut su carta. L’idea di un dungeon procedurale in stile “Abisso” di Nioh mi piace e l’esecuzione, sempre su carta, è sufficiente. Purtroppo però il bilanciamento scarso del contenuto unito al primo DLC reso quasi obbligatorio per accedervi lo affossano. Se a ciò uniamo che, di nuovo, di nuovo c’è poco o niente, abbiamo tra le mani un season pass estremamente deludente.

5.3

Pro

  • L'idea di un dungeon procedurale è buona
  • Le challenge possono essere divertenti
  • Nuove bossfight carine...

Contro

  • ...ma troppo spugnose
  • Equilibrio di gioco assurdo
  • Molto grindoso
  • Nuova Classe deludente
  • Poco contenuto nuovo
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