Imprinted – Provato
Un titolo che fonde videogioco e analog horror per un'esperienza molto interessante
Spesso parlo di come il mondo degli horror sia molto variegato e di come il videogioco mainstream sia legato principalmente a due o tre schemi, dai quali crea tutti i titoli definiti “horror”. Nel mondo dei videogiochi indipendenti, questa limitazione viene meno e si possono trovare esperienze come Imprinted, un gioco che ricorda molto più un analog horror che un videogioco convenzionale.
E questa unione di gusti è molto interessante. L’analog horror nasce come un metodo per permettere ad artisti indipendenti di condividere storie con metodi molto limitati. Allo stesso modo gli indie sono l’unica possibilità per team estremamente ridotti di poter lanciare esperienze videoludiche.
Fondere le due cose è un ottima e le prime ore di Imprinted mostrano una comprensione matura e creativa di entrambi i medium.
Imprinted – Anteprima
Cosa è quindi Imprinted? Essenzialmente è un gioco horror ambientato all’interno di MacOS. Il protagonista è un analista forense, specializzato nel recupero di dati audio nonché nel mixing di file musicali. Inoltre ha una passione per la composizione di musica, sogno artistico che non gli sta portando particolari soddisfazioni.
La storia si sviluppa man mano che riceve delle richieste di ottimizzazione audio o di recupero di dati, ma la narrazione non è diretta. Il gioco è ambientato, come detto prima, all’interno di un sistema operativo palesemente ispirato a MacOS e dalla pagina home si può interagire con diversi dati e applicazioni.

Per esempio è disponibile tutta la lista dei messaggi “Skype” o “Whatsapp” del protagonista, tutte le sue mail, file e foto conservati nell’ultimo periodo e alcuni siti internet da lui visitati. Per limitare la vastità di dati che un vero sistema operativo metterebbe a disposizione, il “MacOs” fasullo crasha durante il prologo e nei due giorni successivi riesce a ripristinare solo una parte dei dati, dando quindi al giocatore dei limiti nelle ricerche che impediscono di perdere troppo di vista l’obiettivo.
Il “gameplay” è quindi essenzialmente diviso in due parti. La prima consiste nel cercare all’interno del computer degli indizi sulla vita del protagonista, sul perché abbia litigato con la sua fidanzata/datrice di lavoro ed eventualmente sul cercare indizi riguardo un misterioso audio studiato da alcuni blog di appassionati di occulto.
La seconda sta invece in una versione molto semplificata di mixaggio audio. si riceveranno file molto danneggiati o mal registrati e bisognerà modificare varie impostazioni per renderli ascoltabili. Proprio tramite il secondo file audio ricevuto comincia a svilupparsi il mistero di Imprinted, riguardo una voce misteriosa di donna all’interno di un file audio danneggiato contenuto in delle cassette trovate disperse nelle montagne italiane.
Chiunque sia fan dei progetti analog horror, o anche solamente delle creepy pasta (considerabili antenate del genere), avrà sicuramente riconosciuto il classico setup dei progetti analog horror. Persona trova cassetta misteriosa in posto sperduto e guardandola viene risucchiato in un mistero al di là della sua comprensione.

Non si tratta di nulla di rivoluzionario su carta, ma è molto interessante vedere questo tipo di narrazione applicata ad un videogioco esistente e interagibile (i videogiochi falsi sono un comunissimo cliché del genere analog horror dopotutto).
Dal poco che è possibile vedere nella demo, dalla durata di un’oretta se spremuta all’osso, le premesse sono interessanti e gli autori capiscono bene l’appeal del medium analog horror. Difatti sono presenti altri elementi caratteristici dei progetti analog horror, come video in fmv di bassa qualità, messaggi criptici da decifrare e un tentativo di fondere realtà e finzione.
Purtroppo però, non ho molto altro da dire su Imprinted. La demo mi è piaciuta, il mistero è intrigante e l’idea di contestualizzare una storia analog horror all’interno di un videogioco con interazione non convenzionale è ottima. Però, la demo è ancora molto corta.
Quindi essenzialmente posso dire solo una cosa. Se siete fan degli analog horror o anche solo degli ARG, probabilmente apprezzerete molto la demo di Imprinted e vi consiglio di giocarla…e di cercare bene tutti gli easter egg. Uno è decisamente delizioso ma non voglio spoilerarlo in alcun modo.

Imprinted Provato di un gioco che sicuramente mi ha molto interessato a giocare il progetto completo, considerando come il gioco dovrebbe durare 14 giorni ma la demo ne copre solamente due, quindi ci sarà molto da scoprire sia sul protagonista, sia sul misterioso audio fantasma ritrovato tra le montagne. Vorrei parlare di più del gioco per comunicare quanto non veda l’ora di vedere altro, tuttavia, il contenuto a disposizione ad ora è troppo poco per permettermi di dilungarmi oltre.