Doom The Dark Ages Revelations – Anteprima

Doom The Dark Ages Revelations si è mostrato in anteprima: ecco cosa sappiamo su lancia, hub e nuovi livelli del DLC dopo il Q&A con gli sviluppatori.

Doom The Dark Ages Revelations

Doom The Dark Ages Revelations si è mostrato per la prima volta davanti durante una sessione di anteprima interamente online, durante la quale ho avuto modo non solo di osservare alcuni minuti di gameplay dell’espansione, ma anche di partecipare a un Q&A con Marty Stratton, produttore esecutivo, e Hugo Martin, game director di id Software.

Era passato poco più di un anno da quando avevo concluso le avventure del Doom Slayer in Doom The Dark Ages, un titolo che, nonostante mi fosse piaciuto moltissimo, aveva comunque diviso il pubblico tra chi ne aveva amato la nuova direzione e chi invece rimpiangeva la verticalità di Doom Eternal e la brutalità più diretta di Doom 2016.

Proprio da questo bivio voglio partire, perché quanto visto e ascoltato durante questa anteprima sembra raccontare un’espansione pensata apposta per riavvicinare chi si era allontanato, senza però rinnegare quello che Dark Ages aveva costruito.

Cos’è Doom The Dark Ages Revelations e quando esce

Partiamo dai fatti, perché prima di entrare nel merito del gameplay è giusto chiarire di cosa stiamo parlando. Hugo Martin ha voluto sottolineare fin dalle prime battute del Q&A che non si tratta di un semplice DLC, bensì di una vera e propria espansione corposa, che durerà tra le 10 e le 12 ore comprendendo anche i contenuti di endgame, anche se lo stesso Martin ha ammesso che alcuni playtester più meticolosi sono arrivati fino a 14 ore di gioco durante la prima run.

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A differenza di quanto accaduto con Doom Eternal, qui non ci sarà una suddivisione in due parti distinte, perché Doom The Dark Ages Revelations rappresenta l’unico capitolo aggiuntivo previsto, almeno per il momento, e arriverà il 7 luglio.

Se Dark Ages aveva spianato letteralmente i percorsi proponendo mappe molto aperte e un combattimento più leggero rispetto al passato, dividendo così chi lo ha adorato da chi invece ha sentito la mancanza di quella diretta brutalità tipica di Doom 2016, questa espansione sembra voler riportare il Doom Slayer su un terreno più familiare a chi ha amato Doom Eternal, senza per questo cancellare l’identità che Dark Ages si era costruita nel corso della sua campagna principale.

La lancia, il nuovo cuore del combattimento

Se c’è un elemento attorno al quale ruota gran parte di questa anteprima di Doom The Dark Ages Revelations, quello è senza dubbio la nuova arma, che durante la sessione mi ha ricordato per impatto la lancia in God of War Ragnarok, capace di aprire un numero sorprendente di possibilità sul piano del gameplay.

Hugo Martin l’ha definita senza mezzi termini il cuore di quasi tutta l’espressione di abilità presente nel DLC, e guardando alcuni minuti di combattimento è facile capire il perché. La stoccata, ad esempio, funziona come un contrattacco efficace contro nemici aggressivi ed elusivi come Agaddon o i Baron, e una volta potenziata permette di stordire l’avversario invece di danneggiarlo, creando così una finestra più ampia per infliggere danno con le altre armi.

Allo stesso modo il lancio della lancia, se mirato alla testa e opportunamente potenziato, genera un effetto a scheggia molto simile a quello dello shredder, capace di colpire con un solo colpo tutti i nemici radunati attorno al bersaglio.

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C’è però un avvertimento importante che Marty Stratton ha voluto ribadire più volte durante il Q&A, ovvero che la nuova arma non si rivela subito nella sua interezza, perché richiede tempo e investimento per mostrare tutta la sua profondità, al punto da chiedere esplicitamente di non affrettare giudizi definitivi su di essa nelle prime ore di gioco.

A rendere ancora più interessante questa progressione è il fatto che le rune della lancia verranno centellinate man mano che si avanza nella storia, esattamente come accadeva con lo scudo nel gioco base, e questo per me è un cambiamento azzeccato, perché in Dark Ages bastava esplorare con un minimo di attenzione per ritrovarsi già a tre quarti del gioco con quasi tutte le abilità al massimo, rendendo gli scontri progressivamente troppo semplici.

Gancio e scudo, l’eredità di Eternal rivista

Restando in tema di strumenti da combattimento, anche il meat hook torna protagonista, ma con diverse sfumature in più rispetto a quanto visto in Doom Eternal.

Agganciarsi a un nemico stordito, ad esempio, ora teletrasporta immediatamente il Doom Slayer verso il bersaglio e genera una potente esplosione ad area nel momento dell’esecuzione, mentre tenendo premuto il tasto una seconda volta è possibile orbitare attorno al nemico agganciato grazie a un sistema di lock-on, una meccanica che si combina perfettamente con alcuni potenziamenti delle armi da fuoco ereditati dal gioco base.

Anche il dash, pur risultando più corto rispetto a quello di Eternal, mantiene la stessa efficacia, perché la direzione dell’input cambia concretamente la traiettoria del movimento, permettendo più quota se spinto verso l’alto oppure più distanza se diretto lateralmente verso un nemico.

Un dettaglio che ho trovato particolarmente intrigante riguarda poi un potenziamento esclusivo dell’endgame, capace di ricaricare il gancio molto più rapidamente e di abilitare così un vero e proprio bunny hopping nello spazio di gioco, pensato apposta per affrontare gli scontri più impegnativi del titolo.

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Accanto al gancio torna naturalmente anche lo scudo danneggiato, perché in Doom The Dark Ages Revelations questo strumento arriva compromesso all’inizio dell’avventura, conservando tutte le abilità di base ma non ancora tutti i potenziamenti, recuperati progressivamente man mano che si avanza nella storia.

Confermato anche il quick-switch tra lancia e scudo, mentre lo studio ha invece scartato l’idea di un cambio rapido tra le armi da fuoco, descritto da Stratton come un’aggiunta che rompeva letteralmente il gioco nei test interni.

Da segnalare infine due bilanciamenti che si applicheranno sia al gioco base sia al DLC, perché sia la Heaven Splitter che la Mazza sono state riviste verso il basso, dato che quest’ultima permetteva di eliminare nemici come i Komodo con appena due colpi, risultando decisamente troppo potente.

Una narrazione che si sente più che si guarda

Sul fronte narrativo di Doom The Dark Ages Revelations, Marty Stratton ha voluto sottolineare fin da subito una scelta precisa, ovvero il ritorno a filmati mostrati direttamente in prima persona, abbandonando quei continui stacchi in terza persona che avevano caratterizzato buona parte del gioco base.

È una decisione che condivido pienamente, perché preferisco quando in un FPS gli eventi accadono davanti agli occhi del protagonista piuttosto che attraverso interruzioni della telecamera, anche se le cutscene in terza persona di Dark Ages, sia chiaro, le avevo comunque apprezzate.

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L’obiettivo dichiarato dal team, del resto, è proprio quello di far sentire la storia più che farla guardare, e questo si traduce in più cinematiche vissute in prima persona rispetto al gioco originale, che era invece scandito più frequentemente da sequenze osservate dall’esterno.

Anche il volto del Doom Slayer, già piuttosto presente in Dark Ages, tornerà protagonista in questa espansione, e durante il Q&A gli sviluppatori lo hanno paragonato a Jason Voorhees, sottolineando come sia fondamentale dosare con grande misura le emozioni di un personaggio del genere per non comprometterne il fascino enigmatico.

Non mancano poi piccoli omaggi alla storia della serie, come il fumetto Rip and Tear visto nell’apertura di Doom 2016, mentre per quanto riguarda il futuro della saga gli sviluppatori sono rimasti volutamente vaghi, parlando di una conclusione capace di offrire catarsi senza però chiudere definitivamente la porta a nuovi capitoli, con diversi rimandi ai codex dedicati alla storia dei Sentinel già visti in Doom Eternal.

L’hub e l’esplorazione senza rete di protezione

Per ragioni legate alla trama il Doom Slayer si ritroverà all’interno di un purgatorio, location che farà anche da hub centrale di questa espansione, ed è qui che, a mio parere, si gioca una delle scommesse più interessanti di Doom The Dark Ages Revelations.

Gli sviluppatori lo hanno descritto come una versione molto più ampia e corposa rispetto a quanto visto in Doom Eternal, paragonandolo addirittura a una sorta di metropolitana nel purgatorio, fatta di porte, chiavi e backtracking in pieno stile Doom 93, con un lavoro di level design firmato da James Rosencrantz e supervisionato da Brandon Sanders che gli sviluppatori stessi considerano tra i migliori mai realizzati dallo studio.

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Una scelta che ho trovato particolarmente azzeccata riguarda poi i segreti non segnalati, perché questa volta non saranno più indicati automaticamente sulla mappa come accadeva in Dark Ages, dove bastava esplorare con un minimo di attenzione per vederli comparire immediatamente nei dintorni.

Gli stessi sviluppatori hanno chiesto esplicitamente di non lamentarsi di una presunta scarsità di segreti, perché in realtà sono numerosi, semplicemente andranno cercati con più impegno, ed è probabilmente anche per questo motivo che, parlando di Doom The Dark Ages, ero riuscito a completarlo al 100% su PC e a sbloccare il platino su PlayStation 5.

Accanto all’hub principale, infine, tornano i livelli classici già intravisti nel trailer, accessibili tramite una vera e propria Master Key che si costruisce completando tutti i livelli base e sconfiggendo i relativi boss, mentre una volta ottenuta la chiave completa si potrà accedere a un boss finale descritto dagli sviluppatori come un autentico mega Hyper Boss.

Endgame, difficoltà e accessibilità

Una volta completata la storia principale, Doom The Dark Ages Revelations non si esaurisce, perché gli sviluppatori hanno inserito un sistema di endgame che, pur non essendo un roguelike, permette di rigiocare sezioni dei livelli da prospettive e percorsi differenti rispetto alla run principale, introducendo nemici e boss inediti pensati apposta per non far sembrare questi contenuti un mero riempitivo.

A questo si aggiunge una valuta dedicata, raccolta esplorando le aree di endgame, utile per sbloccare abilità avanzate della lancia che restano inaccessibili durante la campagna principale, oltre a una zona apposita pensata proprio per questo tipo di progressione, con rune disponibili solo lì.

Sul fronte della difficoltà, viene confermato che l’espansione parte da un livello leggermente superiore rispetto alle fasi finali di Doom The Dark Ages, e personalmente mi aspetto di dover riprendere un minimo di dimestichezza con il gioco prima di trovare il giusto ritmo.

Gli sviluppatori, dal canto loro, hanno consigliato esplicitamente di non alzare gli slider di difficoltà al primo playthrough, perché ai livelli più alti alcuni nemici risultano quasi impossibili da eliminare, un aspetto su cui il team sta ancora lavorando.

Resta comunque confermata tutta la gamma di strumenti di accessibilità che avevano permesso a Doom The Dark Ages di vincere un premio ai The Game Awards, segno che la volontà di rendere l’esperienza fruibile a un pubblico più ampio non viene affatto sacrificata in questa espansione.

Doom The Dark Ages Revelations 6

Da questo primo sguardo esco piacevolmente colpito da Doom The Dark Ages Revelations, perché sembra mettere in discussione proprio quegli equilibri che avevano caratterizzato Doom The Dark Ages, probabilmente nel tentativo di riportare a bordo quella parte di pubblico che si era allontanata dalla direzione presa con la storia principale, provando al tempo stesso a replicare il successo ottenuto da Doom Eternal grazie alla sua verticalità e a un combattimento capace di alternare con naturalezza i piedi per terra e l’aria sopra la testa.

Resta da capire se id Software sia riuscita davvero a fondere lo stile da tank di Dark Ages con l’agilità aerea di Eternal e con lo standard imposto da Doom 2016, oppure se il risultato finale si rivelerà un compromesso meno convincente, ma la curiosità che mi porto a casa da questa anteprima è genuina.

Non vedo l’ora di rimettere mano alla lancia e di ritrovare quella frenesia che solo Doom sa regalare, e tornerò sicuramente a parlarne nel dettaglio non appena Doom The Dark Ages Revelations sarà disponibile, il prossimo 7 luglio.

Vai alla scheda di Doom The Dark Ages
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