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Fire Emblem: Fortune’s Weave è un vero e proprio manifesto politico di Nintendo. E possiamo considerare questo una vera e propria rarità, visto che la politica è sicuramente uno dei campi da gioco meno frequentati dalla casa di Kyoto.
Certo, c’è la saga Xenoblade di Monolith. Ma nel gioco di ruolo a cavallo fra fantasy e steampunk è la visione filosofica più che la politica a farla da padrone. Con Fire Emblem: Fortune’s Weave Nintendo invece non usa mezzi termini: il gioco è una vera e propria riflessione su temi quanto mai attuali come nazionalismo, memoria selettiva del passato, segregazione e diseguaglianze.
Fire Emblem: Fortune’s Weave è uscito su Switch 2 il 17 settembre, e la recensione ha evidenziato come rientri senza dubbio tra i migliori giochi disponibili su Nintendo Switch 2. A differenza della recensione, però, questo articolo contiene spoiler.
Fire Emblem, la tragica epopea di Dagda
Per la particolare configurazione del gioco, l’antagonista principale del gioco è Dagda il Grande, figlio della Dea e sovrano fondatore dell’Impero di Dagda. Il sovrano torna da un lontanissimo passato e i Giochi Eroici, l’evento che muove tutti i fili della trama del gioco, nascono proprio come celebrazione alla sua memoria.
Dagda, come detto, è il figlio della Dea Sothis. Intelligent Systems lo ritrae come un leader tirannico e crudele, guerrafondaio e alla ricerca del potere assoluto. Con le sue divine origini a giustificare, sia ai suoi occhi che a quelli della popolazione, ogni dissolutezza e mira espansionistica.

Se guardiamo ai corsi e ai ricorsi storici, troviamo un chiaro riferimento al “Mandato del Cielo”, l’antichissimo concetto politico sviluppatosi in Cina con il nome di “Tianming” che vuole il sovrano ricevere il diritto di governare direttamente dal Cielo. Sovrano che deve però dimostrarsi degno di questo potere, pena la revoca celeste.
Ma le azioni di Dagda il Grande, sono anche la perfetta applicazione del “Destino Manifesto”, quell’idea socio-politica sviluppatasi negli Stati Uniti che voleva gli americani come popolo scelto da Dio per diffondere gli ideali di democrazia lungo tutto il continente. Un’idea che ha portato poi alla conquista di enormi porzioni di terra, spingendo i confini della nazione fino all’Oceano Pacifico.
Ma non nascondiamoci dietro a un dito: nella visione di Intelligent Systems è facile vedere in Dagda un riferimento a Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti non può vantare origini divine, ma la retorica dell’Uomo scelto da Dio è uno dei leit-motiv dei discorsi presidenziali.
“Dio mi ha risparmiato la vita per una ragione, e la ragione è salvare gli americani e riportare l’America alla grandezza“. È così che Donald Trump ha aperto il suo discorso elettorale a Palm Beach, a luglio del 2024, nella prima uscita pubblica dopo il fallito attentato in Pennsylvania.
Né sfugge il fatto poi che, anche su ordini temporali completamente diversi, sia quella di Dagda che quella di Donald Trump è una storia di ritorni. Ascesa, caduta e ritorno al potere fra le ovazioni del popolo sono temi che legano il personaggio di fantasia a quello reale.
Imperialismo, nazionalismo malato e propaganda
E quello relativo alla popolazione è il secondo pilastro del manifesto politico di Nintendo. È interessante vedere come, nella popolazione dell’Impero, gli echi dei massacri e delle crudeltà perpetrate nella “prima vita” di Dagda siano diventati episodi della loro gloriosa storia.
Guerre, genocidi e altre esecrabili azioni del passato si trasformano in “semplici” tappe di uno sfrenato imperialismo, cioè la volontà di estendere il proprio dominio su altri territori al fine di realizzare un impero. Un’idea distorta nata dal nazionalismo.

Anche in questo caso è semplice cogliere i riferimenti: la propaganda, l’esaltazione di un passato glorioso, la teoria dello spazio vitale (Lebensraum) e la legittimazione data dal ritenersi superiori agli altri hanno rappresentato il carburante che ha alimentato le due guerre mondiali.
Ma anche qui non possiamo nasconderci dietro a un dito: i temi del nazionalismo malato e dell’imperialismo si legano a doppio filo anche a temi di attualità come il conflitto fra Israele e Palestina, quello fra Russia e Ucraina e la sempre più impetuosa crescita di forze politiche che si riconoscono in ideologie di estrema destra.
Genocidi e guerre preventive
A chiudere la panoramica sul manifesto politico di Nintendo c’è poi la tragica storia del Popolo dell’Uovo Bianco. Dagda il Grande si pone infatti come obiettivo lo sterminio completo di questa popolazione, a causa della discendenza di quest’ultimi dagli Agarthani. Un genocidio, giustificato dalla paura di un attacco. Quella che, in termini moderni, chiameremmo guerra preventiva.
Non è difficile nemmeno questa volta cogliere i segnali di Intelligent Systems: una popolazione fiera e forte, decimata da un’invasione militare e costretta a vivere in un piccolo lembo di quella che era la propria terra non può che farci pensare agli Indiani d’America.
Ma ancora una volta non possiamo nasconderci dietro un dito: questa è anche una fra le interpretazioni che si può dare ai conflitti israelo-palestinese e russo-ucraino. E Nintendo sembra avere le idee molto chiare su entrambi i conflitti.











