Beauty and the dogs

Al Festival del Cinema di Cannes il film tunisino Beauty and the Dogs (Aala Kaf Ifrit in originale) di Kaouther Ben Hania è stato tra i più acclamati nella sezione Un Certain Regard, ma solo in queste ore Oscilloscope Laboratories ha diffuso il trailer per la proiezione nelle sale americane il prossimo 23 marzo.
La pellicola si ispira ad una storia vera che ha coinvolto emotivamente tutta la Tunisia, una storia purtroppo come troppe accadono: una ragazza, dopo esser stata ad una festa, viene fermata e violentata da due agenti di polizia. Far prevalere i suoi diritti e far giustizia non sarà facile visto che la “giustizia” è più vicina ai suoi carnefici.

La regista e sceneggiatrice Kaouther Ben Hania con Beauty and the dogs è al suo quarto lungometraggio che, in nove piani sequenza, racconta una storia intensa, di giustizia e denuncia politica, supportata da un’ottima tecnica cinematografica e le ottime interpretazioni di Mariam Al Ferjani e Ghanem Zrelli, i due attori protagonisti.
Nonostante la sua crudezza Beauty and the dogs non rappresenta la violenza sessuale, poiché si schiera dalla parte di quei film che non vogliono in alcun modo dar motivo al pubblico di associare l’erotismo alla violenza. L’impegno politico è assoluto, ma Ben Hania non l’ha definito propriamente un film femminista per evitare che sembri un film di genere e possa esser frainteso.

Non sappiamo se arriverà nelle sale italiane, ma la produzione ha coinvolto Francia, Svezia, Norvegia e Svizzera, quindi c’è una flebile speranza che sia proiettato anche nelle nostre sale.

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L'autore

La mia prima e più grande storia d'amore si chiama Giappone ed è un sentimento tanto complesso che spazia dagli anime agli hosomaki, dallo shintoismo ai samurai, dai seiyuu al j-rock. Quando da adolescente poi vidi il making-off di Kill Bill con Quentin Tarantino che urlava "il sangue è arte!", capii di non aver mai capito niente di Cinema e di essermi nuovamente innamorata. Così Giappone e Cinema sono diventati i responsabili del mio scrivere, dei miei titoli universitari e del mio essere qui.

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