Kingdom Hearts Collection I-III - immagine della recensione
La splendida cover art di Kingdom Hearts Collection I-III.
Il gioco Kingdom Hearts III PC, PlayStation 4, Xbox OneUscito il 25 Gen 2019 7,5
In questo articolo
  1. Kingdom Hearts Collection I-III Recensione - Una lunga serie di riedizioni
  2. Finalmente su Switch 2!
  3. La nascita di un mito
  4. Il motivo delle HD Collection
  5. L'evoluzione continua della saga
  6. Artisticamente immortale
  7. Kingdom Hearts Collection I-III Recensione - Un'operazione pensata per i neofiti

Valutare un prodotto come Kingdom Hearts Collection I-III non è affatto un compito semplice per chi, come me, è un grande appassionato e studioso di questa saga da oltre vent’anni. Avendo seguito le vicende di Sora, Paperino e Pippo fin dal loro debutto su PlayStation 2 mi sono infatti approcciato a Kingdom Hearts Collection I-III con un misto di curiosità e timore.

Questo perché ho giocato e rigiocato ogni capitolo del franchise Disney e Square Enix innumerevoli volte, su tutte le piattaforme in cui questi titoli sono usciti, da quelle originali alle HD remaster uscite nel corso degli anni. Le prima domande che mi sono fatto quando il progetto è stato annunciato sono state: era davvero necessaria l’ennesima collection? Che contenuti aggiunge? E soprattutto: a chi è indirizzata?

Kingdom Hearts Collection I-III Recensione – Una lunga serie di riedizioni

Di fronte ad un pacchetto che sulla carta non mette sul piatto nulla di nuovo e che ripropone i medesimi contenuti già ampiamente disponibili su ogni piattaforma moderna penso infatti che queste domande siano più che lecite. Ho deciso di iniziare con questo lungo preambolo per farvi capire meglio la direzione verso cui proseguirà questa recensione.

Quello che vi ho raccontato infatti costringe a spostare la critica dal valore dei singoli giochi della saga alla vera utilità strategica e commerciale di questa ennesima pubblicazione. L’offerta contenutistica di questa raccolta ripropone in modo speculare quella del pacchetto KINGDOM HEARTS INTEGRUM MASTERPIECE, già disponibile su Steam e sulle altre vetrine digitali da diversi anni.

A onore del vero, la politica di prezzo applicata dal publisher varia a seconda dei titoli già registrati sull’account dell’utente, garantendo ad esempio un costo dimezzato per chi possiede la collezione precedente. Certo, in questo caso probabilmente la proposta di riacquistarli tutti nuovamente non alletterà più di tanto i vecchi giocatori, ma dimostra buon senso da parte di Square Enix per andare incontro ai fan più esigenti.

Detto ciò, per chiudere questa lunga introduzione relativa ai dubbi di questa operazione, quello che fa probabilmente mi ha sorpreso di più di Kingdom Hearts Collection I-III è la scelta di non includere Kingdom Hearts Melody of Memory nel pacchetto, l’unico titolo mancante che lo avrebbe reso la vera edizione definitiva della saga prima dell’arrivo dell’attesissimo quarto capitolo.

Kingdom Hearts Collection I-III - immagine 1 della recensione
Ventus e Topolino contro Vanitas in Kingdom Hearts Birth By Sleep.
Dal canale YouTube di GameSource

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Finalmente su Switch 2!

Ok, in queste prime battute ci sono andato giù abbastanza pesante, evidenziando tutte le principali criticità di questo titolo, che in buona sostanza affliggeranno soprattutto chi ha già vissuto le avventura di Sora e compagni negli ultimi anni. Kingdom Hearts Collection I-III però ha anche alcune frecce buone al suo arco, che quindi pronto a raccontarvi.

Partiamo dalla questione più ovvia, ovvero il fatto che Kingdom Hearts Collection I-III offre una versione nativa di tutti i capitoli della saga sulle console di attuale generazione. Se questo quindi non stravolge sicuramente l’esperienza per chi ha apprezzato le precedenti raccolte su PS4 o Xbox One, per i possessori di Nintendo Switch 2 la differenza risutla invece notevole.

Questo perché Square Enix nel 2022 aveva preso la dubbia decisione di portare l’intera saga di Kingdom Hearts sull’ibrida della casa di Kyoto solamente in formato cloud, rendendo quindi l’esperienza per i giocatori Nintendo inferiore a quella disponibile sulle altre piattaforme. Con Kingdom Hearts Collection I-III invece, tutti i giochi del franchise arrivano in versione nativa su Switch 2, compresi quelli più tecnologicamente avanzati come Kingdom Hearts III.

Se quindi vogliamo trovare una reale motivazione per l’esistenza di questa riedizione, questa risiede sicuramente nella versione sviluppata per Nintendo Switch 2, che rappresenta un upgrade notevole rispetto a quella in streaming disponibile fino a pochi mesi fa.

La nascita di un mito

Prima di procedere oltre con la recensione, facciamo un piccolo passo indietro nel tempo per comprendere un po’ meglio l’impatto di questa saga così singolare negli ultimi due decenni. Nei primi anni duemila l’idea di unire i personaggi iconici dell’animazione Disney con gli eroi dei JRPG di Square Enix sembrava un esperimento stravagante e difficile da concretizzare.

L’intuito di Tetsuya Nomura, regista dell’intera serie, e la maestria narrativa del team di sviluppo sono però riuscite a dare vita a un universo profondo e affascinante. La storia del giovane Sora, strappato dalla serenità delle Isole del Destino per combattere la minaccia degli Heartless con il suo iconico Keyblade ha saputo conquistare milioni di giocatori grazie a un mix perfetto di magia, sentimenti e combattimenti in tempo reale.

L’evoluzione del primo storico capitolo ha gettato le basi per una struttura narrativa articolata che nel corso degli anni si è ramificata in modo vertiginoso e alle volte forse anche un po’ troppo criptico. La lotta tra la Luce e l’Oscurità ha progressivamente coinvolto una moltitudine di personaggi originali, integrando figure complesse come i Nessuno e i Maestri Perduti.

E a ormai un passo da quel Kingdom Hearts 4 che uscirà a fine 2027 e che promette di rispondere a tutte le domande rimaste aperte e aprire così la strada verso la conclusione dell’intera saga, non è poi così strano che Square Enix abbia deciso di riproporre nuovamente l’intera epopea vissuta dai protagonisti fino a questo momento, così che i nuovi giocatori possano mettersi in pari per tempo.

Kingdom Hearts Collection I-III - immagine 2 della recensione
Il primo, meraviglioso, capitolo di Kingdom Hearts, uscito nel 2002.

Il motivo delle HD Collection

Una delle caratteristiche più discusse dell’opera ideata da Square Enix riguarda infatti la scelta di distribuire snodi di trama fondamentali su un numero elevatissimo di titoli (e piattaforme differenti). Nel corso di ventiquattro anni i giocatori hanno dovuto acquistare hardware portatili, console casalinghe e dispositivi mobili per poter seguire ogni singolo sviluppo dell’intreccio narrativo.

Titoli considerati erroneamente secondari si sono rivelati in realtà tasselli imprescindibili per comprendere le motivazioni dei principali antagonisti e la sorte dei vari Custodi del Keyblade. Questa frammentazione in un primo momento ha reso estremamente difficile per il pubblico mantenere un quadro chiaro della storia del gioco, spingendo il publisher a produrre nel tempo diverse raccolte riassuntive destinate a semplificare l’accesso alla storia.

Attraverso le HD Collection gli utenti hanno potuto scoprire gli eventi drammatici di Birth by Sleep, la dimensione dei sogni di Dream Drop Distance e le sequenze cinematografiche tratte dai titoli per smartphone e browser (ahimè, non nelle modalità che avrei sperato). La volontà di Square Enix di offrire un unico punto d’accesso all’intero franchise nasce proprio dall’esigenza di azzerare questa complessità, e Kingdom Hearts Collection I-III non fa eccezione.

Kingdom Hearts Collection I-III contiene tre diverse raccolte, che come già accennato sono già disponibili su tutte le piattaforme. Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 ReMIX contiene ben 4 capitoli giocabili (Kingdom Hearts, Kingdom Hearts Re: Chain of Memories, Kingdom Hearts II, Kingdom Hearts Birth By Sleep) e due riassunti tramite filmati (Kingdom Hearts 358/2 Days, Kingdom Hearts Re: Coded).

Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue contiene invece 2 capitoli giocabili (Kingdom Hearts Dream Drop Distance HD, Kingdom Hearts 0.2 A Fragmentary Passage) e un filmato che racconta l’antica guerra dei Keyblade migliaia di anni prima le avventure di Sora (Kingdom Hearts X Back Cover). Infine, l’ultima raccolta contiene Kingdom Hearts III e il suo DLC Re Mind.

Kingdom Hearts Collection I-III - immagine 3 della recensione
Ecco i titoli che compongono le tre collezioni di Kingdom Hearts. L’unico assente in questa immagine è Melody of Memory, che avrebbe completato la collezione.

L’evoluzione continua della saga

Passando all’analisi tecnica di questa nuova collezione, non mi soffermerò più di tanto sugli aspetti legati al gameplay e alle meccaniche di ogni singolo titolo, che sono già state ampiamente trattate nelle recensioni delle edizioni precedenti, come quella di Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5, Kingdom Hearts HD 2.8 e Kingdom Hearts III.

Kingdom Hearts Collection I-III non aggiunge infatti nulla di nuovo in questo senso, e i titoli storici delle prime due raccolte HD non beneficiano di alcun miglioramento visibile rispetto a quanto già ammirato su PlayStation 4. Solo Kingdom Hearts III (con il suo DLC Re Mind) e in piccolissima parte Kingdom Hearts 0.2, che funge da prologo a terzo capitolo, beneficiano di prestazioni leggermente superiori grazie alla maggiore potenza di PS5.

Sotto il profilo strettamente ludico la serie ha saputo rinnovarsi costantemente senza mai tradire la propria matrice di action JRPG. Il primo capitolo proponeva una struttura più rigida e metodica, che si è evoluta molto con il secondo episodio in cui il sistema di combattimento ha raggiunto vette di spettacolarità davvero straordinarie grazie all’introduzione delle Fusioni, dei comandi di reazione e di una fluidità di movimento mai vista prima.

I capitoli successivi hanno continuato a sperimentare soluzioni e meccaniche inedite per arricchire la formula originale. Il sistema dei Comandi e dei D-Link visto in Birth By Sleep ha introdotto una personalizzazione profonda delle abilità e degli stili di combattimento. Successivamente il Flowmotion di Dream Drop Distance ha rivoluzionato la mobilita sul campo di battaglia, consentendo ai protagonisti di sfruttare gli elementi dell’ambiente.

Con il terzo capitolo numerato tutte queste idee sono confluite in un sistema di gioco estremamente ricco, caratterizzato dalle trasformazioni delle armi e dalle evocative attrazioni provenienti dai Luna Park Disney. E ovviamente non va dimenticato lo strategico sistema di combattimento basato sulle carte da gioco di Chain of Memories.

Artisticamente immortale

Uno dei maggiori pregi del franchise e che a distanza di anni continua a mantenere intatto tutto il suo valore è lo straordinario comparto artistico che caratterizza la produzione. Il lavoro di caratterizzazione visiva svolto da Tetsuya Nomura sui personaggi originali si integra perfettamente alle ambientazioni dei mondi Disney e la cura profusa nella ricreazione delle atmosfere dei lungometraggi animati dimostra un profondo rispetto per il materiale originale.

Accanto al comparto visivo brilla poi la meravigliosa ed immortale colonna sonora orchestrale composta dalla maestra Yoko Shimomura. Le sue composizioni sono diventate pietre miliari del panorama videoludico mondiale e parte integrante della storia del franchise, capaci di sottolineare con maestria sia i momenti di spensierata esplorazione che i passaggi narrativi più drammatici e malinconici.

E non sono solo le tracce dei diversi mondi ad essere rimaste impresse nel cuore degli appassionati, ma anche i temi principali di ogni capitolo interpretati dalla cantante Utada Hikaru, che continuano a suscitare emozioni fortissime a distanza di anni dalla loro prima pubblicazione. Questo patrimonio audiovisivo rappresenta la vera colonna portante dell’intera produzione Disney e Square Enix, e uno dei motivi per cui la serie è così amata.

Kingdom Hearts Collection I-III - immagine 4 della recensione
Kingdom Hearts 3: Sora, Riku, Topolino e gli inseparabili Pippo e Paperino

Kingdom Hearts Collection I-III Recensione – Un’operazione pensata per i neofiti

Arriviamo quindi alle battute finali di questa recensione, cercando di rispondere alle domande che mi ero fatto all’inizio. Per quanto riguarda le ragioni commerciali di questa riedizione, è evidente come il destinatario ideale di Kingdom Hearts Collection I-III non sia il fan storico. La vera motivazione che spinge Square Enix a riproporre l’intero pacchetto è la volontà di intercettare un pubblico nuovo in vista del lancio di Kingdom Hearts 4.

Offrire una libreria unica con tutti i capitoli usciti sul mercato in una versione nativa per le console di attuale generazione permette ai nuovi giocatori di avvicinarsi all’opera senza doversi districare tra versioni obsolete o vecchie console. Questa strategia mira quindi più che altro a consolidare la base di utenti in attesa del nuovo corso narrativo.

A conti fatti però, proprio in funzione della totale mancanza di qualsivoglia nuovo contenuto rispetto alle raccolte precedenti, questa nuova proposta si scontra con una realtà di mercato sicuramente più favorevole per i giocatori più attenti. La possibilità di recuperare le medesime raccolte su console della precedente generazione o durante i periodi di sconti rende infatti il prezzo di questa nuova collezione poco competitivo.

Un giocatore informato può facilmente accedere agli stessi identici giochi spendendo una cifra notevolmente inferiore. Di conseguenza il valore effettivo dell’operazione ne esce fortemente ridimensionato sulle piattaforme fisse, rimanendo l’opzione preferibile solo per i possessori di Nintendo Switch 2. L’impossibilità di trasferire i salvataggi dalle edizioni precedenti costringe inoltre gli acquirenti a ricominciare da zero ogni singola avventura, penalizzando ulteriormente chi voleva riprendere i propri progressi.

Kingdom Hearts Collection I-III - immagine 5 della recensione
Sora in Kingdom Hearts 3D.

In conclusione quindi ci si troviamo di fronte a un’operazione commerciale dal valore fortemente polarizzato a seconda del tipo di utente. I veterani della saga non troveranno alcun motivo valido per effettuare l’acquisto, considerata la totale assenza di contenuti inediti. Per gli utenti Nintendo Switch 2 invece la possibilità di giocare l’intera serie in modalità nativa rappresenta un passo avanti importante rispetto alle pessime performance delle versioni in cloud.

Se quindi non avete ancora mai affrontato l’epopea di Sora, Kingdom Hearts Collection I-III potrebbe essere proprio quello che fa per voi, soprattutto se volete giocarlo in portabilità su Switch 2. Altrimenti, potreste anche valutare l’acquisto delle singole raccolte sulle altre piattaforme, in base alle opzioni di acquisto che ritenete più opportune.

Il mio voto, che a conti fatti è comunque solo un numero, non è quindi relativo alla qualità dei singoli titoli (altrimenti sarebbe ben più alto) ma alla gestione di questa nuova edizione. Vi ricordo infine che Kingdom Hearts Collection I-III uscirà il prossimo 8 ottobre 2026 su Nintendo Switch 2, PS5 e Xbox Series X|S.

7,5Buono
Il voto di GameSource

Un'eredità immortale che torna senza aggiungere nulla al suo mito.

Pro
  • Un pacchetto unico con centinaia di ore di contenuti e una storia epica da vivere.
  • Finalmente l'esperienza arriva in forma nativa anche per i possessori di Nintendo Switch 2.
  • Prestazioni leggermente più stabili sui capitoli tecnologicamente più avanzati come il terzo episodio.
Contro
  • Nessun contenuto inedito e l'inspiegabile assenza dell'unico episodio mancante nella precedenti collection: Melody of Memory.
  • Impossibilità di importare i salvataggi creati sulle edizioni per la precedente generazione.
  • Prezzo ingiustificato per i veterani e assenza di miglioramenti sui vecchi titoli.
Recensito su PlayStation 5 Scheda di Kingdom Hearts III →
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L'autore

Ingegnere Informatico con una folle passione per i videogiochi. Nerd e collezionista delle saghe Kingdom Hearts e Final Fantasy. Amo viaggiare, disegnare, costruire prop e ovviamente videogiocare. I miei generi preferiti sono gli RPG (soprattutto Giapponesi ma anche occidentali), gli action adventure e le avventure narrative.

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