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C’è chi teorizza che l’industria dei videogiochi sarebbe migliore e creativamente più competitiva se non ci fossero tutti i sequel che, di fatto, ogni anno sbarcano sulle nostre piattaforme.
È anche vero che in diversi casi il sequel di alcuni titoli ha migliorato in tutto e per tutto l’esperienza originale. Provate a immaginare cosa sarebbe successo se non avessero avuto un seguito titoli come Uncharted, Mass Effect o Half-Life.
Certo, ci sono serie che, protraendosi troppo a lungo, finiscono inevitabilmente per perdere il proprio smalto, al punto da farci sperare in una conclusione definitiva. Ma ci sono anche dei titoli che vorremmo veder sfruttati ancora, magari perché la formula di gioco ci ha appassionato, o perché la storia è rimasta in sospeso, o semplicemente una serie che vorremmo veder evoluta e aggiornata agli standard odierni.
Eccovi dunque una lista dei titoli di cui vorremmo vedere un sequel, che per esigenze di sintesi abbiamo fissato a 15 posizioni.
N.B. Abbiamo omesso tutti quei titoli che hanno troppe poche probabilità di vedere la luce, o di cui i team i sviluppo originali sono praticamente svaniti (es. Chrono Cross e Banjo Kazooie). Abbiamo anche tralasciato quei titoli che verosimilmente vedremo confermati a breve termine (es. Beyond Good & Evil).

Tenchu
Nonostante non sia stato famoso o fortunato quanto Metal Gear Solid, c’è da ricordare che Tenchu fu il primo a portare il genere stealth nella terza dimensione della primissima PlayStation.
La serie, che nel suo corso è andata per lo più peggiorando, fino a fermarsi al 2009 con Shadow Assassins, avrebbe tanto da offrire in termini di figaggine ninja. Sì, è vero che Klei Entertainment ci ha deliziato con il suo Mark of the Ninja, ma la prospettiva di tornare nei panni di Rikimaru e Ayame nel Giappone feudale, con una realizzazione tecnica e meccaniche di gioco aggiornate, sarebbe davvero esaltante.
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Non dimentichiamoci poi che, prima di interrompersi, la serie era passata nelle mani di FromSoftware, che in seguito ci avrebbe estasiati (e incattiviti) con Dark Souls e Bloodborne. Immaginatevi cosa potrebbero creare con una tale esperienza creativa alle spalle!

Suikoden
La serie di Suikoden annovera alcuni tra i migliori esempi di JRPG delle passate generazioni; in particolare Suikoden II su Psx e Suikoden III su PS2. È davvero un peccato quindi vedere l’indifferenza di Konami per un franchise dal potenziale così alto. Dopo il buon Suikoden Tierkreis per Nintendo DS, l’ultimo capitolo rilasciato è stato Genso Suikoden: Tsumugareshi Hyakunen no Toki per PSP, purtroppo mai uscito dai confini giapponesi.
Dopo i recenti cambiamenti in casa Konami è improbabile, purtroppo, che la vedremo all’opera su un seguito della serie degno di questo nome. Una speranza leggermente più verosimile potrebbe essere un team di sviluppo esterno che si renda disponibile a prendere in mano il marchio, come fece MercurySteam per Castlevania. Ovviamente sperando che questo non snaturi troppo la formula originale.

Wario Land
Quando il primo Wario Land apparve sul glorioso Game Boy, furono in molti ad affermare che il titolo superasse per qualità le ben più famose incarnazioni di Super Mario Land.
Relegato per lo più alle console portatili (a eccezione di Wario Land: The Shake Dimension) e sfruttato in svariati giochi minori, Wario non ha mai ricevuto l’attenzione per un seguito della sua serie platform sulle nuove console Nintendo. E non si capisce bene il perché, visto che i primi 4 capitoli, nel loro piccolo, hanno portato una ventata di aria fresca alle classiche strutture platform della casa di Kyoto, oltre che essere state puntualmente apprezzate dalla critica.
Nonostante ogni incarnazione della serie Super Mario sia sempre curata e vincente, non sarebbe male prendersi una pausa dallo stile “salva la principessa del mondo fatato” e tornare a vestire i grezzi panni dello scanzonato e spregiudicato arci-nemico di Mario, sfondando muri e facendo volare nemici a suon di spallate.


Darkstalkers
Sono anni che i fan della serie chiedono a Capcom un seguito degno di questo nome, ma le uniche risposte sono state per lo più compilation aggiornate dei titoli classici, l’ultima delle quali Darkstalkers Resurrection, uscito in digitale nel 2013.
Il talento più volte dimostrato da Capcom per i picchiaduro, unito con il carisma dei personaggi della serie, potrebbe creare una formula davvero vincente.
Anche se Capcom sembra molto indaffarata con Street Fighter V (e verosimilmente lo sarà anche in futuro), le richieste a Yoshinori Ono per un seguito di Darkstalkers continuano ancora oggi. Speriamo che prima o poi si convincano a riprendere in mano il franchise.

Star Wars: Knights of the Old Republic
Il primo capitolo sviluppato da BioWare è probabilmente il miglior videogame mai realizzato sotto il nome Star Wars. Con il successivo The Sith Lords il team di Obsidian non riuscì, per vari motivi, ad essere all’altezza del predecessore, ma realizzò comunque un ottimo gioco.
L’avvincente lore della Vecchia Repubblica è legato a doppio filo con quell’Expanded Universe recentemente rinnegato dalle sfere alte del marchio per lasciare mano libera alle nuove incarnazioni cinematografiche. Eppure sono tanti i fan che non intendono fare tabula rasa della mastodontica opera di storia e mitologia sviluppata in anni di romanzi e fumetti, e che vorrebbero un nuovo capitolo che replichi il successo del primo. Lo dimostra anche il progetto Apeiron, un remake di Knights of the Old Republic ricreato con l’Unreal Engine.
Nonostante la chiusura di LucasArts sia stata un duro colpo per molti appassionati, sulla carta la “serie” è ancora attiva e supportata da Electronic Arts tramite il MMORPG Star Wars: The Old Republic, quindi in teoria non sarebbe assurdo sperare in un seguito offline sviluppato da BioWare.

Legacy of Kain
La storia della saga di Kain e Raziel è decisamente tra le migliori e più articolate che il genere action-adventure possa annoverare. Iniziata dal team Silicon Knights con il primo Blood Omen, e poi portata avanti da Crystal Dynamics, la serie ha visto quello che dovrebbe essere l’ultimo capitolo nel lontano 2003 su PS2. Eppure quello di Defiance è un finale che non conclude veramente le vicende della storyline. È anzi il capitolo dove avvengono le rivelazioni più forti e incisive, dove viene riscritto il futuro di Nosgoth, con un epilogo che apre le porte a numerose incognite. Di fatto i nemici di Kain non sono ancora realmente debellati.
Dopo che Square Enix ha acquisito Eidos Interactive, il franchise è passato nelle sue mani. Sembrava che la serie potesse avere una continuazione con Legacy of Kain: Dead Sun, sviluppato da Climax Studios, ma il progetto venne cancellato nel 2012 e “riciclato” nella sola componente multiplayer online in Nosgoth. Questo cambio di rotta non è piaciuta ai fan della serie (chi l’avrebbe mai detto?), che continuano a sperare in un vero seguito.
Dopo la cancellazione di Nosgoth, chissà se Square Enix tornerà sui suoi passi per far sviluppare a Crystal Dynamics un vero seguito della serie. Dopo l’esperienza del nuovo Tomb Raider e Rise of the Tomb Raider potremmo aspettarci grandi cose!


The Legend of Dragoon
La prima PlayStation ha rappresentato la piattaforma per una nuova epoca d’oro dei JRPG, e ha visto serie importanti nascere o proseguire su di essa. Nonostante fosse un titolo completamente nuovo, The Legend of Dragoon riuscì ad emergere e a ritagliarsi una folta schiera di fan, anche grazie al supporto di Sony Computer Entertainment che lo dotò di una traduzione e un doppiaggio italiano (anche se terribile!), rendendolo fruibile anche ai più giovani e inesperti con l’inglese. La storia e i personaggi del gioco fecero breccia nel cuore dei giocatori ancor più che nella critica specializzata.
Anche se l’avventura di Dart &Co. è effettivamente conclusa, si potrebbe verosimilmente creare un capitolo prequel che racconti la storia della generazione precedente di Dragoon.
Nonostante il gioco si sia guadagnato uno status di cult, Sony è sempre rimasta generalmente inerte di fronte alla prospettiva di sviluppare un nuovo The Legend of Dragoon, probabilmente perché ritiene che il gioco non abbia abbastanza sostenitori, nonostante le buone vendite complessive. Qualcuno dica a Shuhei Yoshida di cambiare idea!

MediEvil
Chi non ricorda le avventure di Sir Daniel Fortesque nel regno di Gallowmere? MediEvil è stato un piccolo classico e colpì molto piacevolmente i giocatori, che ancora lo ricordano per l’atmosfera unica dallo stile scanzonato. Il seguito venne accolto molto più tiepidamente, e forse per questo motivo SCE Cambridge Studio (ora Guerrilla Cambridge) decise di non insistere sull’IP.
Durante l’epoca della PS3, Sony aveva pianificato dei seguiti spin-off dedicati alla serie, ma non furono mai realizzati (e forse è un bene). Ma almeno questo indica che l’IP non è stata dimenticata del tutto. Quando qualche tempo fa spuntò su YouTube un video di MediEvil ricreato in Unreal Engine 4, l’entusiasmo dei fan esplose letteralmente.
Chissà se Sony valuterà ancora un ritorno di Sir Daniel, soprattutto considerando che la PS4 ha sempre bisogno di esclusive appetibili.


Valkyrie Profile
Altra avventura nel campo JRPG decisamente riuscita per mano di tri-Ace, Valkyrie Profile ebbe il pregio di proporre una trama al contempo drammatica e affascinante, sdoganando la mitologia nordica come setting (poi ripreso da altri sviluppatori), e combinando elementi action in qualche modo reminiscenti di Star Ocean e Tales of. Valkyrie Profile 2: Silmeria su PS2 fu poi un esempio magistrale di seguito ben riuscito, in cui vennero smussati gli aspetti fastidiosi della formula originale e migliorati i punti forti; oltre a rappresentare un punto di svolta dal punto di vista della trama.
Dopo diversi anni di collaborazioni la notizia dell’acquisizione di tri-Ace da parte di Nepro Japan (compagnia specializzata in giochi mobile) ha fatto decisamente spaventare i giocatori, ma il successivo annuncio dello sviluppo di Star Ocean: Integrity and Faithlessness ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo.
Silmeria ci ha lasciato con un finale assolutamente aperto e ovviamente ogni fan della serie vorrebbe vedere cosa riserva il futuro di Lenneth &Co. Dopo la riuscita evoluzione della formula di gioco, siamo sicuri che un nuovo seguito potrebbe essere un ottimo JRPG.
Concluso il nuovo Star Ocean sarebbe semplicemente perfetto che tri-Ace tornasse a lavorare anche su Valkyrie Profile, magari dedicando un capitolo all’ultima valchiria del trio: Hrist.
Per ora è stato confermato solo Valkyrie Anatomia: The Origin, capitolo mobile il cui annuncio non ha certo esaltato i fan. Il titolo però potrebbe essere un modo per Square Enix di sondare il mercato e capire se esiste un’effettiva voglia di un nuovo capitolo. Shuichi Kobayashi di tri-Ace ha rivelato di avere già del materiale per un nuovo Valkyrie Profile, ma che la realizzazione di progetti di questo tipo dipende dalle vendite, e che il motivo dell’interruzione della serie è da ricondurre al fatto che Silmeria non vendette molto.
A questo punto ci auguriamo che i risultati di vendita di Valkrie Anatomia inducano Square Enix a finanziare un nuovo capitolo.

Dino Crisis
Perché l’eterna lotta uomo-dinosauro non dovrebbe mai finire!
Il primo Dino Crisis per Psx, nonostante evocasse automaticamente un confronto con Resident Evil (anche perché sviluppato dallo stesso team), riuscì a distinguersi e a convincere i giocatori. Peccato che Capcom già dal primo seguito avesse indirizzato la sua nuova creatura su uno stile più action (come fece anche per Resident Evil più avanti), per poi interromperla dopo il pessimo Dino Crisis 3 su Xbox.
Considerando che la serie di Resident Evil ha perso parecchio smalto dai suoi primi anni ed è in vistoso declino, non sarebbe male se Capcom rispolverasse l’IP di Dino Crisis, magari bilanciando gli scontri a fuoco con i giganteschi rettili (che ci stanno sempre bene) con gli elementi survival horror che fecero la fortuna del primo capitolo.


Super Mario RPG
Sviluppato dall’allora Square poco dopo Chrono Trigger, la prima avventura dell’idraulico Nintendo con meccaniche ruolistiche fu senza dubbio uno dei migliori JRPG ad approdare su SNES; il che è tutto dire, se pensiamo agli eccellenti titoli che uscirono nel glorioso ciclo vitale della console.
Sì certo, le serie Paper Mario e Mario & Luigi hanno funzionato da seguiti spirituali, ma l’originale Legend of the Seven Stars non ha mai ricevuto un seguito diretto.
Vogliamo tornare a controllare un team con Bowser e Peach. E soprattutto vogliamo il ritorno di Geno e Mallow!


Jak & Daxter
Dopo aver scolpito la storia dei platform su PlayStation con la serie Crash Bandicoot, Naughty Dog volle replicare la storia su PS2 con Jak & Daxter. Nuova IP, nuovi personaggi carismatici. Dopo il primo capitolo la serie virò verso un ibrido action-adventure, anche per via del successo della formula open world di GTA III, letteralmente esplosa in quegli anni.
Considerando che la serie di Crash Bandicoot non è più nelle loro mani (e con effetti nefasti), non sarebbe male un sequel che riportasse la serie alle origini platform, un genere che ultimamente è troppo poco battuto.
Speriamo quindi che il rumor su un nuovo Jak and Dexter si riveli fondato, prima o poi.


Journey
O meglio: il prossimo gioco dei ragazzi di Thatgamecompany. Un nome che effettivamente calza a pennello, visto che effettivamente lo studio viene ricordato prevalentemente per aver creato Journey, titolo che nel suo piccolo riuscì a dare una scossa al panorama indie e al mercato in generale, dimostrando come sia possibile creare un’esperienza videoludica unica se si sa come uscire dagli schemi.
Dopo aver pubblicato la propria Collection di titoli (Flow, Flower e Journey) su PS3 e PS4, Thatgamecompany non ha rilasciato altri titoli ormai dal 2012. Sappiamo però che lo studio sta tutt’oggi lavorando al prossimo gioco, che sarà questa volta totalmente auto-prodotto. Dalle indicazioni nell’apposita pagina web viene descritto come un progetto ambizioso, che si focalizzerà sulla connessione tra giocatori (e infatti non sarà un’esclusiva per PS4), e che mostrerà la particolare filosofia e naturale evoluzione del percorso creativo dello studio.


Skies of Arcadia
Probabilmente il miglior JRPG uscito per Dreamcast (insieme forse a Grandia II) e vera perla nascosta per ogni amante del genere, Skies of Arcadia purtroppo seguì il destino delle basse vendite della console su cui nacque. Il porting per GameCube uscito due anni più tardi, infatti, accumulò più del doppio delle vendite rispetto alla console Sega.
Il titolo sviluppato da Overworks ha deliziato molti giocatori (ma non abbastanza) con la sua particolare interpretazione del genere JRPG, decisamente diverso dai virtuosismi tipici di Square Enix, eppure dannatamente efficace e divertente.
Purtroppo il team Overworks è stato inglobato in Sega molto tempo fa, e anche i rumor riguardanti un possibile porting in HD del titolo originale si sono spenti da anni.
C’è però da notare che anche la serie Valkyria Chronicles (in cui tra l‘altro troviamo un cammeo di Vyse, Aika e Fina) è rimasta silente per molto tempo, prima di tornare quest’anno. E che dire di Shenmue 3, per il quale è stato creato un team dedicato?
Se Sega tornerà a vendere bene con questi titoli tripla-A magari non sarà così assurda la possibilità di vedere un seguito di Skies of Arcadia, che i fan richiedono a gran voce da anni.


Metroid
A ogni grande evento teniamo le dita incrociate sperando che Nintendo annunci un nuovo Metroid; e dopo ogni evento rimaniamo puntualmente delusi. All’E3 2015 è stato annunciato Metroid Prime: Federation Force, uno spin-off, senza Samus. C’è quindi da stupirsi se i fan rimangono delusi, se non stizziti?
Il fatto è che Nintendo non sembra sapere cosa fare con il franchise, e lo dimostra anche il fatto che per la serie Metroid Prime si sia rivolta allo studio esterno texano Retro Studios, che ci ha dato sì degli ottimi titoli, ma lontani dal feeling originale.
Eppure il sottogenere metroidvania non sembra essere sparito dai desideri de videogiocatori. Ce lo dice il successo su Kickstarter di Bloodstained: Ritual of the Night, nato a fronte del rifiuto di Konami di continuare il filone “classico” di Castlevania. Così come ce lo dicono diversi altri indie come Ghost Song che vengono proposti con fortune alterne.
Insomma sembra che ci sia ancora voglia di un nuovo, vero Metroid, che magari torni alle meccaniche originali con stile e innovazione, e una qualità di game design di cui Nintendo è sicuramente capace.
È quasi scontato far notare che un trionfale ritorno di Samus sarebbe un ottimo modo di lanciare Nintendo NX.








