Pokémon GO – Bannati tutti gli utenti di un provider belga - immagine della notizia
A woman holds up her cell phone as she plays the Pokemon Go game in Lafayette Park in front of the White House in Washington, DC, July 12, 2016. Pokémon Go mania is sweeping the US as players armed with smartphones hunt streets, parks, rivers and elsewhere to capture monsters and gather supplies in the hit game. The free application based on a Nintendo title that debuted 20 years ago has been adapted to the mobile internet Age by Niantic Labs, a company spun out of Google last year after breaking ground with an "Ingress" game that merged mapping capabilities with play. As of July 11, 2016 Pokémon Go had been downloaded millions of times, jumping topping rankings at official online shops for applications tailored for smartphones powered by Apple or Google-backed Android software. / AFP / JIM WATSON (Photo credit should read JIM WATSON/AFP/Getty Images)
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In questi giorni il ban hammer della Niantic sta schiacciando tantissimi utenti del loro Pokémon GO in ogni paese. Chiunque abbia usato un qualsiasi tipo di bot su questo titolo, anche se molto tempo fa, è stato irrevocabilmente bannato in questi giorni. Quello che è successo in Belgio però ha dell’incredibile.

Niantic ban belgio

Ma partiamo dal principio: il provider belga Proximus offriva ai propri utenti una promozione legata a Pokémon GO, che gli permetteva di utilizzare l’app senza gravare sul traffico internet della propria sim, dandogli così la possibilità di giocare quanto volevano.
Tutto molto bello, finché un utente non ha trovato un modo discutibile per utilizzarla: tutto il traffico generato dagli utenti di Proximus veniva registrato da Niantic sotto un solo indirizzo IP, quindi un utente ha deciso di approfittarsene creando 1000 account e sfruttarli col proprio sito di tracking.

Niantic non ha reagito bene a ciò e per un fattore di sicurezza ha deciso di rendere inutilizzabile Pokémon GO per tutti gli utenti abbonati a quel provider.
Un’azione forse avventata e eccessiva, ma che poteva essere evitata con le dovute precauzioni.

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L'autore

Nato nel 1996 se ne frega e comincia comunque a videogiocare dal day one della prima Playstation. Consuma da subito i dischi dei classici platform tutti colorati: Spyro, Crash e Ape Escape in primis, poi qualcosa va storto. Acquistando un cd pieno zeppo di demo PS2 scopre: Shinobi. Da quel giorno avvenne il declino, ben presto le lande colorate si tinsero di rosso sangue e il giovane Alessio divenne il messia dell'ignoranza e del grottesco. Ogni tanto, nella pausa caffè, non disdegna però qualche titolo profondo e filosofico.

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