L’ottava generazione di console è oramai giunta: PlayStation 4 è già disponibile dallo scorso venerdì negli USA, ed è attesa per il 29 novembre in Europa, mentre Xbox One sarà in vendita nei mercati americani ed europei a partire da domani.
Sebbene i pre-order per il day one siano esauriti quasi ovunque per ambedue le console, è ancora pieno di persone che preferiscono attendere momenti più maturi per effettuare l’acquisto, in virtù del dubbio più ricorrente dell’anno: meglio PlayStation 4 o Xbox One?

Come noto, PlayStation 4 è sicuramente la favorita da consumatori e stampa, grazie all’aggressiva campagna pubblicitaria di Sony che ha fatto soprattutto leva sui “difetti” di Xbox One. Microsoft, dal canto suo, ha fatto uso di questa critica per mettere in atto alcuni cambiamenti ed adeguarsi alla concorrenza. Rimangono però invariate le specifiche tecniche per entrambe le console, le cui versioni definitive sono quelle abbiamo potuto osservare all’ultimo E3. La tabella sottostante ne riepiloga le principali caratteristiche.
Xbox nel caos: chiusure di studi e Game Pass a rischio [Sourcecast s26: e13]
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| PlayStation 4 | Xbox One | |
| CPU | AMD “Jaguar” | CPU proprietaria Microsoft |
| caratteristiche CPU | 8 core, frequenza variabile da 1.6 a 2.7 GHz | 8 core, frequenza 1.75 GHz |
| RAM | 8 GB GDDR5 | 8 GB DDR3 |
| GPU | AMD Radeon “Liverpool” | AMD Radeon “Durango” |
| caratteristiche GPU | frequenza 800 Mhz, 1152 shaders, capacità di calcolo 1.84 TeraFlops al secondo | frequenza 853 MHz, 768 shaders, capacità di calcolo 1.31 TeraFLOPS al secondo |
| hard disk | 500 GB, removibile | 500 GB, non removibile |
| drive ottico | blu-ray / dvd | blu-ray / dvd |
| ingressi / uscite | 2 porte USB 3.0, HDMI, audio ottico | 3 porte USB 3.0, HDMI, audio ottico |
Osservando processore e chip grafico, PlayStation 4 appare la più “potente”, ma è bene ricordarsi che si tratta di dati nominali, ovvero dichiarati dalle rispettive parti, pertanto non esiste ancora un test neutrale. Ad ogni modo, anche se le specifiche fossero confermate come effettive, si tratta di una tabella puramente informativa: un miglior potenziale non coincide necessariamente con migliori performance, poiché lo sfruttamento dell’hardware dipende soprattutto dalle architetture dei firmware che gestiscono le console, i quali saranno sicuramente soggetti ad aggiornamenti che potrebbero cambiare le carte in tavola.
Nonostante questa parentesi, è giusto dire che, per ora, la console di Sony pare se la passi meglio anche sotto questo versante: è noto che alcuni titoli multipiattaforma, come ad esempio Call of Duty: Ghosts, saranno migliori su PlayStation 4, che girerà ad una risoluzione di 1080p contro i 720p di Xbox One – una differenza non certo insignificante.
Questo esempio potrebbe indurre a pensare come siano i giochi multipiattaforma ad avere il potere di determinare quale console sia tecnicamente migliore, ma, si sa, non bisogna di fare tutta l’erba un fascio: i primi tempi di PlayStation 3 e Xbox 360 favorivano le versioni di Microsoft, e per tutta la generazione si è assistito ad inversioni di trend, con la conclusione che, ad oggi, ancora nessuno può affermare con certezza quale sia la console migliore. Pertanto, il nostro consiglio è, paradossalmente: ignorate la tabella e lasciate perdere i tecnicismi, perché non sono queste le cose che dovrebbero farvi decidere su quale console investire i vostri soldi.
Il primo vero motivo sul quale iniziare a valutare le differenze tra console partono da ciò che si tocca con mano: i controller. Infatti, Wii di Nintendo è stata padrona di vendite della settimana generazione con una console tecnicamente inferiore ma dotata di un sistema di controllo unico. Sia Microsoft che Sony hanno apportato dei cambiamenti sensibili rispetto agli ultimi controller, ma se si prende l’originalità come pregio, allora anche in questo caso PlayStation ha una marcia in più.

La parola chiave di questa generazione per entrambe le console è sicuramente “interattività“, cosa che per Sony parte anche dal controller – il DualShock 4. Al centro dell’attenzione c’è la sostituizione del tasto Select con Share, che permette di accedere direttamente alle funzioni social della console, quali la condivisione di screenshot e video, lo streaming della partita, e via discorrendo. Rimane invece Start, sotto le mentite spoglie di Options, di funzionalità variabile di gioco in gioco. Sono però molte altre le caratteristiche: il tradizionale design DualShock è stato rinnovato per far spazio ad un touchpad frontale piazzato nel mezzo del controller, capacitivo e dotato di una risoluzione di 1920×900 pixel. Tra quello e il sottostante tasto Home (il medesimo dei controller PlayStation 3) risiede inoltre uno speaker mono, le cui funzioni saranno presumibilmente simili a quelle già viste con il Wiimote di Nintendo, mentre il nuovo ingresso jack inferiore per l’headset (che è incluso in ogni confezione di PlayStation 4) pare ereditato dal controller Xbox 360. Un altra importante novità è la barra luminosa sul dorso: essa assume colori diversi a seconda dell’assegnazione al giocatore (1, 2, 3 o 4), ma soprattutto funge anche da sensore Move, permettendo l’interazione con la nuova PlayStation Camera. Anche l’ergonomia ha subito dei cambiamenti, in particolar modo per quanto concerne gli stick analogici, ora concavi, e il materiale del pad, che nel dorso ha una superficie rugosa che dovrebbe aiutare a farlo scivolare meno di mano. Per il resto, le caratteristiche sono le medesime del DualShock 3, comprendente la tecnologia Sixaxis e una batteria interna ricaricabile con l’apposita porta mini-usb.
Xbox One è più tradizionale, e, a prima vista, il controller è una versione migliorata del predecessore – ed in effetti lo è. Andiamo con ordine: l’unico cambiamento di design riguarda il tasto Home, sparito e sostituito con il logo della console sulla nuova sporgenza superiore, giustificata dal cambiamento nello slot per le batterie, costruito nel controller eliminando la protuberanza caratteristica del pad di Xbox 360. Come PlayStation 4, i tasti Select e Start sono sostituiti, ma senza le stesse novità: le funzioni dei due nuovi tasti, View e Menu, saranno stabilite dal gioco o dall’applicazione in uso – come solito. Cambia totalmente l’ergonomicità di D-pad e analogici: il primo assume la più comune e pratica forma “+”, mentre i secondi guadagnano una superficie antiscivolo che garantisce un miglior controllo. Cambia anche il connettore audio, che promette una migliore qualità sonora, tramite un headset ufficiale rivisto (anch’esso incluso nella confezione di Xbox One) i cui controlli, una volta agganciato, si pongono direttamente nella parte inferiore del controller – chi gioca online apprezzerà tantissimo. Ma non vi abbiamo parlato del pezzo forte: i nuovi motori di vibrazioni. Oltre a quelli tradizionali, Microsoft ha ben pensato di piazzarne altri quattro, di cui due “ad impulsi” posti sotto i grilletti. Può sembrare cosa da poco, ma avendolo provato vi assicuriamo che il feedback dei giochi è più percepibile che mai.
Eccoci quindi al primo confronto: quale controller è migliore? Abbiamo anticipato che, in termini di novità, sicuramente DualShock 4 è più interessante. Si potrebbe definire come un Frankenstein formato dalle caratteristiche di altri controller, permettendo molte funzioni in più del passato ma con meno periferiche, contrariamente a Xbox One, che relega la maggior parte delle novità al nuovo Kinect (di cui parleremo meglio dopo). Ma anche in questo caso, non si tratta di un motivo sufficientemente valido per premiare PlayStation 4.
Sony non è nuova all’introduzione di novità nei controlli, ma quanto queste novità sono state sfruttate in passato? La funzione Sixaxis è stata un flop, utilizzata sporadicamente e piuttosto male; i touchpad e touchscreen di PSVita servono per pochi titoli e nessuno di questi ne fa un uso definibile rivoluzionario; il Move, che inizialmente pareva la risposta “hardcore” al Wiimote, è stato invece una scusa per poter entrare nel mercato casual dove spopolava Nintendo – inoltre, le funzioni Move del DualShock 4 richiedono ovviamente una PlayStation Camera, da acquistare a parte. Con queste premesse, appare evidente che occorrerà tempo per dichiarare che DualShock 4 sia un controller migliore del più pragmatico e funzionale controller di Xbox One, poiché ora è solo presunzione, eccetto per una questione: le batterie. L’unico vero motivo per dare addosso a Microsoft è il maledetto vizio di costringere il giocatore ad affidarsi alle pile, seppure già dal lancio saranno disponibili i battery pack ufficiali. Impossibile non innervosirsi al pensiero.
Abbiamo accennato come l’interattività sia un elemento chiave di questa generazione di console. Ciò si verifica in termini di funzionalità di social networking, interoperabilità tra dispositivi ed accessibilità delle interfacce grafiche. Partiamo analizzando queste ultime.

La filosofia abbracciata da Microsoft nell’unificare tutti i dispositivi che supportano i suoi sistemi non poteva non toccare anche Xbox One. Chiunque abbia avuto a che fare con Windows 8 e derivati per tablet e smartphone, troverà l’interfaccia di Xbox One sarà molto famigliare ai suddetti, e può usufruire di un account comune, come dopotutto avviene già per Xbox 360. Ciò che però sarà possibile solo su Xbox One è l’integrazione con il nuovo Kinect, venduto insieme alla console e parte integrante dell’interfaccia: potrete muovervi all’interno della stessa con comandi vocali e movimenti corporei, mettere in pausa il gioco, accendere e spegnere la console, e così via. Potrebbe essere qualcosa di non immediato a cui adeguarsi, ma chi ha provato conferma che il sistema funziona e che c’è una certa flessibilità nel riconoscere i comandi. Il nuovo Kinect, inoltre, pare molto più preciso del suo predecessore, più rapido (è garantita l’assenza di lag), ed utilizzabile in ambienti più piccoli e scarsamente illuminati. Tutto questo è però opzionale: nulla impedisce di sconnetterlo e limitarsi all’uso del controller.
Tornando al sistema, una cosa che troverete cambiata è l’interfaccia di gestione degli amici: anzitutto, il limite massimo di amici è alzato a 1000, che dovrebbero essere sufficienti anche per i giocatori più (socialmente) incalliti, ma più importante ancora è che la schermata degli amici li raggrupperà di schermata in schermata mostrando la loro attività corrente senza doverli guardare uno ad uno. Inoltre, potrete seguire le attività dei profili pubblici senza dover per forza essere amici dei proprietari, cosa molto comoda per chi vuole seguire le registrazioni dei campioni nei propri giochi online preferiti.
Un’altra caratteristica fondamentale di Xbox One è la possibilità di eseguire giochi e applicazioni simultaneamente, “agganciando” queste ultime al lato destro o sinistro dello schermo. Potrete quindi sia farvi una partita a FIFA 14 e al contempo tenere d’occhio una partita di calcio vero. E approposito di guardare partite vere: quest’ultimo elemento è possibile in quanto Xbox One permette di collegare il proprio decoder (via cavo o satellitare) e navigare fra i canali con un interfaccia personalizzata, unificando pertanto la fruibilità di televisione e console.
Passiamo ora all’analisi del sistema PlayStation 4: rispetto alla minimale interfaccia di PlayStation 3, Sony offre un menù più corposo, definito “menù dinamico“, più pratico da navigare, in costante auto-aggiornamento, e soprattutto contenente più informazioni per schermata. Anche in questo caso, la console gioca molto sull’accentuare le funzioni social, imitando i social network ancor più di Microsoft: dalla schermata degli amici (il cui limite massimo è 2000) avrete aggiornamenti in diretta di ogni loro attività, senza dover necessariamente aprire i loro profili per sapere le ultime novità.
Come già detto, la condivisione dell’esperienza di gioco è un elemento chiave di questa console: premendo il pulsante Share sul controller, potrete in qualsiasi momento mettere online screenshot, video o mettere in streaming la partita, senza dover interrompere quest’ultima.
Sono molte altre le caratteristiche ed i servizi non citati, pertanto affidiamoci ad una tabella che riepiloga e confronta alcune delle caratteristiche più interessanti di entrambe le console.
| PlayStation 4 | Xbox One | |
| multiplayer | richiede PS Plus (50€ annui) | richiede Xbox Live Gold (60€ annui) |
|
condivisione screenshot e video |
gratuito | richiede Xbox Live Gold |
| streaming video | gratuito | annunciato, presumibilmente solo con Xbox Live Gold |
| installazione dei giochi | facoltativa | obbligatoria |
| gioco durante il download | sì | sì |
| chat vocale cross-game | sì | sì |
| cloud storage | limitato (3gb) | illimitato |
| supporto memorie esterne | no | sì |
| trasferibilità account da PS3 / Xbox 360 | sì (anche trofei) | sì (anche obbiettivi) |
| retrocompatibilità | no | no |
La prima cosa che salta all’occhio è il fatto che il multiplayer di PlayStation 4 non sia un servizio gratuito, fatto che lascia piuttosto delusi tutti coloro che avevano criticato Xbox 360 per la necessità di sottoscrivere un account Xbox Live Gold. È vero che PlayStation Plus costa leggermente meno e, soprattutto, offre vantaggi notevoli in forma di sconti e giochi gratuiti (anche piuttosto recenti), ma Microsoft si è adeguata alla situazione, aggiungendo anch’essa il download di giochi gratuiti per i sottoscritti a Live Gold, i quali potranno usufruirne anche dopo la scadenza dell’abbonamento, al contrario di PS Plus.
Subito dopo notiamo però come la condivisione di video e screenshot, funzione estremamente rilevante in entrambe, sia un servizio che richiede una sottoscrizione a pagamento solo su console Microsoft, e ciò si applica anche a molti altri servizi (sia proprietari che di terze parti, e persino il browser). Inoltre, all’uscita solo PlayStation 4 permette lo streaming in diretta dei giochi.
Un altra caratteristica che differenzia le due console, favorendo anche in questo caso Sony, è l’installazione dei giochi: in PlayStation 4 è facoltativo, in Xbox One no (e pare anche che occupino parecchio spazio). Un altro fatto analogo che fa storcere il naso è il fatto che Xbox One abbia pronta una corposa patch al day one, il cui download è obbligatorio per poter provare qualsiasi gioco. Microsoft dichiara che una comune connessione a banda larga permetterà di ovviare al problema in meno di mezzora, ma la vera domanda è: i server sono pronti a reggere milioni di giocatori che non vedono l’ora di provare la loro nuova console? Domani scopriremo la verità.
È invece comune ad entrambe la possibilità di usufruire dei giochi durante il download dei medesimi e la chat tra utenti anche durante l’uso di giochi diversi.
Un altra differenza riguarda il salvataggio dei dati dell’utente, sul quale Xbox One se la vede meglio, permettendo l’uso di memorie esterne e uno spazio su cloud illimitato per ogni utente, laddove PlayStation 4 ha un limite di cloud di 3gb e non permette l’uso di hard disk o drive flash (ma siamo convinti che le cose cambieranno).
Infine, due parole sul passaggio da Xbox 360/PS3 a Xbox One/PS4: potrete utilizzare il medesimo account, trasferendo tutti gli obbiettivi/trofei acquisiti, ma nessuna delle due nuove console consentirà di giocare ai titoli della precedente – se le avete vendute ma avete conservato i giochi, sappiate di aver commesso un grave errore.
Abbiamo menzionato l’interoperabilità tra dispositivi due pagine addietro, ma si tratta di un capitolo piuttosto corposo a cui preferiamo dedicare una pagina a sé stante, nel quale analizziamo il rapporto tra le nuove console e i dispositivi mobile, nonché del confronto tra le principali periferiche accessorie. La tabella sottostante riepiloga i punti chiave di questo aspetto.
| PlayStation 4 | Xbox One | |
| controllo remoto interfaccia | sì, con PlayStation App (iOS, Android) | sì, con Smartglass (iOS, Android, Windows Phone 8, Windows RT) |
| gioco da remoto | sì, con PS Vita | limitato, con Smartglass |
| motion controller | PS Camera (non inclusa) + Dualshock 4 e/o controller Move PS3 | Kinect (incluso) |
| comandi vocali | annunciati, con PS Camera | sì, con Kinect |
| prezzo | 399€ | 499€ |
Viviamo in un era in cui tutti possiamo essere connessi online da ogni angolo del globo grazie a smartphone e tablet, usufruendo di servizi più o meno avanzati, ed ovviamente le nuove console non potevano non avere le loro applicazioni proprietarie, PlayStation App e Smartglass.
Entrambe permettono di poter controllare remotamente l’interfaccia della propria console senza limitazioni rispetto all’uso diretto, consentendo così di gestire download, fare acquisti, chattare, controllare le attività degli amici e via discorrendo. Microsoft ha fatto però un passo in più, promettendo funzionalità aggiuntive utilizzabili contemporaneamente al gioco su console, quali il setup di partite multiplayer, richiesta di supporto online agli altri utenti per superare determinate parti di un gioco single-player, gestione migliore delle registrazioni, modifiche le impostazioni. Ovviamente, serviranno dispositivi dotati dei requisiti necessari per poter far funzionare l’applicazione in modo fluido.

Sebbene PlayStation App offra a sua volta alcune funzionalità all’interno di giochi supportati, Sony ha preferito destinare maggiori possibilità operative alla PSVita, ed è scelta stessa di Microsoft di mettere a confronto la sua applicazione Smartglass contro una console portatile. Il risultato è che PlayStation 4 è, inevitabilmente, avvantaggiata: se Microsoft dichiara funzionalità aggiuntive nei giochi per i possessori di tablet e smartphone in grado di supportare Smartglass, Sony promette non solo la stessa cosa, ma anche la possibilità di gioco remoto su console fissa da portatile. In altre parole, è possibile iniziare una partita su PlayStation 4 e continuarla su PSVita, dal medesimo punto, in soluzione istantanea, e senza perdita di dati. Notevole, ma occorre ricordare che PSP prometteva la stessa cosa con PlayStation 3, ed alla fine i giochi supportati si contavano sulle dita di una mano. Speriamo solo che la storia non si ripeta.

Parliamo ora delle periferiche delle console: abbiamo già visto come le funzionalità integrate nel sistema di Xbox One facciano ampio uso del nuovo Kinect, incluso in ogni confezione. Dal canto suo, PlayStation 4, pur non includendo PlayStation Camera, beneficia di funzionalità Move direttamente sul controller DualShock 4 e consente l’utilizzo della medesima periferica Move di PlayStation 3. PlayStation Camera dovrebbe inoltre consentire anche a Sony l’uso di comandi vocali per la propria console, anche se non è dato sapere quando avverrà questo aggiornamento.
Noterete inoltre l’inserimento tardivo del prezzo: 100 euro di differenza, giustificati prevalentemente dalla presenza di Kinect insieme alla console Xbox One. Chiunque altro l’avrebbe citato come primo elemento di confronto, ma noi no. Perché? Riteniamo forse che il nuovo Kinect giustifichi la spesa e sia un elemento necessario? Forse sì, forse no.
Ma è certo che Microsoft lo crede, e questo da spazio ad un importante interrogativo: Kinect diventerà finalmente una periferica dedicata anche ai giocatori “hardcore”?
Nella generazione appena conclusa, né Move né Kinect hanno mantenuto le promesse, e tra i giochi disponibili al lancio non ne figura nessuno particolarmente interessante per la suddetta categoria di giocatori, ma il fatto che chiunque possegga una Xbox One abbia anche un Kinect potrebbe indurre gli sviluppatori a sviluppare giochi per il suddetto senza timore di limitare le proprie vendite.
Social networking, interfaccie con controlli vocali, pulsante di condivisione, applicazioni… in tutto questo, l’unica cosa di cui non si è parlato sono i giochi. Già, perché le console servono soprattutto ad una cosa, ed indovinate un po’ qual è? Giocare.

Elenchiamo le esclusive che saranno disponibili al lancio o poco dopo, sottolineando i titoli retail:
PlayStation 4
- Killzone: Shadow Fall
- Knack
- Driveclub
- inFamous: Second Son
- Basement Crawl
- Deep Down
- N++
- Pool Nation Extreme
- Resogun
Xbox One
- Dead Rising 3
- Fighter Within
- Forza Motorsport 5
- Ryse: Son of Rome
- Zoo Tycon
- Zumba Fitness World Party
- Titanfall
- Kinect Sports Rivals
- Crimson Dragon
- Killer Instinct
- Powerstar Golf
Nove esclusive per Sony, undici per Microsoft, che è bene ricordare di appartenere ad una ben più vasta linea di lancio, rispettivamente a 49 giochi totali per PlayStation 4 (di cui 34 in digital delivery e 15 in copia fisica), e 26 per Xbox One (di cui 19 in copia fisica e 7 in digital delivery). Ma allora come mai tanta attenzione alle esclusive? Semplice: sono l’unica cosa che differenzia davvero le console. I giochi dovrebbero essere l’unico vero motivo sul quale basare la scelta della nuova console, e quanto letto prima è quasi superfluo, perché per quanto un sistema sia più o meno ricco di caratteristiche, sono le esclusive di ognuna delle due che vi porteranno a fare una scelta, e sotto questo punto di vista, tutti i vantaggi di Sony cominciano a sfumare: Killzone, per quanto bello, è solo l’ennesimo sparatutto, mentre Titanfall promette un’esperienza di gioco multiplayer senza precedenti, e inFamous compete come gioco in terza persona direttamente con Dead Rising 3, che ha già riscosso consensi notevoli, e Ryse, meno gradito ma che ha dalla sua un contesto storico che non si vedeva da un pezzo nel genere. Ma sbagliereste ad interpretare quello che abbiamo appena detto come un consiglio a prendere Xbox One, perché i titoli davvero interessanti per l’una o per l’altra devono ancora vedersi.
La verità, è che chi vuole giocare ad Halo e Gears of War comprerà Xbox One, chi vuole Killzone e inFamous prenderà PlayStation 4. Ovviamente (e per fortuna), le serie suddette non sono le uniche che usciranno in esclusiva sulle rispettive console, ma l’esempio è un ennesima conferma di come siano i gusti dei giocatori a portare ad una scelta, e sotto questo punto di vista è ancora presto per fare previsioni.
Abbiamo finalmente una risposta alla domanda di partenza: cos’è meglio tra Xbox One e PlayStation 4?

Siete pronti per saperlo? Tenetevi forte: signori e signore, il vincitore è: non lo sappiamo.
Davvero. È troppo presto per dirlo, perché, onestamente, ci sono talmente tante variabili da rendere entrambe le console piene di pro e contro contrastanti.
Come già detto, questo articolo è indirizzato a chi attende tempi più maturi, e possiamo dire che questi tempi maturi non sono prossimi. Tra sei mesi, o forse un anno, forse potremo riparlarne, ma sospettiamo che ci vorrà ancora più tempo.
Sotto sotto però, a voler a tutti i costi esprimere una preferenza per stabilire chi ha fatto bene a prenotare l’una o l’altra console, un’idea l’abbiamo: PlayStation 4. Ma i motivi sono meno evidenti di quanto crediate, e non si basano sul puro hype generato dalla campagna commerciale di Sony, né tantomeno su funzionalità e giochi di lancio: la nostra ragione deriva dall‘analisi del passato. L’ultima generazione si chiude in modo diametralmente opposto a come era iniziata: ricordate come Xbox 360 fosse inizialmente la favorita? PlayStation 3 aveva pochi giochi, con esclusive scadenti, multipiattaforma peggiori della controparte, digital delivery praticamente ignorato, servizi con funzionalità ridotte. E poi, tutto si è ribaltato: Xbox 360 negli ultimi anni ha avuto pochissime esclusive, i multipiattaforma di PlayStation 3 si sono attestati sui pari livelli e molti dei titoli prima esclusivi di Microsoft sono diventati disponibili anche per console Sony con contenuti aggiuntivi, Sony ha incentivato tantissimo il digital delivery rendendolo per giunta multi-piattaforma tra le sue console, e ha creato PlayStation Plus, una spesa facoltativa ma molto più interessante del quasi obbligatorio Xbox Live Gold.
Eccetto per l’ultimo punto, l’ascesa di Sony promette di proseguire anche durante il lancio di PlayStation 4, e sebbene alcuni titoli non usciranno mai su PlayStation, sono molti di più quelli che non arriveranno su Xbox: la quantità di esclusive uscite negli ultimi anni su PlayStation 3 sono soprattutto giochi sviluppati in Giappone, un mercato in cui Microsoft ancora non ha attecchito (tant’è vero che non è ancora stata stabilita una data di uscita di Xbox One per il paese del Sol Levante), e risulta difficile credere che la situazione possa cambiare in tempi brevi.
In conclusione: chi vivrà vedrà. Nel frattempo, continuate a seguirci per tenervi informati su tutte le novità del lancio di Xbox One, per il quale mancano meno di 24 ore.
Speravate che l’articolo fosse finito, ma non poteva mancare una postilla (piuttosto personale, ndr) dedicata a tre elementi: Wii U, PC e Steam Machines.

Su Wii U c’è poco di cui parlare – ed è proprio il punto del discorso: chi ne parla? Nessuno. È uscita da quasi un anno, eppure pochi ne sono coscienti, e di questi ancora meno la vogliono. Sebbene dovrebbe essere anch’essa una console di ottava generazione e competere direttamente con PlayStation 4 e Xbox One, le sue caratteristiche tecniche la equiparano più che altro a PlayStation 3 e Xbox 360. Certo, nemmeno Wii brillava per l’hardware, ma l’originalità del Wiimote non si può negare. Ok, anche il Wii U GamePad tutto sommato è una novità, ma vogliamo parlare della sua comodità? E, aldilà di ogni opinione soggettiva, il punto è che Nintendo è davvero partita col piede sbagliato: una campagna pubblicitaria quasi inesistente, un nome confusionario che ha fatto credere alle masse che si trattasse dell’ennesimo add-on per la sua console, e ancora nessuna killer application, ma solo conversioni su conversioni, da Wii a Wii U, da DS a Wii U, da Xbox 360 e PS3 a Wii U, e una marea di giochi e mini-giochi casual inutili. Anche su quest’ultimo punto bisogna riconoscere che Wii è stata maestra, pertanto forse c’è da chiudersi se il mercato di massa non stia iniziando a chiedere qualcosa di più…
Sull’ultima affermazione, apriamo il paragrafo PC. Cosa c’entra il PC in tutto questo? C’entra, come sempre. Poniamo l’attenzione su un particolare aspetto di questo articolo: nove pagine, di cui una sola dedicata ai giochi delle console di Sony e Microsoft. Sapete perché? Perché le masse esigono dalle console sempre di più, oltre al semplice giocare. Sony ha creato un controller dotato di un tasto chiamato Share (il cui nome appropriato sarebbe Satana, ndr), che, oltre a rendere evidente come Facebook domini le nostre vite, fa capire come i giocatori vogliano poter fare più cose con le console. E Microsoft cos’ha fatto? Il motto più ricorrente di Xbox One è “creata dai giocatori per i giocatori“, ma nemmeno Sony è stata così malefica da pensare di implementare l’uso dei decoder nelle proprie console. Perché questo accento negativo sulle suddette caratteristiche? Non tanto perché chi scrive questo articolo sia un incallito sostenitore del PC gaming (sebbene abbia provato ogni console), quanto piuttosto per le contraddizioni dei giocatori console: da sempre, il “consolaro” è quello che vuole prendere un disco, metterlo nella console e giocare. Oggi, lo stesso “consolaro” che ieri criticava il PC per il suo essere troppo dispersivo, esige di poter catturare video e schermate, chiaccherare con gli amici online mentre gioca, utilizzare Facebook, Twitter, Skype e chi più ne ha più ne metta, deve installare giochi e aggiornamenti, vuole ascoltare musica e guardare la TV. E indovinate un po’ cosa permette tutto questo da anni? Sì, proprio loro, i tanto odiati PC.
Le console sono sempre più simili ai PC, e i PC sono sempre più simili a console. E, a questo proposito, non vi viene in mente qualcosa?
La vera incognita della “next-gen” non sono ne Sony ne Nintendo ne Microsoft: è Valve. Una software house diventata un publisher, proprietaria della più grande piattaforma di digital delivery esistente, un infernale macchina mangia soldi che da dieci anni violenta le nostre carte di credito e debito: Steam. Ed ora, se ne esce con un suo sistema operativo, Steam OS, basato su Linux, freeware ed opensource, la cui caratteristica principale è quella di essere interamente utilizzabile tramite un controller proprietario le cui caratteristiche promettono di renderlo migliore di ogni altro pad uscito fino ad ora, e che sarà integrato nelle cosidette Steam Machines, ovvero PC dal design compatto il cui scopo è, per l’appunto, quello di favorire il gioco PC sulle TV di casa, senza lesinare di nessuna potenzialità. A Gennaio saranno disponibili i primi modelli, creati da vari produttori in varie versioni di differente fascia di prezzo, per poter venire incontro alle esigenze di davvero chiunque.
Il 2014 si prospetta davvero un anno ricco di novità. E non abbiamo nemmeno parlato di Oculus Rift – la vera rivoluzione del videogioco, altro che Move o Kinect.
Ora l’articolo è davvero finito. Andate in pace. Amen.