Devolver Digital, line-up della Gamescom 2014

Devolver Digital, come al solito, si fa carico di pubblicare i titoli su cui pochi altri credono, spesso e volentieri con risultati grandiosi. Come per molti altri, la Gamescom ha rappresentato in parte una ripetizione di quanto già visto all’E3, con qualche novità.

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Breach & Clear Deadline

Breach & Clear è il nome di uno strategico militare a turni uscito per piattaforme mobile e PC, in cui simulare azioni di irruzione ed eliminazione di terroristi. Peculiarità: possibilità di creare team basati su corpi di forze speciali esistenti, equipaggiamenti e armi realistici, gameplay tattico con possibilità di dare sequenze di ordini precisi, come velocità di movimento, direzione da coprire, strumenti da usare e altro.
L’idea si è rivelata vincente e appassionante per tutti gli amanti di simulatori militari, pertanto cosa ha ben pensato di fare lo sviluppatore? Buttare via tutto e trasformarlo in un gioco d’azione pieno di zombie. No, non scherziamo.

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Breach & Clear: Deadline si fa beffa del realismo ambientando il gioco all’interno dell’apocalisse zombie, cancellando la struttura a missioni per favorire una storia ambientata in una città in cui una squadra speciale deve trovare la fonte del contagio. Alcune caratteristiche sono rimaste identiche: anche questa volta si raccolgono punti esperienza per guadagnare nuove abilità e denaro spendibile in equipaggiamento e armi, così come la visuale isometrica. Cambia però lo stile di gioco: aldilà del cambio totale di ambientazione, il nuovo Breach & Clear può essere giocato interamente come uno sparatutto in tempo reale, alternandolo interamente alla modalità a turni.
Abbiamo assistito a un sensibile miglioramento della grafica e abbiamo apprezzato la maggiore apertura dei livelli, ma nutriamo un po’ di disappunto verso un cambiamento così drastico e, logicamente, finalizzato a far apprezzare il prodotto a un pubblico più giovanile e odierno, snaturandone però le origini.
L’uscita è prevista per l’autunno, uscendo prima di tutto su Steam Early Access per PC, Mac e Linux.

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Ragnarok

Siamo sempre attratti da qualsiasi cosa coinvolga l’uso di Oculus Rift, e ancora più incuriositi quando si parla di esclusive per il suddetto, come già avvenuto con il nostrano Loading Human. In questa occasione abbiamo potuto scoprire Ragnarok, un gioco che, come potete intuire dal titolo, si basa sulla mitologia norrena. È un avventura in prima persona di carattere esplorativo: il protagonista è un eroe non definito, in missione per conto della dea Freyja, che deve recuperare degli artefatti sottrattoli dal meschino dio Loki.

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Indossato l’Oculus, ci siamo ritrovati un un avvallamento coperto di neve, che continuava a cadere – segno di un inverno ancora in corso. Intorno solo pareti rocciose. Siamo immediatamente rimasti colpiti dall’effetto di uno scenario così pacifico, salvo ricrederci dopo aver scorto qualcosa di grosso, alto e tutt’altro che rassicurante muoversi nella nostra direzione. Una sorta di gigante dei ghiacci, dall’aspetto antropomorfo, con lunghe braccia e più di due occhi, e degli artigli tutt’altro che rassicuranti. Approfittando di ostacoli naturali come rocce e alberi, abbiamo accuratamente schivato la creatura, correndo fino a che non ci siamo trovati davanti all’ingresso di una caverna, sufficientemente piccola da non permettere l’ingresso a qualcosa più grande di un umano.
Da lì è iniziata l’esplorazione di un labirinto assurdamente intricato: cunicoli su cunicoli, continui bivi… e un lupo che ogni tanto si presentava tentando di attaccarci, da scacciare con il fuoco.
Dopo esserci persi a sufficienza, abbiamo terminato la prova. Il gioco è in una fase primordiale e abbiamo visto troppo poco per giudicare, ma il potenziale c’è, grazie a un design e ad ambientazioni intriganti. Vi terremo aggiornati.

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Titan souls

Ludum Dare è una delle tante Game Jam dove sviluppatori indipendenti si uniscono per creare qualcosa basandosi su un tema comune in un tempo limite (48 ore, in questo caso). Titan Souls è uno dei risultati della 28esima edizione di Ludum Dare, il cui soggetto era “You Only Get One“.
Come hanno interpretato gli sviluppatori questa traccia? Creando quello che loro stessi avevano inizialmente definito “Shadow of the Colossus in 2d“.

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Titan Souls è un gioco basato sui boss-fight. Partendo da una specie di mondo centrale, si devono raggiungere varie arene dove incontrare il boss di turno. Coerentemente al tema della Game Jam, tutto qua è basato sull’essere unico: ogni boss è diverso dall’altro, protagonista e nemici hanno un solo punto vita, e per ucciderli c’è solo un arco dotato di una sola freccia.
Il fatto che il protagonista muoia istantaneamente non stupisce, visto quanto va di moda questo livello di difficoltà negli ultimi anni, ma stupisce che ciò valga anche per i boss: tutti loro hanno un punto debole che una volta colpito porta alla vittoria. Non bisogna però illudersi: la difficoltà dei combattimenti sta proprio nel riuscire a colpire quel punto, che richiede condizioni e procedure diverse per ciascun boss.

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Dal punto di vista del gameplay siamo entusiasti: l’iniziale frustrazione fa spazio alla soddisfazione di aver colto i meccanismi per eliminare il singolo boss, che possono essere carpiti anche con l’osservazione, senza sempre richiedere l’estenuante metodo del “tenta e sbaglia”.  Altrettanta lode anche per l’aspetto grafico in pixel art, davvero minuzioso e pulito, ricordando molto lo stile di giochi come Fez o New Game Plus di Jasper Byrne, ancora in lavorazione.
Se volete provare l’edizione uscita per la Ludum Dare potete guardare questo link, mentre per la versione finale, in cui ci saranno 20 boss, occorre attende il primo trimestre del 2015.

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Ciò che non abbiamo menzionato

Solo tre titoli in mostra? Ebbene no: come avevamo detto nell’introduzione, alcuni titoli, come Not a Hero e l’onnipresente Hotline Miami 2 li avevamo già visti all’E3, per il quale vi invitiamo nuovamente a guardare questo articolo.
The Talos Principle, invece, ci ha colpito così tanto che abbiamo voluto dedicargli un articolo a sé stante, così come per Broforce, che ha guadagnato un suo post nella nostra rubrica The Indiependent.
Unico assente Gods Will Be Watching, che recensiremo presto.

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