Il gioco
Call of Duty
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Sono ormai passati quasi 23 anni da quando Activision pubblica a cadenza annuale un nuovo capitolo della storica serie FPS Call of Duty. Un lungo percorso fatto di enormi successi ma anche di altrettanto clamorosi scivoloni.
L’acquisizione da parte di Microsoft, il sempre più frequente riutilizzo di asset per contenere i costi di produzione, una certa difficoltà nel proporre idee realmente nuove e l’inesorabile trasformazione della serie in un ecosistema sempre più orientato a Warzone hanno finito per spegnere, almeno in parte, quell’entusiasmo che accompagnava ogni nuovo capitolo durante lo scorso decennio.
Dopo Black Ops 7, accolto tutt’altro che positivamente, è nuovamente il turno di Infinity Ward, pronta a concludere il reboot della serie Modern Warfare iniziato nel 2019. Le promesse, come da tradizione, non mancano. Ma basteranno davvero per restituire alla serie quella capacità di sorprendere che sembra aver smarrito?
Proviamo allora a capire cosa possiamo aspettarci da Call of Duty MW4, e soprattutto se Infinity Ward riuscirà a dimostrare che il tramonto dell’ IP è ancora lontano.

Call of Duty MW4 | Una degna conclusione per la Task Force 141?
Lo scorso anno l’attesa per il ritorno di David Mason era palpabile. I fan non vedevano l’ora di scoprire come si sarebbero evoluti gli avvenimenti di quell’ormai lontanissimo Black Ops 2. Come ben sappiamo, però, la campagna singleplayer si è rivelata essere una delle principali delusioni del gioco, soprattutto dal punto di vista del gameplay.
Boss fight strappate da DOOM, coltelli giganteschi che piovevano letteralmente dal cielo e una serie di scelte di design difficili da comprendere: insomma il lavoro svolto da Treyarch aveva lasciato parecchio a desiderare.
Quest’anno, invece, potrebbe finalmente intravedersi una luce in fondo al tunnel. La missione della campagna resa disponibile durante l’open beta ci ha permesso di dare un primo sguardo a quello che potremmo aspettarci tra un paio di settimane.
Durante la prova, gli intensi scontri a fuoco e un level design tutto sommato convincente hanno dimostrato l’abilità di MW4 di mantenere l’azione costantemente coinvolgente, mentre l’ambientazione della guerra di Corea – un conflitto poco esplorato dalle grandi IP ma dall’enorme potenziale – contribuisce a dare al gioco quella sensazione di freschezza di cui la serie ha disperatamente bisogno.
A colpire maggiormente, però, è la cura riservata ai personaggi, accompagnata da un livello di dettaglio visivo davvero notevole. Infinity Ward sembra voler rappresentare una guerra moderna estremamente concreta fatta di droni, trincee, centrali nucleari e guerra di posizione, elementi che, purtroppo, negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere anche nella realtà. È proprio in questo tipo di rappresentazione che lo studio ha sempre dato il meglio di sé, dimostrando di saper attingere dal mondo reale e trasformarlo in un’esperienza credibile e spettacolare su schermo.
Se a tutto questo aggiungiamo un cast composto da personaggi leggendari come Price, Ghost con la sua skin OG e un villain interpretato da Mads Mikkelsen, i presupposti per una campagna finalmente all’altezza delle aspettative sembrano esserci eccome.

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Call of Duty MW4 Multiplayer | Tra Warzone e il ritorno di DMZ
Nonostante la campagna sia uno dei punti cardine del pacchetto contenutistico offerto da ogni titolo, è il multiplayer a rappresentare il vero fulcro della serie, quello che da anni tiene a galla l’intera ciurma targata Call of Duty.
Dopo l’incredibile esperienza offerta da MW2019, nessun’altra software house, nemmeno la stessa Infinity Ward, è riuscita davvero a replicare quel sistema di movimento e quella sensazione di fluidità dell’azione di gioco. Con Call of Duty MW4, gli sviluppatori puntano non solo a riproporre quel tipo di feeling, ma anche a espandere ulteriormente le possibilità del movement system introdotto sette anni fa.
Al momento del lancio saranno disponibili 12 mappe 6v6 alle quali si aggiungeranno le 2 location di Ground War, che segna il suo ritorno con mappe di gioco molto più vaste sulle quali saranno presenti anche gli scontri tra veicoli corrazzati.
Il ritorno di DMZ
Una delle novità più interessanti di questo nuovo capitolo sarà senza dubbio il ritorno di DMZ, la modalità “Extraction Shooter” che aveva già fatto la sua comparsa in versione beta in MW2, ma che questa volta arriva come modalità integrata di Modern Warfare 4. L’obiettivo di Infinity Ward sembra infatti quello di trasformarla in un’esperienza più strutturata e soprattutto più persistente, capace di offrire qualcosa di diverso rispetto al classico multiplayer competitivo.
DMZ ci catapulterà nella zona di esclusione di Hajin, un vasto territorio presidiato dalle forze nemiche controllate dall’IA. Portare a termine gli incarichi, raccogliere risorse e riuscire a raggiungere l’estrazione vivi eliminando le altre squadre nemiche, saranno gli elementi fondamentali dell’esperienza. La novità più importante è rappresentata dal nuovo sistema di progressione, chiamato FOB, che funge da base personale dalla quale sarà possibile gestire il proprio equipaggiamento e missioni.
Considerando i due precedenti tentativi (se consideriamo anche le operazioni speciali di MW2019) e tutte le informazioni uscite negli ultimi giorni, DMZ potrebbe finalmente diventare ciò che gli sviluppatori si erano prefissati sin dall’inizio. Resta però da vedere se Infinity Ward riuscirà a dare alla modalità quella continuità necessaria e soprattutto dei motivi concreti per continuare a giocarla nel corso dell’intera “stagione” 2026/2027.

E Warzone?
Con l’arrivo dell’ultima fatica di casa Activision, anche il macinatore di incassi ai tempi della pandemia subirà grossi cambiamenti. Con l’integrazione del nuovo motore di gioco, infatti, Warzone dirà addio alle console di vecchia generazione.
La stessa mappa utilizzata in DMZ (Hajin) sarà il principale terreno di combattimento per la battle royale, mentre per la modalità resurgence arriverà Zodiac, la nuova mappa sviluppata da Beenox che abbiamo già potuto conoscere nel corso dell’open beta dello scorso agosto.
Per quanto riguarda il lato skin, torna il carry forward da Black Ops 7 ma, questa volta, accompagnato da una grossa novità. Qualche settimana fa, lo studio di sviluppo ha confermato che al momento dell’integrazione di Modern Warfare 4 con Warzone (previsto per il mese di novembre) verrà implementato il tanto richiesto “Skin Toggle”, un filtro visivo per le skin di gioco, dando così la possibilità agli utenti di personalizzare maggiormente la propria esperienza di gioco.
Quindi, tirando le somme, sarà questo l’anno giusto per Call of Duty? Difficile dirlo con certezza ma, analizzando il pattern degli ultimi anni, il primo titolo che introduce un nuovo motore grafico tende ad essere quello con la cura maggiore. Insomma la carne a fuoco è tanta, non ci resta che aspettare ancora qualche giorno per scoprire se i prossimi mesi sapranno regalarci soddisfazioni e a farci dimenticare il poco fortunato Black Ops 7.
Call of Duty Modern Warfare 4 sarà disponibile su console current gen e PC a partire dal 23 ottobre. Per chi ha già preordinato il gioco, l’accesso anticipato alla campagna singleplayer avrà inizio una settimana prima del lancio ufficiale. Per tutte le edizioni disponibili e le ultime novità potete visitare il sito ufficiale di Call of Duty MW4.
