Little Pink House

Korchula Productions ha rilasciato il trailer di Little Pink House, film basato su una storia vera che vede protagonista Susette Kelo (Catherine Keener) che dopo un matrimonio finito male, sceglie di ricominciare una nuova vita a New London, in Conneticut, comprando un cottage da restaurare con una bellissima vista. Susette restaura il cottage e lo dipinge di rosa pronta per un nuovo inizio anche per la sua vita sentimentale, ma una grossa casa farmaceutica – con l’appoggio di potenti politici – decide di voler demolire la sua casa ed acquistare il vicinato a favore di stabilire lì la sua sede principale.
Susette si ritrova così a capo di un movimento debole ma determinato, pronto ad un’epica battaglia legale da portare davanti alla Corte Suprema per raggiungere un importante risultato non solo per lei, ma per milioni di americani che vogliono proteggere le loro case.

Il film ha esordito nel 2016 al Santa Barbara Film Festival segnando l’esordio alla regia dell’americana Courtney Balaker, autrice anche della sceneggiatura, che ha diretto un talentuoso cast  (premiato tra l’altro ai Leo Awards) formato da Jeanne Tripplehorn, Callum Keith Rennie, Giacomo Baessato, Aaron Douglas, Colin Cunningham e Miranda Frigon.
L’accoglienza della critica è stata positiva, guadagnandosi meritate vittorie in festival del cinema indie, come il Providence Town Film Festival dove ha guadagnato il premio HBO audience; o il Vail Film Festival dove si è aggiudicato il Premio del pubblico, o – ancora – è da menzionare il Grand prize al Anthem Film Festival.
Il lungometraggio da due anni continua a conquistare la criticare, ma solo dal 20 aprile arriverà nelle sale cinematografiche americane.
Quando arriverà in Italia? Non si ha una data, ma un riscontro positivo al box office americano potrebbe portare il film anche nelle nostre sale.

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L'autore

La mia prima e più grande storia d'amore si chiama Giappone ed è un sentimento tanto complesso che spazia dagli anime agli hosomaki, dallo shintoismo ai samurai, dai seiyuu al j-rock. Quando da adolescente poi vidi il making-off di Kill Bill con Quentin Tarantino che urlava "il sangue è arte!", capii di non aver mai capito niente di Cinema e di essermi nuovamente innamorata. Così Giappone e Cinema sono diventati i responsabili del mio scrivere, dei miei titoli universitari e del mio essere qui.

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