Poor Things wallpaper
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Yorgos Lanthimos rilegge Frankenstein in Poor Things, film che promette di essere assurdo e disturbante nel puro stile del regista greco. Protagonista della pellicola è Emma Stone, che torna a collaborare con il cineasta dopo il successo de La Favorita. L’attrice premio Oscar interpreta Bella Baxter, una ragazza riportata in vita nel laboratorio dall’inquietante Willem Dafoe. Con le sembianze di una giovane donna e l’esperienza di una neonata, questa strana creatura cerca il proprio spazio in un’allucinata realtà steampunk e barocca, che oscilla  dal colore al bianco e nero.

Poor Things, un(a) moderno Prometeo

Basato sull’omonimo romanzo di Alasdair Gray, Poor Things percorre il viaggio di Bella verso l’indipendenza, passando per capricci, burle bambinesche e un torbido affair con Mark Ruffalo, qui nelle vesti promiscue dell’avvocato Wedderburn. (Se avete nostalgia dei muscoli verdi, andate a leggere le ultime novità su She- Hulk). Con lui la ragazza compie una fuga dissoluta e formativa attraverso il mondo. Sulla falsariga del mostro creato da Mary Shelley, Bella scoprirà la realtà con la mente del tutto sgombra dalle sovrastrutture sociali, determinata a difendere la propria libertà. Ma a differenza dell’originale, lo spazio della narrazione è tutto per la creatura, a discapito dello scienziato e correlate paturnie. Una storia femminista, dunque, distorta dalla visione onirica e surreale di Lanthimos.

Il film è prodotto da Element Pictures, Film4 e Fruit Tree, sceneggiato da Tony McNamara e distribuito da Searchlight Pictures. Nel cast anche Margaret Qualley, Ramy Youssef e Jerrod Carmichael. L’arrivo nelle sale italiane è previsto per il 12 ottobre 2023 e c’è chi già scommette su una nuova statuetta per la straordinaria protagonista. Per Emma Stone sarebbe il secondo Oscar dopo quello ottenuto nel 2018 in La La Land di Damien Chazelle, al fianco di Ryan Gosling, più rosa e abbronzato che mai nei panni di Ken nell’imminente Barbie, di cui trovate qui l’ultimo trailer.

 

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L'autore

Non incolpo la Disney per le aspettative sul Principe Azzurro ma per avermi instillato il gusto della macchina da presa e di tutto quello che c'è dietro, davanti, intorno... da Hitchcock a Mel Brooks e avanti una serie dopo l'altra!

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